Titolo: Il cielo ti cerca (Hypnotizing Maria).
Autore: Richard Bach.
Argomenti: narrativa, esistenza.
Editore: Rizzoli.
Anno: 2009.
Voto: 6.5.
Dove lo trovi: qui.


Avevo già letto due libri di Richard Bach: uno era ovviamente il celebre Il gabbiano Jonathan Livingston, mentre l’altro era Illusioni, meno famoso ma comunque bello e ispirante.

Oggi arriva il terzo libro: Il cielo ti cerca, che poi è anche l’ultima produzione dell’autore americano, essendo datata 2009.

Bach è noto sia per i contenuti esistenziali, sia per le sue metafore sul volo… e manco a dirlo entrambi tali fattori sono presenti anche ne Il cielo ti cerca.

Il protagonista della storia è Jamie Forbes, pilota e istruttore di volo, che un giorno si interroga sul potere della mente e dell’ipnosi, argomento sul quale ha un’antica esperienza personale piuttosto sconvolgente, ad opera di un certo Blacksmith, ipnotizzatore di professione.

Anni dopo, incontrerà tale Dee Hallock, una donna che sta viaggiando per gli Stati Uniti facendo l’autostop e che sembra sapere parecchio sulla mente umana.

A quanto gli dirà la donna si aggiungerà quanto gli dirà la sua voce interiore, con Jamie che, tra un volo e l’altro, va a interrogarsi sulla realtà dell’uomo e sul potere della mente di determinarla…

… tanto che si toccheranno argomenti estremi come la morte e l’immortalità.

Nel complesso, Il cielo ti cerca non mi è dispiaciuto, tanto che l’ho letto velocemente (è relativamente breve, comunque, quindi si legge in fretta), ma ad essere onesto gli ho preferito sia Il gabbiano Jonathan Livingston che Illusioni.

Comunque, Richard Bach si conferma autore validissimo.

Fosco Del Nero


Per rimanere aggiornato con le recensioni di Libri e Romanzi, iscriviti al feed!

Titolo: Il caso Milverton - Sherlock Holmes 3 (Death to Appledoore Towers). Scrittore: Gerald Lientz.
Genere: librogame, giallo.
Editore: Edizioni E.L.
Anno: 1987.
Voto: 7.
Dove lo trovi: nel mercato dell’usato.


Il primo librogame della serie Sherlock Holmes, Omicidio al Diogenes Club, mi era piaciuto molto, e si era guadagnato un’ottima valutazione.
Il secondo, invece, Lo smeraldo del fiume nero, si era dimostrato molto deludente, e non a caso era stato scritto da un autore diverso.

Ho proceduto con il terzo libro, Il caso Milverton, fiducioso che il ritorno a Gerald Lientz, l’autore del primo libro, sarebbe stato proficuo, e così è stato.

In effetti tra i due libri scritti da Gerald Lientz e il secondo libro c’è un abisso, e anche Il caso Milverton si rivela appassionante e ben scritto.

La struttura di gioco (ricordo per chi non lo sapesse che i librogame sono dei libri-romanzi-storie interattive, in cui chi legge può influire sulla trama e quindi gli esiti della storia) è il medesimo del primo volume: si va avanti con un sistema di indizi, decisioni e deduzioni, che porteranno l’investigatore, che è nuovamente il cugino del dottor Watson, investigatore in erba cui Sherlock Holmes sta insegnando il mestiere, a dipanare la matassa dell’omidicio di Charles Augustus Milverton, benestante uomo londinese che aveva in effetti molti potenziali assassini per via degli affari loschi che conduceva.

L’unica differenza rispetto a Omicidio al Diogenes Club, il libro di apertura della serie, è il fatto che in questo volume, non a caso più breve, vi è una sola avventura, mentre nel primo ce n’erano due, la seconda delle quali, come tipologia di storia, era più somigliante a questo caso Milverton.

In generale, se si ha un certo gusto per il giallo e per l’investigazione, la serie di Sherlock Holmes offrirà un intrattenimento valido (a parte il secondo volume, come detto), anche se, nella buona ricostruzione generale delle atmosfere vittoriane londinesi, e al buon impianto di gioco, si sovrappongono anche una non eccessiva varietà quanto a possibilità percorribili nonché il fatto che il personaggio iniziale praticamente non è modificabile (o meglio, si può cambiare qualcosa rispetto a quanto proposto dal libro, ma non conviene, cosicché è scontato che si lascino i valori così come sono); e tali valori, uniti, portano alla conseguenza di una certa linearità della trama, che è interessante, ma che alla fine non propone molte varianti sul tema.

Comunque, nel complesso Il caso Milverton mi è piaciuto, quasi quanto Omicidio al Diogenes Club.

Fosco Del Nero


Per rimanere aggiornato con le recensioni di Libri e Romanzi, iscriviti al feed!

Argomenti