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Non A-3 - Alfred Elton Van Vogt (fantascienza)

martedì 10 novembre 2009

Con questa recensione propongo per la seconda volta uno degli scrittori preferiti della mia giovinezza, a cui peraltro sono rimasto molto affezionato: Alfred Elton Van Vogt.

Mesi addietro dello scrittore canadese/statunitense avevo già recensito Le armi di Isher, uno dei suoi romanzi storici (insieme ai vari Il segreto degli Slan, I ribelli dei 50 soli, L’occhio dell’infinito, I polmorfi, Il cervello trappola, etc).

Come deducibile dai titoli dei suoi romanzi, si tratta di uno scrittore di fantascienza, e per la precisione uno dei maggiori scrittori dell’Età dell’oro della fantascienza (anni 40, 50 e dintorni).

All’autore ero arrivato per caso, in quanto era uno dei più presenti nella mitica collana dei libri a 1000 lire della Newton Compton, che avevo letteralmente divorato (ottima sinergia tra generi letterari di mio gradimento e costo contenuto), poi appassionandomene.

Van Vogt è uno scrittore di fantascienza, ma non uno qualunque.
Egli è difatti noto per la vivacità delle sue storie, rutilanti e avvincenti come poche, forti tanto nell’azione quanto nella profondità dei personaggi, quanto nelle tematiche di fondo.

Ecco in breve la trama di questo romanzo, Non A-3, scritto nel 1985 (quindi uno dei più recenti dello scrittore, morto nel 2000): nel sistema solare l’Istituto di Semantica Generale ha dato vita al sistema cosiddetto Non-A (abbreviazione che sta per “non aristotelico”), il quale, misto tra filosofia e stile di vita, consente a chi lo pratica di conseguire alcuni vantaggi sulle altre persone…

Il romanzo si fa leggere bene ed è avvincente, in pieno stile Van Vogt: vivace e coinvolgente, con spunti interessanti e originali.

Se vi piace lo scrittore o se siete appassionati di fantascienza, non potete farvelo sfuggire.

Se, viceversa, il genere proprio non è il vostro, magari concedetegli una chance: il libro (ma in generale i romanzi di Alfred Alton Van Vogt) esiste in diverse edizioni, spesso economiche.

Se, però, siete del tutto allergici alla narrativa fantastica, allora migrate altrove (faccio notare ai detrattori del genere, tuttavia, che le maggiori opere letterarie di tutti i tempi sono narrativa fantastica: Iliade, Eneide, Odissea, Divina commedia, Orlando furioso, la letteratura epica nordica, le fiabe greco-romane, le leggende popolari, i racconti del Vicino e del Medio Oriente; persino i libri mistico-religiosi, dalla Bibbia al Corano, dal Bhagavad Gita ai Veda, tecnicamente sono narrativa fantastica).

Fosco Del Nero


Titolo: Non A-3 (Null-A three).
Scrittore: Alfred Elton Van Vogt.
Genere: fantascienza.
Editore: Newton Compton.
Anno: 1985.
Voto: 7.

La fanciullezza di Zenja Ljuvers - Boris L. Pasternak (drammatico)

martedì 3 novembre 2009

Preciso una cosa subito: giudico un libro, e conseguentemente gli assegno un punteggio, in relazione, molto semplicemente, a quanto mi è piaciuto il libro stesso, e non certo perché lo ha scritto Alessandro Manzoni piuttosto che Pinco Pallino (nonostante stimi molto quest’ultimo come scrittore).

Ergo, se trovo un fantasy di un autore sconosciuto e questo mi piace, gli assegno un bel 7.5, mentre se trovo un testo di uno scrittore premio Nobel per la letteratura, ma non mi piace molto, si becca un bel 5.

Questo è proprio quello che è successo in tale caso: lo scrittore è il russo Boris Pasternak, il premio Nobel è quello del 1957, vinto grazie al romanzo Il dottor Zivago, mentre il testo preso in esame in tale sede è La fanciullezza di Zenja Ljuvers, racconto lungo scritto ben prima, nel 1918.

Sostanzialmente, La fanciullezza di Zenja Ljuvers è il racconto di come Zenja Ljuvers, adolescente, e la sua famiglia si trasferiscono dalla Russia europea nella Russia asiatica, scavalcando il confine degli Urali.

Tale viaggio porta con se alcuni altri cambiamenti, a partire dallo stile di vita della famiglia, che migliora sensibilmente, con la giovane che si interroga continuamente su come si sta qui, là, e ancora più in là (pare in particolare avere una fissa per i cinesi).

Un altro cambiamento, tuttavia, è quello che riguarda lo stato di salute della madre, che peggiora notevolmente…

Il tono dello scritto è drammatico, con lo stile narrativo di Paternak che non fauna grinza, lineare, curato ed elegante.

Inoltre, trattandosi di luoghi e culture per noi esotici, ciò desta una naturale curiosità in chi legge.

Anche se, alla fine della fiera, il racconto non cattura, e anzi tende ad annoiare, da cui il voto mediocre.

Fosco Del Nero


Titolo: La fanciullezza di Zenja Ljuvers (Detsto Ljuvers).
Scrittore: Boris L. Pasternak.
Genere: drammatico.
Editore: Edizione Studio Tesi.
Anno: 1918.
Voto: 5.

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