Titolo: Il mago (The magician).
Scrittore: William Somerset Maugham.
Genere: fantastico, horror, gotico, decadentismo.
Editore: Newton Compton.
Anno: 1908.
Voto: 7.5.
Dove lo trovi: qui.


La vita spesso è curiosa.
Per esempio, è curioso come molti anni fa, alla ricerca di libri di letteratura fantastica, mi sia imbattuto ne Il mago di William Somerset Maugham, senza sapere minimamente chi lo aveva scritto e soprattutto quale personaggio lo aveva ispirato…

… per finire in questo periodo della mia vita a leggere libri sul personaggio in questione, utilizzando anche i tarocchi da egli disegnati.

Il personaggio di cui sopra è il discusso esoterista inglese Aleister Crowley, che per l’appunto dopo un incontro ha ispirato a Maugham la figura letteraria di Oliver Haddo, avventuriero ed occultista, il mago del titolo per l'appunto, il quale ingaggia una sorta di battaglia mentale con Arthur Burdon, talentuoso chirurgo, persona pragmatica che va a scontrarsi con forze che pensava non esistessero.

Siamo all’inizio del Novecento (e in effetti il romanzo è stato scritto nel 1908), e ci muoviamo tra le occidentalissime Inghilterra e Francia, passando però anche per Oriente e Africa, in un turbinio dei sensi e dei significati.

Il mago riprende molte tematica tipiche del romanticismo, come amore e sentimenti, viaggi ed esplorazioni, un certo senso del grottesco, e vi aggiunge elementi dal romanzo grottesco, se non proprio gotico-orrorifico (da certi Il mago è stato affiancato persino a Dracula di Bram Stoker), profilando una sorta di scontro tra la mentalità pratico-scientista e le nuove frontiere dell’immaginifico, del decadentismo e, per l’appunto, dell’occultismo.

Ecco in breve la trama: Arthur e Margareth stanno per sposarsi, ma il litigio del primo con Oliver Haddo, figura assai misteriosa, portano alla fine dell'idillio tra i due a causa di un incantesimo effettuato da Haddo.

Da qui i due uomini inizieranno una sorta di guerra a distanza, il cui obiettivo concreto è la giovane donna, ma il cui senso di fondo è lo scontro epocale tra i due modi di concepire la vita.

Il lettore, va da sé, tiferà per Arthur, sia per diritti di “precedenza”, sia perché man mano che si sfogliano le pagine, emerge da Oliver Haddo la figura di un personaggio sadico e cattivo, perfettamente conscio del male che fa agli altri, nonché ansioso di sacrificare il sangue umano per ricreare esseri viventi in laboratorio per suo diletto (e in questo senso il romanzo ricorda, oltre che Dracula, anche Frankenstein).

Nel complesso, Il mago di William Somerset Maugham è un romanzo che si legge d’un fiato, al contempo accattivante e inquietante, di buona qualità, che però, per il suo genere e i suoi contenuti particolari, non potrà necessariamente piacere a tutti.

Fosco Del Nero


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Titolo: Fratelli mostri (Mortals and monsters).
Scrittore: Lester Del Rey.
Genere: fantascienza, racconti.
Editore: La Tribuna.
Anno: 1965.
Voto: 5.5.
Dove lo trovi: qui.  


Lester Del Rey è uno degli scrittori storici dell’età dell’oro della fantascienza, quel periodo intorno agli anni 50 che ha visto l’esplosione del genere fantascientifico.
Tra gli altri, ricordiamo giusto un paio di grandi nomi, come Isaac Asimov, Alfred Elton Van Vogt, Robert Heinlein.

In particolare, mi ricordo di aver incontrato per la prima volta Lester Del Rey in due raccolte di racconti curate da Isaac Asimov, nelle quale Del Rey si faceva notare con un paio di racconti assai vivaci.

La forma narrativa breve è peraltro la sua preferita, e non a caso finora l’autore in questione è apparso su Libri e Romanzi proprio per via di una raccolta di racconti, Invasori e invasati, che si era meritata una buona valutazione grazie ai suoi quattro racconti lunghi di discreta fattura.

Anche oggi abbiamo una raccolta, intitolata Fratelli mostri, ma composta di più elementi, e più brevi: pur in uno spazio fisico non eccessivo, infatti, i racconti proposti stavolta sono dodici, e dunque di lunghezza media assai più contenuta.

Nel dettaglio, ecco i titoli dei suddetti racconti: Il viso alla finestra, La trentaquattro ritorna, Rincs dynaport, Il seggio della giustizia, Giles, o dell’eternità, Pelle d’uomo, Minnie, Istinto, Il fanciullo nella conchiglia, A fil di logica, Fratello mostro, Regressione ciclica.

Devo dire purtroppo che dal cambio Lester Del Rey non ci ha guadagnato, e anzi la raccolta mi ha in buona parte deluso.
Sarà forse perché allo scrittore americano si addice maggiormente il racconto più lungo, o sarà forse per la mediocre scelta editoriale di una casa editrice sconosciuta (La Tribuna, mai sentita e forse non a caso, laddove la precedente raccolta di racconti era stampata un Urania Mondadori), ma rimane il fatto che la qualità media è assai più bassa.

Intendiamoci, qualche buono spunto c’è, e tra i dodici racconti segnalo Rincs dynaport, Fratello mostro e Regressione ciclica, ma, come dicevo poc’anzi, la qualità media è inferiore a Invasori e invasati, nonché ai miei ricordi degli altri racconti di Lester Del Rey.

Leggera insufficienza quindi per lo scrittore statunitense e per la sua raccolta Fratelli mostri, in attesa eventualmente di nuovi e più brillanti lavori.

Fosco Del Nero


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Titolo: La profezia della curandera (Kantu - El poder de la mujer).
Autore: Hernan Huarache Mamani.
Genere: amore, spiritualità.
Editore: Piemme.
Anno: 2000.
Voto: 6.
Dove lo trovi: qui.


La recensione odierna su Libri e Romanzi è dedicata a un libro che mi è stato regalato, da cui mi aspettavo molto ma che al contrario mi ha in parte deluso, tanto da meritarsi solo una sufficienza risicata: parlo de La profezia della curandera di Hernan Huarache Mamani, un libro tutto al femminile e non a caso noto soprattutto tra il gentil sesso.

Partiamo dal genere: l’argomento è abbastanza chiaro, amore e sentimenti, anche se si esplica in modo particolare, data l’ambientazione e le frequentazioni della protagonista della storia, al centro di un percorso di crescita personale e di riscoperta del potere femminile.

Kantu, infatti, questo il suo nome, si rivolge al curandero Condori e poi alla curandera Mama Maru per superare la sua dipendenza da Juan, giovane e affascinante uomo per il quale la ragazza ha perso la testa e che si approfitta di lei sapendo del suo debole per lui.

Se questo era il motivo inziiale del suo percorso, la giovane finirà per scoprire molto di più, affinando i suoi sensi, potenziando la sua energia, facendo salire il serpente addormentato nel suo primo centro energetico.

Gli insegnamenti di Condori e Mama Maru sono dunque dei veri e propri insegnamenti iniziatici, tanto che Kantu diverrà essa stessa una curandera, una donna tanto potente quanto capace di guarire gli altri.

Il romanzo è tutto al femminile, si diceva, non solo perché la protagonista è donna, ma anche e soprattutto perché sottolinea l’importanza dell’energia femminile, secoli addietro ben più importante e destinata ad essere riscoperta e rivalorizzata…

… proprio come la sessualità, ci dice Mamani, che maschera i suoi personaggi dietro nomi di fantasia pur sottolineando che si tratta di una storia vera.

A chi può piacere La profezia della curandera di Hernan Huarache Mamani?
Certamente alle donne che vogliono riscoprire la forza della femminilità, certamente alle donne vittime di una delusione amorosa, ma anche a tutti coloro che, come il sottoscritto, hanno un debole per il Perù e per la cultura andina.

Fosco Del Nero


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