Titolo: Creare il mondo (Making the world).
Scrittore Douglas Wood, Yoshi Miyazaki, Hibikki Miyazaki.
Genere: illustrazioni, esistenziale.
Editore: Eifis Editore.
Anno: 1998.
Voto: 6.5.
Dove lo trovi: qui.


Da poco ho recensito un libro illustrato, Il principe elefante - La storia di Ganesh, che mi è piaciuto molto, ed oggi ne recensisco un altro, confidando in un risultato ugualmente positivo: il libro in questione è Creare il mondo, scritto da Douglas Wood e illustrato da Yoshi Miyazaki e Hibikki Miyazaki (non so se vi sia parentela con i più famosi Miyazaki registi).

Si tratta di un libro di formato piuttosto ampio, e piuttosto breve, come da tradizione per i prodotti di questo tipo: siamo sulle 35 pagine circa, per la precisione.

La tradizione è rispettata anche nel target di pubblico cui si rivolgono gli autori, giacché Creare il mondo parla direttamente all’infanzia, per quanto, come nella migliore tradizione dei prodotti per l’infanzia, ha qualcosa da dire anche agli adulti.

Un solo messaggio, a dire il vero, che poi è quello contenuto nel titolo stesso, ma di buon valore, e che è veicolato da numerose illustrazione di buona bellezza.
Nulla di sconvolgente, ad essere onesti, ma comunque di valore discreto, e in stile acquerellato e molto colorato.

Peraltro, la vocazione “esistenziale” del libro è certificato anche dal suo editore, Il punto d’incontro, editore specializzato in tematiche esistenziali, per l’appunto, nonché dal nome della collana in cui è inserito il libro illustrato: Semi di luce, che sintetizza le due componenti di cui abbiamo appena detto: sfondo esistenziale e target infantile di pubblico.

E non c’è molto altro da dire su Creare il mondo del trio Douglas Wood-Yoshi Miyazaki-Hibikki Miyazaki, se non ribadire che si tratta di un prodotto di buona fattura; non imperdibile, ma comunque gradevole e con un suo perché.

Sempre ammesso che piaccia il genere dei libri illustrati, ovviamente; io lo trovo belli e ispiranti, se fatti bene, ma qualcun altro potrà non gradirli affatto... ma potrebbe comunque regalarli a qualcuno che viceversa li gradisse, adulto o bambino, cosa che rende il genere particolarmente versatile.

Fosco Del Nero


Per rimanere aggiornato con le recensioni di Libri e Romanzi, iscriviti al feed!

Titolo: I sette serpenti - Sortilegio 3 (The seven serpents - Sorcery 3).
Scrittore: Steve Jackson.
Genere: librogame, fantasy, avventura.
Editore: E.L.
Anno: 1984.
Voto: 8.
Dove lo trovi: nel mercato dell’usato.


Se Le colline infernali, primo libro della serie di librogame Sortilegio, si era conquistato la valutazione di 7.5, e La città dei misteri, forse il librogame per eccellenza nei miei ricordi di adolescente, si era attestato a un eccellente 8.5, il terzo libro, I sette serpenti, si pone a metà strada e si prende un 8.0.

Facciamo un passo indietro: il nostro eroe, guerriero o mago che sia (ma la serie è stata chiaramente scritta per impersonare la figura del mago, ed in tal senso è assai più significativo… e d’altronde il nome della serie è “Sortilegio”, non “Spada a due mani”), dopo aver superato le Colline Shamutanti nel primo libro, e l’insidiosa città di Kharè nel secondo, tra mille insidie ma anche dopo numerosi eventi propizi, si trova a dover affrontare in questo terzo libro le Baklands, un ampio territorio di cui nemmeno si hanno mappe nel Regno di Analand (rinnovo i complimenti a Steve Jackson per la scelta del nome), e che porta, una volta superata prima il Pianoro di Baddu-Bak e poi la Foresta di Snatta, e saltato anche il Lago Ilklala, alla fortezza di Mampang, nella quale risiede l’Arcimago, a cui il nostro errore dovrà sottrarre la Corona dei Re, da egli a sua volta rubata tempo prima.

L’unico problema è che l’Arcimago è stato avvisato di tale missione, e ben sette serpenti gli sono stati inviati come messaggeri: il coraggioso eroe dovrà dunque eliminarli tutti, altrimenti il suo nemico verrà a conoscenza della sua missione.

Curiosamente, i libri di Sortilegio alternano gli scenari secondo numeri pari e dispari: il libro primo e il terzo sono ambientati nella natura, tra foreste e steppe, mentre il secondo e il quarto in contesti umani (umani si fa per dire), che siano città o castelli.
Di mio, tra i due ho preferito gli ambienti urbani… ma finora ho letto il solo La città dei misteri, mentre non ho mai giocato a La Corona dei Re, che non avevo quando ero ragazzino…
… ma che conoscevo per essere un “volume triplo”, ossia il librogame edizioni E.L. più lungo tra tutti.

Per la prima volta in vita mia lo leggerò tra poco, da grande, e vediamo cosa ne verrà fuori.
Confido comunque che, tra la narrazione di Steve Jackson e le affascinanti illustrazioni di John Blanch, l’atmosfera di Sortilegio sarà mantenuta intatta.

Ultimo appunto: tanto La città dei misteri quanto I sette serpenti può essere portato avanti in tanti modi, e quindi rigiocato numerose volte. I sette serpenti, per esempio, può essere portato a compimenti avendo eliminato uno, due, tre, quattro, cinque, sei o tutti e sette i serpenti messaggeri.
I quali sono, a proposito, il Serpente dell’Aria, il Serpente della Terra, il Serpente del’Acqua, il Serpente del Fuoco, il Serpente Solare, il Serpente Lunare, il Serpente del Tempo.
Viceversa, mi è parso meno rigiocabile il primo episodio della serie, ma magari è stata una mia impressione, comunque non corroborata da uno studio dei paragrafi e della struttura del libro.

Fosco Del Nero


Per rimanere aggiornato con le recensioni di Libri e Romanzi, iscriviti al feed!

Argomenti