Titolo: Notturni (Nachtstucke).
Scrittore: Ernst Theodor Amadeus Hoffmann.
Genere: grottesco, fantastico, gotico.
Editore: Newton Compton.
Anno: 1816-1817.
Voto: 8.
Dove lo trovi: qui.


La recensione odierna è dedicata a un artista multiforme, uno dei più grandi esponenti del romanticismo europeo: torniamo indietro nel tempo, dunque, precisamente al periodo a cavallo tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800, e ancora più precisamente per occuparci di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, spesso chiamato, per ovvie esigenze di brevità, E.T.A. Hoffmann.

Peraltro, si tratta di un autore già comparso sul sito per via del volume Fantasmi tedeschi, in cui comparivano alcuni racconti, in parte suoi e in parte di Gustav Meyrink.

Hoffmann, si diceva, è stato un artista poliedrico: scrittore, compositore, pittore, e persino giurista, è divenuto celebre già in vita, e in campo letterario ha dato il meglio di sé con alcuni racconti e romanzi dal sapore decisamente gotico-grottesco, se non proprio di tenore esoterico-occultista: citiamo, tra gli altri, Il gatto Murr e Gli elisir del diavolo.

Grande successo e notorietà ebbero, e mantennero nel tempo, anche i suoi Racconti notturni, che poi costituiscono il testo oggetto della presente recensione.

Tra di essi, a mio avviso, si trovano alcune gemme della letteratura, forse poco note al pubblico italiano sia perché il romanticismo fu un movimento letterario e culturale prettamente nordico-europeo, sia per il genere decisamente bizzarro, affiancato alla propensione di Hoffmann per le materie occulte.

Ad ogni modo, mi permetto di segnalare i vari L'uomo della sabbia, La chiesa dei gesuiti di G., La casa disabitata.
Completano l’opera Ignaz Denner, Il Sanctus, Il maggiorasco, Il voto, Il cuore di pietra.

Elemento comun denominatore di questi racconti, il descrivere la vita come un contrasto tra luce e tenebre, bene e male; un mondo talmente pericoloso che in esso spesso l’uomo soccombe per mano di forze più potenti, che si agitano in cupe atmosfere notturne.

Il livello medio dei racconti di E.T.A. Hoffmann è ottimo, anche se, come sempre, il gusto e la propensione individuale faranno la differenza nel gradimento complessivo.

Buona lettura.

Fosco Del Nero


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Titolo: Il ciclo di Conan - Tomo 1.
Scrittore: Robert Ervin Howard.
Genere: fantasy, heroic fantasy, sword and sorcery.
Editore: Newton Compton.
Anno: 1930 circa.
Voto: 8.5.
Dove lo trovi: qui.


Il libro che propongo quest’oggi è un libro mica da poco, per diversi motivi.
In primis, per il suo autore scrittore, uno dei più importanti in assoluto all’interno del genere fantastico, forse il più grande nel sottogenere della sword and sorcery (altrimenti detta heroic fantasy); in secondo luogo, per la sua corposità, dato esso comprende metà di un intero ciclo letterario.

L’autore è Robert Ervin Howard, mentre il ciclo quello celeberrimo di Conan il Cimmero (più noto però come Conan il barbaro).

L’edizione, infine, è quella della Newton Compton, che ha racchiuso l’intero ciclo in due tomi, entrambi sostanziosi, e contenenti dunque numerosi racconti e romanzi brevi.

Per dovere di completezza, elenco tutti i titoli compresi nel primo tomo, alcuni dei quali peraltro sono stati pubblicati singolarmente in altre edizioni: La torre dell'elefante, Il palazzo dei morti, Il Dio nell'urna, Gli intrusi a palazzo, La figlia del gigante dei ghiacci, La regina della Costa Nera, La valle delle donne perdute, Colosso nero, Ombre al chiaro di luna, Nascerà una strega, Ombre a Zamboula, Il diavolo di ferro, Gli accoliti del Cerchio Nero, L’ombra che scivola, Lo stagno dei neri, L'era hyboriana.

Diciotto testi, dunque, e testi mica da poco, dal momento che trattasi del meglio dell’heroic fantasy mai prodotto, genere nato dall’inventiva di William Morris intorno al 1880 e poi fiorito con le penne di Lord Dunsany, Eric R. Eddison, R. E. Howard e altri autori come Clark Ashton Smith, Catherine L. Moore e Fritz Leiber.

Nessuno di loro, però, possiede la potenza evocativa di Howard, i cui scritti trasudano vita, passione, azione, dramma.

Da ricordare poi il ruolo di Lyon Sprague De Camp, che ha contribuito alla fama di Howard, tanto durante la vita di quest’ultimo, quanto dopo il suo trapasso, avvenuto sfortunatamente in giovane età: lo scrittore americano, difatti, si è suicidato a soli 30 anni dopo che gli fu comunicato che sua madre era in coma irreversibile.

Queste le sue ultime parole, ovviamente scritte: “All fled, all done: so lift me on the pyre. The feast is over and the lamps expire” (Tutto è andato, tutto è finito: ponetemi sul rogo. La festa è terminata e le lampade si estinguono).

Ma torniamo al dato letterario: se il ciclo più noto di Howard fu indubbiamente quello di Conan (anche grazie alla conversione cinematografica di successo degli anni 80), non è stato certamente l’unico.
Ricordiamo in tal senso anche i cicli di Solomon Kane, di Faccia di Teschio, di Almuric, di Kull di Valusia, Celta, di James Allison e Kirby Buckner, nonché alcuni racconti ambientato all’interno della mitologia di Cthulhu dell’amico Howard Phillips Lovecraft, un altro grande scrittore del periodo.

Non proseguo oltre la recensione, dato che la mia passione per Howard si è ormai bell’e capita; aggiungo solo che, nonostante i suoi testi non siano impeccabili dal punto di vista stilistico, possiedono, come già detto, una potenza descrittiva ed emotiva che raramente si riscontra in altri scrittori… un motivo che certamente dovrebbe incoraggiare la lettura.

Non è un caso se l’ascesa della letteratura fantastica prima (seguita a decenni di distanza dal cinema fantastico) si debba, stringi stringi, soprattutto a due autori: Howard e Tolkien.
Buona lettura.

Fosco Del Nero


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Titolo: Dracula (Dracula).
Scrittore: Bram Stoker.
Genere: horror.
Editore: Mondadori.
Anno: 1897.
Voto: 9.
Dove lo trovi: qui.


Ho già letto Dracula di Bram Stoker due volte, e senza dubbio ce ne sarà una terza in futuro, dato che:
1) si tratta di un romanzo capolavoro,
2) sono un grande appassionato del genere horror-vampiri.

Non a caso, su Libri e Romanzi sono già apparsi altri due esponenti del genere, e segnatamente Il signore dei vampiri di Hugh Davidson e Anno Dracula di Kim Newman.
Quest’ultimo, in particolare, si rifaceva proprio al classico del 1897 di Stoker, avviandosi dal finale di quest'ultimo e proseguendo in modo alternativo.

Parlando di un libro così noto, direi persino celeberrimo, pare quasi inane riferirne la trama… lo faccio comunque per dovere di cronaca, nonché per degli eventuali extraterrestri che leggessero la recensione (qualora mi stiate leggendo, a proposito, posso segnalarvi alcuni nominativi di persone da rapire).

Jonathan Harker è un agente immobiliare a Londra, e viene inviato dal suo capo nei lontanissimi Carpazi per curare la vendita di una proprietà nella capitale inglese a un ricco ed eccentrico nobile.

Il giovane uomo, tuttavia, si accorge ben presto che il conte Vlad non è solamente eccentrico, ma decisamente pericoloso; d’improvviso, egli si rende conto di essere prigioniero nel vetusto castello del parimenti vetusto vampiro.

Contemporaneamente alle disavventure di Jonathan, la sua fidanzata, Guglielmina Murray, detta Mina, non ne sta vivendo di minori: da un lato la sua migliore amica, Lucy Westenra, è caduta ammalata di un male misterioso, e dall’altro essa stessa è preda di dubbi e paure.

Per cercare di salvare prima il corpo e poi l’anima della fanciulla, viene convocato il professor Abraham Van Helsing, che sarà affiancato nella sua missione dal trio di spasimanti della bella Lucy, ossia Lord Arthur Holmwood, Quincey Morris e John Seward, quest’ultimo allievo dello stesso Van Helsing.

È allievo di Dracula invece Renfield, malato mentale in cura presso il manicomio gestito da John Seward, con le storie di tutti codesti personaggi che si intersecheranno in modo ineluttabile.

Il libro di Bram Stoker presenta la struttura del romanzo epistolare, ed è tutto raccontato sotto forma di resoconti scritti, ora di questo ora di quel personaggio.

Quanto al genere, siamo di fronte a un horror gotico, forse il canto del cigno del genere, molto in voga nell’Ottocento, che peraltro ha consacrato a livello mondiale la figura del vampiro, precedentemente anticipata da autori come Polidori, Le Fanu, etc, ormai assurta a vera e propria icona dell’immaginario collettivo.

Dracula è dunque un classico irrinunciabile, dunque, a fortiori dato che lo si trova in molteplici edizioni, anche economiche.
A chi non lo avesse ancora fatto, buona lettura.

Fosco Del Nero


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Titolo: Battaglia per la Terra (Battlefield Earth).
Scrittore: L. Ron Hubbard.
Genere: fantascienza, avventura.
Editore: Rizzoli.
Anno: 1982.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.


Ron Hubbard è conosciuto senza dubbio più per i suoi scritti in ambito metafisico-spirituale, aventi poi dato origine al discusso movimento di Scientology, ma non tutti sanno che egli è stato anche un brillante scrittore di fantascienza, come testimonia il libro recensito quest’oggi, Battaglia per la Terra, che peraltro è stato anche convertito in film qualche anno fa.


Parliamo di un autore attivo dagli anni "30 agli anni "80, che ha scritto più di 100 romanzi e che ha venduto decine di milioni di libri… mica poco.

Tra l’altro, lo stesso autore dedica questo libro a Van Vogt, Heinlein, Campbell e a tutti gli altri scrittori dell’Età d’oro della fantascienza (ossia gli anni "30 e "40).

Da sottolineare peraltro che la saga originale è composta di tre romanzi indipendenti, di cui il presente costituisce il primo.

Ecco in breve la trama di Battaglia per la Terra: siamo all’incirca nell’anno 3.000, e una razza aliena più forte e progredita dell’uomo lo ha sottomesso completamente, di fatto costringendolo a un’esistenza limitata e selvaggia.

A ribellarsi a questa situazione è Jonnie Goodboy Tyler, che esce dai confini stabiliti per l’uomo dalla razza dei Psychlos, sfidandone l’autorità.
L’uomo sarà da esempio per altri suoi simili, portando allo scontro tra le due razze…

Va da sé che il lettore saprà chi tifare tra le due fazioni opposte, con lo scontro che assume da subito i connotati della lotta ideologica e di libertà.

Essenzialmente, a fare da padrona in Battaglia per la Terra è l’azione, con l’elemento bellico e di avventura decisamente preponderante, anche se non mancano intrighi di sottofondo di natura politica ed economica.

L’impressione generale è quella di uno scritto vivace e avvincente, con l’autore che sa coinvolgere il lettore e appassionarlo, anche se, a dirla tutta, il suo maggior pregio rischia di rivelarsi anche il suo maggior difetto, dato lo stile dinamico ed epico del narrato, che forse piacerà poco a coloro che invece apprezzano maggiormente i romanzi d’atmosfera o gli scritti introspettiviomeditativi.

Ma questo è lo stile di Ron Hubbard, così fiero e dinamico, e personalmente apprezzo ambo gli opposti, ragion per cui ho apprezzato anche Battlefield Earth.
A chi vorrà, buona lettura.

Fosco Del Nero


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