Titolo: Le querce di Albion (The forest house).
Scrittore: Marion Zimmer Bradley.
Genere: fantasy, drammatico, sentimentale.
Editore: Superpocket - Longanesi.
Anno: 1993.
Voto: 6.
Dove lo trovi: qui.


Da poco mi sono letto Le nebbie di Avalon, il classico di Marion Zimmer Bradley, oscillante tra fantasy, mitologia e storia, senza contare gli elementi sentimentali e drammatici.

Posto che mi è piaciuto moltissimo (non è caso è additato spesso come capolavoro), mi sono andato a leggere anche Le querce di Albion, altro libro di Marion Zimmer Bradley che avevo a casa da ormai molti anni, e che avevo sempre ignorato.

Anche questo, peraltro, è un tomo mica da ridere, per quanto meno voluminoso del suo predecessore: passiamo dalle 700 pagine de Le nebbie di Avalon alle 500 de Le querce di Albion. Tra l’altro, dire predecessore in questo caso non è del tutto preciso, giacché, se è vero che Le querce di Albion segue il collega di dieci anni (1983-1993), è vero pure che all’interno del Ciclo di Avalon si inserisce cronologicamente prima (dal 500 d.C. circa al 100 d.C. circa).

Quindi, niente Morgana o Artù, e invece Eilan, Dieda, Lhiannon, Caillean, Ardanos, Bendeigid, Gaio, Macellio Severo, e altri ancora, sia sul fronte druidi britanni, sia sul fronte soldati romani.

Siamo dunque nella Britannia appena colonizzata dai romani, che stanno ancora faticando per conservare un delicato equilibrio, tenendo conto dell’influenza dei druidi e del popolo potenzialmente ribelle.

In un quadro che è decisamente più Britannia che non Roma, per quanto non manchino accenni e visite nella stessa Roma, seguiamo soprattutto le vicende di Eilan da un lato e di Gaio dall’altro. La prima è una ragazza avviata come sacerdotessa, mentre il secondo è il figlio di un prefetto romano di stanza a Londinium, ossia la Londra di quei tempi, avviato dal canto suo a una brillante carriera militare e politica.

Le querce di Albion non è male, e difatti ho letto tutte le sue 500 pagine, però non ha la profondità e l’impatto de Le nebbie di Avalon, che lo sopravanza di parecchie lunghezze.

Sarà forse per il minor carisma di Eilan rispetto a Morgana, sarà forse per un contesto meno interessante, sarà forse per la banalità della storia d’amore che fa da filo conduttore nell’intera storia, la quale in fin dei conti risulta piuttosto prevedibile, sta di fatto che, per quanto il libro sia ben scritto e abbia dei momenti interessanti, nel complesso è decisamente meno potente e fluido del suo predecessore-successore.

Ad ogni modo, Le querce di Albion si guadagna comunque una sufficienza, e Marion Zimmer Bradley si conferma scrittrice di livello.

Fosco Del Nero


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Titolo: La tua voce può cambiarti la vita.
Autore: Ciro Imparato.
Argomenti: comunicazione.
Editore: Sperling.
Anno: 2008.
Voto: 6.5.
Dove lo trovi: qui.


La recensione di oggi è un po’ particolare, visto che non solo non si riferisce a un libro di narrativa come frequente nel blog, ma è relativa a un testo di saggistica davvero insolito, giacché parliamo di voce: il libro è La tua voce può cambiarti la vita, e l’autore è Ciro Imparato.

Ciro Imparato era – dico era perché è scomparso di recente – un formatore e insegnante della voce, nonché un doppiatore professionista, che aveva prestato la sua (bellissima) voce a film, video, serie animate, videogiochi, nonché ad alcuni importanti personaggi del mondo della crescita personale, come Wayne Dyer, Deepak Chopra e Roy Martina.

Egli aveva già scritto un libro sulla voce, La voce verde della calma, e La tua voce può cambiarti la vita era il suo secondo libro dedicato all’argomento, e in particolare, grazie anche all’ausilio di un cd audio, a come ottenere una voce bella ed espressiva.

Certo, magari non ai livelli di un doppiatore come lui, ma comunque più comunicativa di una voce “normale”.

Il metodo elaborato da Ciro Imparato è il Four Voice Colors, che suddivide la voce in sei colori, consigliando l’uso di quattro di essi, e spiegando come ottenerli modulando tono, volume, ritmo, pause e sorriso, ossia gli ingredienti di base della voce.

Il libro contiene dunque un po’ di teoria, un po’ di esempi concreti, la spiegazione del metodo, nonché gli esercizi proposti, da effettuare congiuntamente al cd audio.

Tra l’altro, una cosa bella del libro è che esso non ha minimamente l’impronta da venditore-manipolatore, ma anzi propone dei bei concetti di crescita personale, pur sul versante comunicazione-pensiero positivo-pnl, e non su quello spiritualità-esistenza… ma comunque molto meglio di un approccio manipolatorio, o di un approccio freddo-neutro.

Nel complesso, a me La tua voce può cambiarti la vita di Ciro Imparato non è affatto dispiaciuto, per quanto lo abbia letto per curiosità, e non con l’intento di applicarmi per mesi e mesi con gli esercizi e il metodo proposto…
… ma, qualora desideraste ottenere risultati, perché magari usate molto la voce nella vostra vita (insegnanti, manager, venditori), va da sé che occorre applicarsi, come in tutte le cose. 

Fosco Del Nero


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Titolo: Transfert - 4 passi fuori dall'inferno.
Scrittore: Marco Bianchi.
Genere: narrativa, fantastico, esistenza, avventura.
Editore: Uno Editori.
Anno: 2017.
Dove lo trovi: qui.



L’articolo di oggi è una preview, relativa a un libro uscito da pochissimo: Transfert - 4 passi fuori dall'inferno.

Il libro in questine, scritto da Marco Bianchi e pubblicato nel 2017 da Uno Editori, è un romanzo di quasi 500 pagine di genere fantastico-esistenziale, come suggerisce lo stesso editore, che si occupa per l’appunto di tematiche esistenziali e di frontiera.

Leggiamone un poco di trama: quattro fratelli gemelli russi, Lev, Oleg, Vasily ed Evgeny (e già questo incipit è semi-fantastico, non perché i protagonisti siano russi, ma perché sono quattro gemelli), nati in una ricca famiglia di San Pietroburgo di poco prima del 2000, hanno un incidente durante una pratica sportiva… e tale incidente, per un motivo misterioso, li spedisce nel Messico del 1400 e rotti.
I quattro, che tra l’altro dovranno dividersi, sono così costretti ad affrontare non solo un nuovo continente e un’altra cultura, ma ad abbandonare rapidamente i loro vezzi di giovani moderni e vezzosi, per affrontare il periodo pre-scoperta dell’America (scoperta si fa per dire, giusto per intenderci).

Il loro percorso diverrà rapidamente un percorso esoterico-esistenziale, tra sincronicità, prove iniziatiche, principesse azteche, cammino dei guerrieri e apprendimenti vari.

Tecnicamente, dunque, Transfert - 4 passi fuori dall'inferno è narrativa, ma narrativa interna al quel sottogenere che è la narrativa spirituale o esistenziale (da La profezia di Celestino in poi… e ovviamente anche prima). 

Che altro dire di Transfert - 4 passi fuori dall'inferno?
La copertina è accattivante già in partenza, e trama e contenuti (via del guerriero, salti evolutivi, azione ed equilibrio, osservazione) sono ugualmente promettenti.

Chi è rimasto interessato da Transfert - 4 passi fuori dall'inferno di Marco Bianchi sa ora dove trovarlo.

Fosco Del Nero


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Titolo: Le nebbie di Avalon (The mists of Avalon).
Autore: Marion Zimmer Bradley.
Argomenti: fantasy.
Editore: Longanesi - Superpocket.
Anno: 1982.
Voto: 8.
Dove lo trovi: qui.


Non sono mai stato un appassionato di mitologia celtica, né ho mai subito il fascino delle storie di Re Artù, della tavola rotonda, della ricerca del Sacro Graal, etc.
Di conseguenza, non mi sono nemmeno mai letto romanzi ambientati in questo mondo.

Almeno fino ad ora, giacché mi sono letto Le nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley, libro che avevo comprato circa diciotto anni fa, e che mi sono deciso a leggere solo ora per via dei pareri largamente positivi, sia sul testo in sé, sia su Marion Zimmer Bradley, autrice che non avevo mai letto, pur essendo ormai un classico del settore fantasy-fantastico.

Le nebbie di Avalon è ovviamente ambientato in Gran Bretagna, grossomodo nel 500 dopo Cristo, in un periodo di conflitto tra la vecchia religione druidica e l’avanzante religione cristiana.

Da un lato abbiamo dunque le sacerdotesse di Avalon, e dall’altro i preti cristiani, con lo scontro che peraltro sa molto di scontro tra energia femminile ed energia maschile, e che si dipana tra i numerosi personaggi della storia: Viviana, Igraine, Morgana, Taliesin-Merlino, Morgause, Artù, Ginevra, Lancillotto, Mordred, e tutta la compagnia di re Artù, nemici, amici e vie di mezzo.

Il secondo motivo per cui non avevo trovato l’occasione di leggerlo in diciotto anni, oltre alla mia scarsa propensione per le storie di Artù e dintorni, è che il libro è lungo 740 pagine circa… un mattone praticamente.

Ma, a lettura completata, devo dire che gli elogi all’opera di Marion Zimmer Bradley erano del tutto motivati: Le nebbie di Avalon è un capolavoro da molti punti di vista.
L’ambientazione è credibile, tanto che sembra di trovarsi lì, in quei tempi e in quei luoghi, i personaggi sono ben caratterizzati, per quanto a volte le loro scelte non convincano appieno il lettore, vi sono sia azione sia riflessione, e il romanzo è scritto davvero bene.

Non mancano inoltre, sparsi qui e lì, degli insegnamenti importanti, messi direttamente nero su bianco in singole frasi, nonché degli insegnamenti indiretti, riguardo a comportamenti e situazioni, ciò che rende Le nebbie di Avalon, oltre che un bel romanzo, anche un testo fortemente educativo, nonché ispirante, soprattutto per via della visione della vita dei druidi e delle sacerdotesse di Avalon… anche se pure in quel caso c’è il rischio di perdere la propria strada. 

Per il resto, che dire? Ho amato Morgana, come altri protagonisti della storia, e ho appurato che miti e leggende su Artù e dintorni non hanno troppi punti fermi, tanto che, per quella poca esperienza che ho del ramo, le divergenze di trama e personaggi sono enormi.
Per esempio, nella serie tv Merlino Morgana è davvero perfida, mentre qui è il protagonista centrale, nonché il personaggio forse più positivo tra tutti.
Immagino dunque che non vi sia una storia “ufficiale”, ma tante versioni. 

Comunque, sta di fatto che Le nebbie di Avalon è bellissimo, tanto che avevo già deciso di leggermi il successivo romanzo del Ciclo di Avalon, Le querce di Albion (che pure avevo acquistato al tempo)… salvo poi scoprire che in realtà Le nebbie di Avalon, se pure è stato scritto per primo, in realtà cronologicamente nel ciclo è l’ultimo, per cui andrebbe letto per ultimo.
In questo senso, non sarebbe stata una brutta idea farlo sapere al lettore prima!

In conclusione, Marion Zimmer Bradley promossa a pieni voti, e anzi pienissimi.

Fosco Del Nero


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Titolo: Rinasci e risveglia il tuo potere interiore (Emergence: seven steps for radical life change).
Scrittore: Derek Rydall.
Genere: saggistica, esistenziale, crescita personale.
Editore: Macro Edizioni.
Anno: 2015.
Dove lo trovi: qui.


Derek Rydall è un nome molto noto in America, un po’ per i best seller ch’egli ha scritto, un po’ per la sua attività da conferenziere.
Il suo libro “Emergence: seven steps for radical life change”, tradotto in italiano col titolo “Rinasci e risveglia il tuo potere interiore”, per dirne una, ha circa 350 commenti su Amazon.com, quasi tutti molto positivi, e dopo un paio d’anni giunge anche in Italia.

Sottotitolo: “Un metodo rivoluzionario per far emergere il potenziale che è in te”.
Testimonial d’eccezione: il più noto, qua da noi, Joe Vitale.

L’autore, in poco meno di 300 pagine di testo, illustra il “principio dell’emersione”, che per certi versi capovolge l’idea tipica del mondo motivazionale, soprattutto americano, ma anche di buona fetta della letteratura spirituale, per cui nella vita occorre lottare per divenire qualcosa di diverso da quello che si è, e insegna invece, in coerenza con altre tradizioni spiritual-evolutive, a lasciar emergere quanto già si ha dentro, proprio come il seme che si apre e diviene pianta (ciò che per l'appunto è un antico insegnamento esistenziale).

Si tratta dunque di far uscire fuori il potenziale che è già dentro, e Rinasci e risveglia il tuo potere interiore di Derek Rydall promette di fornire un metodo preciso al lettore.

Tale metodo, è composto di sette passi, citati nel succitato titolo originale in inglese, spiegati per l’appunto nel libro.

Il libro di Derek Rydall, in uscita adesso nel mercato editoriale italiano, promette di essere assai seguito e acquistato.

Vedete voi se vi interessa scoprire e praticare il suo metodo di “emersione”.
Nel caso, buona lettura.

Fosco Del Nero


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Titolo: L'orologio della Natura.
Scrittore: Peter Wohlleben.
Genere: saggistica, natura.
Editore: Macro Edizioni.
Anno: 2017.
Dove lo trovi: qui.


Ed ecco un’altra preview su Libri e Romanzi, questa dedicata a un nome non nuovo da queste parti: quello di Peter Wohlleben, autore de La vita segreta degli alberi, libro (piuttosto apprezzato dal pubblico) col quale ci ha presi per mano e portati nella foresta, a conoscere meglio la vita degli alberi, dei vari tipi di albero, della foresta intera e della natura in generale.

Col suo libro successivo l’autore in questione alza il tiro: L'orologio della natura si propone infatti di illustrarci i meccanismi della natura… o almeno quelli visibili a chi la studia e la vive da vicino, e decisamente meno visibili a chi ne vive separato, che sia una separazione fisica, perché magari si vive nel cemento della città, o che sia una separazione interiore, perché magari si vive in campagna, ma senza essere in vero contatto con la natura.

Il sottotitolo del libro chiarisce tale intento: “Prevedere il tempo, comprendere le stagioni, capire gli animali e le piante, conoscere l'ambiente in cui viviamo”.

Un proposito non da poco, ma che, se pure colto in una pur piccola parte, sarà un dono prezioso per chiunque si desse la pena di leggere e ascoltare.

Ed ecco che Peter Wohlleben ci spiega come interpretare e conoscere i segnali del vento, delle nuvole, delle piante, dei fiori e degli animali, ci spiega il perché di alcuni luoghi comuni, ne sfata altri, ci insegna come leggere i termometri della natura, nonché le previsioni meteo della natura, ci parlerà del cielo stellato di notte, del ciclo delle stagioni, ma anche, molto pragmaticamente, come far rendere meglio il nostro giardino, col doppio beneficio nostro e suo.

Insomma, l’intenzione di L'orologio della natura e di Peter Wohlleben è bella e lodevole… c’è solo da verificare quanto saremo in grado di recepire delle quasi 200 pagine del libro.

Nel caso, buona lettura.

Fosco Del Nero


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Titolo: Phantom self (Phantom self).
Autore: David Icke.
Genere: saggistica, cospirazionismo, storia, dvd.
Editore: Macro Edizioni.
Anno: 2016.
Dove lo trovi: qui.


Ogni tanto compare in versione italiana qualche libro o qualche video di David Icke, senza dubbio lo studioso di tematiche cospirazionistiche più noto tra tutti in campo mondiale.
E, immancabilmente, si tratta di libroni di minimo 600 pagine (di meno non se ne parla proprio) o di video-seminari ugualmente lunghi (in questo caso, minimo 4 ore di video)…

… è il caso anche di Phantom self, dvd appena uscito in Italia, che propone un seminario dal vivo in lingua inglese, cui ovviamente è stato aggiunto il doppiaggio in italiano per la versione nostrana.
Da notare che il dvd porta il medesimo titolo di un libro in inglese, Phantom self per l’appunto, che però non è stato tradotto in italiano, almeno che io sappia.

Ad ogni modo, la prassi è stata abbastanza rispettata: il dvd dura più di 4 ore… ma il libro originario è lungo solamente 420 pagine… una piccola delusione.

Anche il video è accompagnato da un testo, ma si tratta di uno dei soliti libriccini scarni di accompagnamento, con le sue 30 pagine affatto fitte.

Venendo al tema del video, il sottotitolo rende bene l’idea: “Schiavi di un sé fantasma”.
E insieme al sottotitolo la rendono bene anche alcune frasi promozionali:
- “Phantom self è un viaggio per conoscere la verità e riscoprire noi stessi”.
- “Icke spiega come avviene il controllo dell’umanità”.

Le solite tematiche di Icke, insomma: le élite mondiali, il controllo dietro le quinte, lo stato di schiavitù dell’umanità, la manipolazione globale informativa e culturale, etc.
Informazioni per certi versi un po’ brutali, ma che possono fungere da apripista per chi ha bisogno di tale sprone… o per chi semplicemente ancora non sa niente a riguardo.

E, siccome i cambi sociali passano sempre dai paradigmi esistenziali delle masse, o comunque di un congruo numero di persone, si tratta di un gradino di grande importanza… al di là poi del fatto che ogni singola cosa che dice David Icke sia corretta o meno, ciò che è la cosa meno importante tra tutte, e anzi do per scontato che nel mucchio a volte ci prenda e a volte no.
Ma, lo ripeto, è un mucchio che prima o poi, in questa vita o in un’altra vita, va affrontato.

Il dvd Phantom self - Schiavi di un sé fantasma potrebbe essere un’occasione in tal senso.

Fosco Del Nero


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Titolo: Il cielo ti cerca (Hypnotizing Maria).
Autore: Richard Bach.
Argomenti: narrativa, esistenza.
Editore: Rizzoli.
Anno: 2009.
Voto: 6.5.
Dove lo trovi: qui.


Avevo già letto due libri di Richard Bach: uno era ovviamente il celebre Il gabbiano Jonathan Livingston, mentre l’altro era Illusioni, meno famoso ma comunque bello e ispirante.

Oggi arriva il terzo libro: Il cielo ti cerca, che poi è anche l’ultima produzione dell’autore americano, essendo datata 2009.

Bach è noto sia per i contenuti esistenziali, sia per le sue metafore sul volo… e manco a dirlo entrambi tali fattori sono presenti anche ne Il cielo ti cerca.

Il protagonista della storia è Jamie Forbes, pilota e istruttore di volo, che un giorno si interroga sul potere della mente e dell’ipnosi, argomento sul quale ha un’antica esperienza personale piuttosto sconvolgente, ad opera di un certo Blacksmith, ipnotizzatore di professione.

Anni dopo, incontrerà tale Dee Hallock, una donna che sta viaggiando per gli Stati Uniti facendo l’autostop e che sembra sapere parecchio sulla mente umana.

A quanto gli dirà la donna si aggiungerà quanto gli dirà la sua voce interiore, con Jamie che, tra un volo e l’altro, va a interrogarsi sulla realtà dell’uomo e sul potere della mente di determinarla…

… tanto che si toccheranno argomenti estremi come la morte e l’immortalità.

Nel complesso, Il cielo ti cerca non mi è dispiaciuto, tanto che l’ho letto velocemente (è relativamente breve, comunque, quindi si legge in fretta), ma ad essere onesto gli ho preferito sia Il gabbiano Jonathan Livingston che Illusioni.

Comunque, Richard Bach si conferma autore validissimo.

Fosco Del Nero


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Titolo: Il caso Milverton - Sherlock Holmes 3 (Death to Appledoore Towers). Scrittore: Gerald Lientz.
Genere: librogame, giallo.
Editore: Edizioni E.L.
Anno: 1987.
Voto: 7.
Dove lo trovi: nel mercato dell’usato.


Il primo librogame della serie Sherlock Holmes, Omicidio al Diogenes Club, mi era piaciuto molto, e si era guadagnato un’ottima valutazione.
Il secondo, invece, Lo smeraldo del fiume nero, si era dimostrato molto deludente, e non a caso era stato scritto da un autore diverso.

Ho proceduto con il terzo libro, Il caso Milverton, fiducioso che il ritorno a Gerald Lientz, l’autore del primo libro, sarebbe stato proficuo, e così è stato.

In effetti tra i due libri scritti da Gerald Lientz e il secondo libro c’è un abisso, e anche Il caso Milverton si rivela appassionante e ben scritto.

La struttura di gioco (ricordo per chi non lo sapesse che i librogame sono dei libri-romanzi-storie interattive, in cui chi legge può influire sulla trama e quindi gli esiti della storia) è il medesimo del primo volume: si va avanti con un sistema di indizi, decisioni e deduzioni, che porteranno l’investigatore, che è nuovamente il cugino del dottor Watson, investigatore in erba cui Sherlock Holmes sta insegnando il mestiere, a dipanare la matassa dell’omidicio di Charles Augustus Milverton, benestante uomo londinese che aveva in effetti molti potenziali assassini per via degli affari loschi che conduceva.

L’unica differenza rispetto a Omicidio al Diogenes Club, il libro di apertura della serie, è il fatto che in questo volume, non a caso più breve, vi è una sola avventura, mentre nel primo ce n’erano due, la seconda delle quali, come tipologia di storia, era più somigliante a questo caso Milverton.

In generale, se si ha un certo gusto per il giallo e per l’investigazione, la serie di Sherlock Holmes offrirà un intrattenimento valido (a parte il secondo volume, come detto), anche se, nella buona ricostruzione generale delle atmosfere vittoriane londinesi, e al buon impianto di gioco, si sovrappongono anche una non eccessiva varietà quanto a possibilità percorribili nonché il fatto che il personaggio iniziale praticamente non è modificabile (o meglio, si può cambiare qualcosa rispetto a quanto proposto dal libro, ma non conviene, cosicché è scontato che si lascino i valori così come sono); e tali valori, uniti, portano alla conseguenza di una certa linearità della trama, che è interessante, ma che alla fine non propone molte varianti sul tema.

Comunque, nel complesso Il caso Milverton mi è piaciuto, quasi quanto Omicidio al Diogenes Club.

Fosco Del Nero


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Titolo: Rumo e i prodigi nell’oscurità (Rumo and die under im dunkeln).
Scrittore: Walter Moers.
Genere: fantasy, avventura.
Editore: Tea.
Anno: 2003.
Voto: 7.5.
Dove lo trovi: qui.


Solo di recente ho sentito parlare di Walter Moers, scoprendo che in realtà si tratta di un autore oramai molto affermato e da molti apprezzato, autore della saga di Zamonia, iniziata col libro Le 13 vite e mezzo del capitano Orso Blu, e proseguita con Ensel e Krete e Rumo e i prodigi nell’oscurità, che poi è il romanzo oggetto della recensione odierna.

Se ho cominciato dal terzo, è perché:
1. mi è capitato sotto mano questo,
2. ho letto che i vari romanzi sono sì calati nella medesima ambientazione, ma in realtà sono indipendenti l’uno dall’altro, e quindi leggibili separatamente.

Per fortuna, devo dire, giacché Rumo e i prodigi nell’oscurità, da solo, è capace di incutere un certo timore, con le sue 715 pagine stampate piuttosto fitte.
Insomma, è un bel mattoncino, che si approccia solamente sulla scorta delle opinioni quasi unanimemente positive relative a Walter Moers.

Meritate, devo dire, e ora vediamo perché.
Innanzi tutto, il libro parte già simpatico per via delle varie mappe e dei vari disegni che lo ornano, davvero tanti e davvero simpatici, pur nella loro semplicità. Fatti tra l’altro dallo stesso Moers, che è anche illustratore oltre che scrittore.

Secondo punto: il libro è l’incarnazione della fantasia e della creatività, e in 700 e passa pagine non si fa mancare praticamente nulla.
C’è, anzi, talmente tanto, che è persino difficile classificare Rumo e i prodigi nell’oscurità in un genere preciso: certamente l’area è quella del fantasy, ma c’è anche una forte componente umoristica, una forte componente avventurosa, a tratti sprazzi di intellettualismo, e i tanti disegni sparsi qui e lì unitamente allo stile descrittivo parecchio visivo del’autore gli danno un’aria da fumetto.
E, per non farci mancare niente, il romanzo possiede anche un’anima romantico-sentimentale, e possiede anche i contorni del romanzo di formazione, col protagonista che peraltro parte neonato e man mano diventa grande e forte.

Ecco in grandissima sintesi la trama di Rumo e i prodigi nell’oscurità: Rumo è un giovane croccamauro, ossia una specie di cane con delle corna sulla testa e un apparato fisico-sensoriale d’eccellenza, che lo porta ad essere un segugio e un lottatore nato.
La storia parte da un piccolo villaggio di Lontandisotto, una delle tante zone del continente di Zamonia, ma si sposta presto altrove: nelle Diavorocce vaganti, a Croccamauria, a Nebbiolina, nel Bosco delle Norme, a Forte Vermicchio, nel Mondo di Sotto, etc.
Dite un nome a caso, e probabilmente in Rumo e i prodigi nell’oscurità c’è una località che quantomeno gli somiglia… oppure un animale, oppure uno dei protagonisti, insomma qualcosa.

Se il protagonista indiscusso della storia è Rumo, vi sono molti altri comprimari, e anzi nel complesso veniamo a conoscere una pletora di strani animali e di strani personaggi: lo squalo-verme Smeik, per esempio, lo studioso dai quattro cervelli Kolibril, lo spadaccino Uscian DeLucca, i fratelli croccamauri Rolv e Rala, il primo avversario giurato di Rumo e la seconda sorella del primo e innamorata del secondo, il re folle Gaunab, il generale robotico Tiktak, le due essenze Dentedileone e Grinzold, imprigionate nella spada di Rumo e udibili mentalmente solo da lui... per non parlare di sanguisciutti, vermicchioni, vrachi, tartarini, tutte specie di animali stranissimi che si è inventato Moers e che abitano l’incredibile continente di Zamonia.

Una recensione di un giornale, per commentare Moers e la sua Zamonia, lo ha definito come il luogo “dove tutto è possibile, eccetto la noia”.
In effetti, è una buona descrizione dello stile narrativo di Moers e della sua straordinaria creatività, che non annoia pur in 700 pagine, pur alternando come ovvio che sia momenti più o meno ispirati, e spezzoni più o meno scorrevoli e fluidi.

Nel complesso, comunque, Rumo e i prodigi nell’oscurità è un libro che ha un valore assoluto, che certamente potrà piacere più o meno a seconda dei gusti, ma che comunque propone una sua ricetta validissima.
Poi, come sempre, tutto dipende da ciò che il singolo lettore cerca nel libro che sta leggendo; rimanendo in ambito fantasy, Rumo non raggiunge il livello formativo de La storia infinita di M. Ende, né il livello introspettivo de Il mago di U. Le Guin, né l’umorismo de L'amuleto di Samarcanda di J. Stroud, né l’epicità picaresca de Lo hobbit di Tolkien, ma in quanto a creatività e fantasia credo non sia secondo a nessuno, pur non disdegnando nemmeno tutti gli altri versanti.

Insomma, Walter Moers qua da me è promosso a pieni voti, in attesa di future altre letture.

Fosco Del Nero


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Titolo: Redwall (The Redwall abbey company).
Scrittore: Brian Jacques.
Genere: fantasy, avventura, commedia.
Editore: Mondadori.
Anno: 1986.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.


Alla ricerca di un libro di narrativa da leggere, mi sono imbattuto in un volume dall’aria un po’ malridotta, cui certamente hanno contribuito i miei gatti dati gli evidenti segni di artiglio in una parte della copertina: il libro suddetto era Redwall di Brian Jacques… che non mi ricordavo di avere e nemmeno mi ricordavo cosa fosse o quando me lo ero preso.

Peraltro, il leggere che era un’avventura per ragazzi con protagonisti dei topi (dei topi... un discreto coraggio da parte dell'autore) non deponeva troppo a suo favore, ma seguendo l’istinto l’ho preso e l’ho iniziato.
E anche finito in tempi piuttosto brevi, visto che mi è piaciuto abbastanza.

Partiamo subito con la trama: Redwall è un’antica abbazia retta da un ordine di topi monaci dediti a una vita pacifica e alla cura delle creature del bosco in difficoltà. Il bosco si chiama Fiormuschiato e come ovvio ospita un gran numero di creature, di ogni tipo, dai topiragno ai gufi, passando per lepri, ermellini, donnole, passeri, etc.

A reggere l’abbazia c’è un abate (beh, ovvio), con tutto l’ordine a seguito: guerrieri, studiosi, cuochi, infermieri, e via discorrendo.

Fin qui, tutto bene: i problemi iniziano quando un famoso ratto predone, Cluny il flagello, decide di impossessarsi dell’abbazia con il suo esercito di ratti e altri animali. Ciò costringerà i pacifici topi di Redwall a ingegnarsi per difendere il loro piccolo regno, aiutati in questo anche da un tasso, una lepre, diversi scoiattoli, dei ghiri… e anche da altri animali, portati alla causa man mano.

Redwall è un libro che si fa leggere volentieri; il target giovanile si nota, nella semplicità della sintassi e anche nella relativa semplicità della trama, ma quel che c’è è fatto molto bene, e tutto è permeato da un’aria gioviale, positiva e da valori come il rispetto, la fratellanza, l’amicizia.

Anzi, in questo senso non esito a dire che sono queste le compagnie che dovrebbero avere i piccoli, in quanto da un lato divertenti e dall’altro lato formative e positive.

Con tutto che il libro non è breve, con le sue 300 pagine piene, ma, come detto, scorre via piacevole e veloce… tanto da aver avuto successo oltre le attese e da aver generato una saga di ben dieci romanzi.

Insomma, bravo Brian Jacques.

Fosco Del Nero


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Titolo: Il codice del cuore (Beyond willpower).
Scrittore: Alexander Loyd.
Genere: saggistica, esistenza, benessere, crescita personale.
Editore: Macro Edizioni.
Anno: 2015.
Dove lo trovi: qui.


Negli ultimi anni Alexander Loyd si è fatto una certa fama grazie al libro Il codice della guarigione - The healing code, che ha venduto parecchio in Italia (pubblicato nel 2012) come nel resto del mondo occidentale, Usa ed Europa.

Adesso l’autore statunitense è ritornato sul mercato editoriale italiano con una sorta di seguito, Il codice dell'amore - The love code, che dal titolo promette essere una sorta di trasposizione del primo libro, dedicato all’ambito della guarigione, della salute e del benessere, al settore della felicità, dell’amore, delle relazioni interpersonali e in generale di una vita appagante. 

Non a caso, il suo sottotitolo è “Come superare la paura e riprogrammare le false credenze”. 
Insomma, stiamo passando da salute-benessere fisico a mondo interiore-benessere emotivo, con la prima frase della scheda di presentazione del libro che poi aggiunge “Un metodo incredibile per ottenere successo in tutti gli ambiti della vita”.
Per l’appunto: la vita in generale.

La tempistica di riprogrammazione energetica, per la cronaca, è di 40 giorni, e il programma di viaggio promette che “con il programma del dott. Loyd, il lettore raggiunge il proprio traguardo rinvigorito, felice, più in salute e pieno di benessere”.

Il programma in questione, sempre per la cronaca, si propone come olistico e generale, passando per corpo fisico, medicina energetica, emozioni, felicità, spiritualità.

Insomma, come funziona il “Codice dell’amore” e come mettere in pratica il “Codice dell’amore”.

Chi ha apprezzato e applicato con successo Il codice della guarigione probabilmente non avrà dubbi nel leggere anche Il codice del cuore; ma anche chi non ha letto il primo libro di Alexander Loyd ed è più interessato all’ambito interiore piuttosto che a quello salutistico forse prenderà in considerazione l’idea di procurarsi questo secondo libro dell’autore americano.

Fosco Del Nero


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