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Titolo: Il grande amico Meaulnes (Le grand Meaulnes).
Scrittore: Alain Fournier.
Genere: commedia, drammatico.
Editore: Demetra.
Anno: 1913.
Voto: 4.5.
Dove lo trovi: qui.


Il grande amico Meaulnes (o Il grande amico, o Il grande Meaulnes) è considerato il classico di Alain Fournier, scrittore francese morto giovanissimo durante la Grande Guerra.

Il romanzo fu pubblicato nel 1913 a puntate su una rivista letteraria, ed ebbe da subito un forte successo.

Il suo protagonista è Augustin Meulnes, giovane benestante della provincia francese dal grande carisma, tanto da essere soprannominato dai suoi compagni di scuola il Gran Meulnes e da avere un forte ascendente su molte persone, tra cui la voce narrante della storia, François Seurel, il figlio del maestro del paese.

I due sono compagni di avventure, e proprio durante una di queste, in un luogo cui erano giunti per caso essendosi persi, essi vedranno Yvonne da Galais, di cui Meulnes si invaghirà immediatamente.
Sfortunatamente, nonostante le ostinate ricerche, il “luogo segreto” non verrà più trovato… almeno fino a quando…

La ragione che mi ha spinto alla lettura del libro risiede sostanzialmente in un equivoco: da diverse descrizioni in cui mi ero imbattuto online, sembrava trattarsi di una storia dalla forte valenza immaginifica, surreale persino.

Niente affatto, e anzi mi sono trovato tra le mani un romanzo qualunque, a metà tra commedia e dramma, senza una trama specifica e che va avanti esclusivamente intorno alla figura di Meulnes, definito come brillante e carismatico senza che però si mostra nessuna prova di tale arguzia o brillantezza (alla faccia del “show, don’t tell” delle scuole di scrittura creativa).

Ne emerge anzi l’esatto contrario di quanto speravo, ossia una storia banalotta e sciatta, priva di forza immaginifica ma anche di tensione, che peraltro pare piuttosto campata in aria in quanto a scelte dei personaggi.

Il sottotitolo di Il grande amico Meaulnes è “invito alla giovinezza”; il mio invece è “invito a non leggerlo”.
Nessuna arte, poca passione, poco acume.
L’unico motivo che mi viene in mente per la sua relativa fama è la morte precoce di Alain Fournier; si sa, difatti, che tendiamo a mitizzare coloro che non ci sono più.

Fosco Del Nero


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