Titolo: Le furbizie di Lepre (Humpty dumpty).
Scrittore: Pap Kan, Nat Clem.
Argomenti: fiabe.
Editore: La Cassandra Edizioni.
Anno: 2012.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.


La recensione odierna non è dedicata a un romanzo, né a un testo di saggistica, bensì a un libriccino di fiabe africane: intitolato Le furbizie di Lepre, è stato scritto da Pap Kan e disegnato da Nat Clem.

Partiamo col dire che in realtà la storia è una sola, tuttavia è divisa in nove moduli, che sarebbero i “capitoli” della storia, i quali comunque potrebbero anche essere letti come singole fiabe-racconti.

La protagonista della storia è Lepre, che per l’appunto è una Lepre alle prese con i problemi della sua specie… a cominciare dall’uomo.
Ed è proprio nello scappare da dove l’uomo l’aveva imprigionata (grazie all’aiuto di un ragazzo, quindi gli uomini non sono tutti cattivi) che cominciano i problemi di Lepre, stavolta con gli altri animali della foresta: Elefante, Leone, Pantera, Balena, Giraffa, Iena, etc. 

Il tutto ha un forte sapore di fiaba didattica, scritta per i bambini ma anche per gli adulti… e che, cosa sorprendente, non disdegna anche una puntatina sul vegetarianesimo (cosa sempre lodevole, specie se rivolta ai più piccoli, in modo che possano prendere coscienza il prima possibile della tematica sia per un discorso etico - verso gli animali, verso gli esseri umani e verso l'ambiente - che per un discorso di propria salute).

Ai contenuti di buon livello e gradevoli si aggiungono poi dei disegni ugualmente gradevoli, alcuni stilizzati e un po’ sempliciotti, ma altri davvero belli, che impreziosiscono il volume, il quale peraltro è stampato da un’associazione africana che devolve parte del ricavato in opere di beneficenza, cosa dunque ancora più lodevole.

Insomma, tra una cosa e l’altra Le furbizie di Lepre mi è piaciuto.
Se vi capita di incrociarlo (a me è capitato mentre ero in spiaggia e un uomo del Senegal passava a vendere libri della sua cultura), provate a darci un’occhiata.

Fosco Del Nero


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Titolo: Messaggi per la mente (Humpty dumpty).
Scrittore: Damon Knight.
Argomenti: fantascienza, psicologico, drammatico.
Editore: Mondadori.
Anno: 1996.
Voto: 2.
Dove lo trovi: qui.


Arrivato alla fine di Messaggi per la mente di Damon Knight mi sono chiesto semplicemente come mai pubblicassero libri del genere.
D’accordo, il genere fantastico è diventato sempre più di moda negli ultimi anni, e la fantascienza nell’ultimo mezzo secolo ha occupato un posto d’onore all’interno del genere fantastico (scalzata solo negli ultimi anni dal fantasy), per cui, specialmente per gli editori e per le collane abituate a pubblicare tot libri in un anno e un libro ogni periodo di tempo, si prefigurava il problema di avere sempre qualcosa sottomano da pubblicare…

… ma un minimo di filtro va sempre messo.
E, anzi, va messo un filtro forte di qualità. Altrimenti io lettore da ora in avanti diffiderò di tutti i libri pubblicati in una certa collana.

Come farò da ora in avanti grazie a Messaggi per la mente, la cui qualità di fondo era resa meglio dal titolo originale inglese, Humpty dumpty, che già da solo segnalava il tono quasi farsesco dell’opera. 

Opera che la Mondadori presenta in modo accattivante, parlando di visione alterata e ampliata della realtà, di poteri esp, di invasione aliena, di complotti...
Mentre poi il romanzo si rivela un’accozzaglia grottesca e semiumoristica di eventi senza collegamento tra di loro, davvero senza capo né coda, che non hanno una conclusione neanche a fine testo… anche perché non avevano un senso nemmeno durante il testo, per cui era impossibile che vi fosse un finale.
E il punto non è la presenza di un elemento surreale, che anzi amo, ma proprio il fatto che nel libro non vi è la minima qualità: la trama non esiste, i personaggi sono appena delle macchiette, non vi è alcuna poesia o bellezza, e anzi il tutto è davvero gretto e pacchiano.

“Perché allora lo hai letto tutto, Fosco?”
Perché il libro non era molto lungo, 240 pagine di formato piccolo, e perché fino alla sua metà pensavo (speravo) si trattasse di una grossa introduzione, che poi avrebbe dipanato i suoi nodi, mentre solo nella parte conclusiva del romanzo mi sono accorto che non era così e che il senso del grottesco era letteralmente l’unica cosa presente nel romanzo… e a quel punto mancavano poche decine di pagine, per cui tanto valeva finire il libro e vedere se almeno nel finale c’era qualcosa di sensato.

Speranza vana, e Messaggi per la mente di Damon Knight si candida così come uno dei peggiori libri che abbia mai letto (e ne ho letto parecchie centinaia, forse arriviamo al migliaio), con buone possibilità di conquistare un posto sul podio.

Uomo avvisato…

Fosco Del Nero


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Titolo: Essere medico ed essere umano (Ser medico e ser humano).
Scrittore: Decio Iandoli Jr.
Argomenti: esistenza, medicina.
Editore: Casa del Nazareno Edizioni.
Anno: 2003.
Voto: 5.
Dove lo trovi: qui.


Il libro proposto quest’oggi è Essere medico ed essere umano, scritto da Decio Iandoli Jr. nel 2003 e pubblicato da Casa del Nazareno Edizioni

Si tratta di un libriccino di 100 pagine basato sull’esperienza da medico di Decio Iandoli Jr., chirurgo brasiliano che racconta il suo duplice rapporto con la medicina e la sua pratica: da un lato la tecnica finalizzata a mantenere in vita le persone, dall’altro la sua fede nello spiritismo

… che per chi non lo sapesse è una ramificazione del cristianesimo particolarmente praticata in Brasile, grazie anche alla diffusione di autori notissimi in America come Chico Xavier (Nosso Lar) e Allan Kardec (Il libro degli spiriti).

Lo spiritismo affianca al cristianesimo "di base" alcune convinzioni connesse ai mondi sottili: l’esistenza degli spiriti umani disincarnati, che possono fungere da guide per gli uomini ancora in vita, la reincarnazione dopo la morte, l’esistenza di dimensioni sottili invisibili all’uomo, etc.

Dico la verità: ho cominciato a leggere Essere medico ed essere umano proprio attirato da questo secondo fattore, lo spiritismo, ma in realtà nel libro vi ho trovato solo l’esperienza medica dall’autore, dagli studi fino alla pratica da primario.

Il libro, in realtà, non è noioso e si legge facilmente, un po’ perché breve e un po’ perché non presenta contenuti di alcuna difficoltà, ma è davvero povero dal punto di vista che mi interessava, che poi dato l’editore specializzato in letteratura spiritistica era ciò che era lecito attendersi, tanto che nel complesso la ho valutata come una lettura di scarso interesse…

… che probabilmente non vede una valutazione peggiore proprio perché breve e perché scorrevole.

In definitiva, l’unica cosa interessante in essa è il dilemma del medico a cavallo tra tecnica e mondo spirituale. Anche se, pure da questa prospettiva, tutto assume contorni un po’ sfumati, visto che ci muoviamo pur sempre tra farmacologia, chirurgia, chemioterapia e dintorni, senza che nel libro vi sia la minima prospettiva olistica sulla natura energetica dell’esistenza.

Ma, almeno per cominciare, una classe di medici che si preoccupa dei pazienti, tanto da provare per essi sistematicamente affetto, non sarebbe un passo trascurabile.

Fosco Del Nero


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