Titolo: Il segreto delle gemelle - Fairy Oak 1.
Scrittore Elisabetta Gnone.
Genere: fantasy.
Editore: De Agostini.
Anno: 2005.
Voto: 6.5.
Dove lo trovi: qui.


Che sono un grande appassionato del genere fantasy (e non solo io,in realtà, ma tutta l’umanità, dalla Divina commedia a Il signore degli anelli, dall’Eneide a Harry Potter) si sapeva già…
… che mi mettessi a leggere anche i fantasy destinati all’infanzia, e anzi tendenzialmente a un pubblico femminile era meno scontato, ma evidentemente è così se sono andato a leggermi Il segreto delle gemelle, il primo libro dedicato da Elisabetta Gnone alla saga di Fairy Oak.

Per la cronaca, non solo mi sono letto il primo romanzo della serie, ma mi sono comprato, a scatola chiusa, l’intera saga in un sol colpo, approfittando dei due volumoni che contengono tutti e sette i romanzi.

Il primo volumone, intitolato La trilogia completa, comprende Il segreto delle gemelle, L’incanto del buio e Il potere della luce… titoli peraltro che accennano tutti al tema della dualità, giusto per la cronaca.

Il secondo volumone, intitolato I quattro misteri, comprende invece i suddetti quattro romanzi: Capitan Grisam e l’amore, Gli incantevoli giorni di Shirley, Flox sorride in autunno, Addio, Fairy Oak.

Ciascuno dei due per un totale di circa 1000 pagine… anche se va detto che si tratta di pagine di libri per bambini, ossia scritte grandi grandi, che pubblicate in edizioni più normali sarebbero forse 500 o 600.

Ma veniamo a Il segreto delle gemelle: il libro in questione conta 230 pagine (140 normali, forse), e introduce il lettore nel mondo di Fairy Oak, un villaggio in cui vivono insieme persone magiche e non magiche, nonché fatine, alberi senzienti e parlanti, etc.

In esso l’autrice Elisabetta Gnone ci presenta le protagoniste centrali della storia, le gemelle Pervinca e Vaniglia (dette, rispettivamente, e Babù, cosa che a dire il vero non aiuta a riconoscerle e ogni volta costringe a ricordarsi a quale nome-personaggio è associato il soprannome), nonché le persone che stanno loro intorno: genitori, zie, amici e amiche, fatine assortite… nonché il malvagio Terribile 21, che intende portare al lato oscuro le persone più predisposte per esso.

Il che sa molto di Star wars, diciamolo, così come l’insegnamento alle piccole maghette sa molto di Harry Potter, diciamo anche questo.
L’autrice però dà un suo tocco personale, e molto ben distinguibile, al libro, tramite descrizioni visive, nomignoli, rapporti umani, e persino le illustrazioni, che costituiscono una parte portante dell’opera… e che anzi, personalmente, sono ciò che mi ha attirato verso di essa (la copertina de I quattro misteri è bellissima, così come molte illustrazioni interne dei due volumi)… ricordandomi peraltro un album delle figurine che facevo da bambino, che aveva tratti delicati, dolci e femminili quali quelli delle illustrazioni e del testo in generale.
Anzi, la somiglianza energetica è tale che non escluderei che la stessa autrice vi si sia ispirata.

Ad ogni modo, torniamo al testo: Il segreto delle gemelle è gradevole e scorre via facile facile. Si legge in modo scorrevole, è pieno di vezzeggiativi ed espressioni infantili, è essenzialmente semplice e men che adolescenziale.
Il che in teoria non dovrebbe deporre a favore della lettura da parte di un adulto; tuttavia la sua semplicità e la sua dolcezza sono anche le sue doti migliori, che non a caso lo hanno fatto assai apprezzare da un largo pubblico. Senza dubbio giovanile e prevalentemente femminile, ma comunque in esso c’è un po’ di bellezza per tutti.

Forse se avessi prima letto Il segreto delle gemelle non avrei continuato con l’intera saga di Fairy Oak, ma, giacché ho proceduto diversamente, presumo che prima o poi leggerò anche il resto.

Fosco Del Nero


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Titolo: Creare il mondo (Making the world).
Scrittore Douglas Wood, Yoshi Miyazaki, Hibikki Miyazaki.
Genere: illustrazioni, esistenziale.
Editore: Eifis Editore.
Anno: 1998.
Voto: 6.5.
Dove lo trovi: qui.


Da poco ho recensito un libro illustrato, Il principe elefante - La storia di Ganesh, che mi è piaciuto molto, ed oggi ne recensisco un altro, confidando in un risultato ugualmente positivo: il libro in questione è Creare il mondo, scritto da Douglas Wood e illustrato da Yoshi Miyazaki e Hibikki Miyazaki (non so se vi sia parentela con i più famosi Miyazaki registi).

Si tratta di un libro di formato piuttosto ampio, e piuttosto breve, come da tradizione per i prodotti di questo tipo: siamo sulle 35 pagine circa, per la precisione.

La tradizione è rispettata anche nel target di pubblico cui si rivolgono gli autori, giacché Creare il mondo parla direttamente all’infanzia, per quanto, come nella migliore tradizione dei prodotti per l’infanzia, ha qualcosa da dire anche agli adulti.

Un solo messaggio, a dire il vero, che poi è quello contenuto nel titolo stesso, ma di buon valore, e che è veicolato da numerose illustrazione di buona bellezza.
Nulla di sconvolgente, ad essere onesti, ma comunque di valore discreto, e in stile acquerellato e molto colorato.

Peraltro, la vocazione “esistenziale” del libro è certificato anche dal suo editore, Il punto d’incontro, editore specializzato in tematiche esistenziali, per l’appunto, nonché dal nome della collana in cui è inserito il libro illustrato: Semi di luce, che sintetizza le due componenti di cui abbiamo appena detto: sfondo esistenziale e target infantile di pubblico.

E non c’è molto altro da dire su Creare il mondo del trio Douglas Wood-Yoshi Miyazaki-Hibikki Miyazaki, se non ribadire che si tratta di un prodotto di buona fattura; non imperdibile, ma comunque gradevole e con un suo perché.

Sempre ammesso che piaccia il genere dei libri illustrati, ovviamente; io lo trovo belli e ispiranti, se fatti bene, ma qualcun altro potrà non gradirli affatto... ma potrebbe comunque regalarli a qualcuno che viceversa li gradisse, adulto o bambino, cosa che rende il genere particolarmente versatile.

Fosco Del Nero


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Titolo: I sette serpenti - Sortilegio 3 (The seven serpents - Sorcery 3).
Scrittore: Steve Jackson.
Genere: librogame, fantasy, avventura.
Editore: E.L.
Anno: 1984.
Voto: 8.
Dove lo trovi: nel mercato dell’usato.


Se Le colline infernali, primo libro della serie di librogame Sortilegio, si era conquistato la valutazione di 7.5, e La città dei misteri, forse il librogame per eccellenza nei miei ricordi di adolescente, si era attestato a un eccellente 8.5, il terzo libro, I sette serpenti, si pone a metà strada e si prende un 8.0.

Facciamo un passo indietro: il nostro eroe, guerriero o mago che sia (ma la serie è stata chiaramente scritta per impersonare la figura del mago, ed in tal senso è assai più significativo… e d’altronde il nome della serie è “Sortilegio”, non “Spada a due mani”), dopo aver superato le Colline Shamutanti nel primo libro, e l’insidiosa città di Kharè nel secondo, tra mille insidie ma anche dopo numerosi eventi propizi, si trova a dover affrontare in questo terzo libro le Baklands, un ampio territorio di cui nemmeno si hanno mappe nel Regno di Analand (rinnovo i complimenti a Steve Jackson per la scelta del nome), e che porta, una volta superata prima il Pianoro di Baddu-Bak e poi la Foresta di Snatta, e saltato anche il Lago Ilklala, alla fortezza di Mampang, nella quale risiede l’Arcimago, a cui il nostro errore dovrà sottrarre la Corona dei Re, da egli a sua volta rubata tempo prima.

L’unico problema è che l’Arcimago è stato avvisato di tale missione, e ben sette serpenti gli sono stati inviati come messaggeri: il coraggioso eroe dovrà dunque eliminarli tutti, altrimenti il suo nemico verrà a conoscenza della sua missione.

Curiosamente, i libri di Sortilegio alternano gli scenari secondo numeri pari e dispari: il libro primo e il terzo sono ambientati nella natura, tra foreste e steppe, mentre il secondo e il quarto in contesti umani (umani si fa per dire), che siano città o castelli.
Di mio, tra i due ho preferito gli ambienti urbani… ma finora ho letto il solo La città dei misteri, mentre non ho mai giocato a La Corona dei Re, che non avevo quando ero ragazzino…
… ma che conoscevo per essere un “volume triplo”, ossia il librogame edizioni E.L. più lungo tra tutti.

Per la prima volta in vita mia lo leggerò tra poco, da grande, e vediamo cosa ne verrà fuori.
Confido comunque che, tra la narrazione di Steve Jackson e le affascinanti illustrazioni di John Blanch, l’atmosfera di Sortilegio sarà mantenuta intatta.

Ultimo appunto: tanto La città dei misteri quanto I sette serpenti può essere portato avanti in tanti modi, e quindi rigiocato numerose volte. I sette serpenti, per esempio, può essere portato a compimenti avendo eliminato uno, due, tre, quattro, cinque, sei o tutti e sette i serpenti messaggeri.
I quali sono, a proposito, il Serpente dell’Aria, il Serpente della Terra, il Serpente del’Acqua, il Serpente del Fuoco, il Serpente Solare, il Serpente Lunare, il Serpente del Tempo.
Viceversa, mi è parso meno rigiocabile il primo episodio della serie, ma magari è stata una mia impressione, comunque non corroborata da uno studio dei paragrafi e della struttura del libro.

Fosco Del Nero


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Titolo: Il principe elefante - La storia di Ganesh (The story of Ganesh).
Scrittore Amy Novesky, Belgin K. Weidman.
Genere: racconti, illustrazioni, infanzia, induismo.
Editore: Eifis Editore.
Anno: 2004.
Voto: 7.5.
Dove lo trovi: qui.


Personalmente apprezzo molto i libri illustrati, che siano indirizzati a piccoli o adulti, così ogni tanto me ne procuro uno…

… o semplicemente lo leggo, giacché solitamente a leggere una ventina o trentina o quarantina di pagine per metà piene di figure e magari scritte pure a caratteri larghi non ci vuol molto.

È stato proprio così per Il principe elefante - La storia di Ganesh, libro illustrato prodotto dal duo Amy Novesky-Belgin K. Weidman, la prima autrice dei testi e il secondo delle illustrazioni, e pubblicato in Italia da Eifis Editore.

Cominciamo col dire che il libro giocava in casa, data la mia passione per l’India e la cultura indiana in generale… nonché per Ganesh in particolare, di cui non a caso mi son portato a casa svariate statuette o immagini dal mio viaggio in India.

Il principe elefante - La storia di Ganesh, per la precisione, racconta una delle storie sulla genesi di Ganesh, e ovviamente sul motivo per cui egli ha la testa d’elefante e non da uomo.
Gli altri personaggi della storia, se vogliamo chiamarli così, sono le altre deità del pantheon indù, ossia Parvati e Shiva, rispettivamente madre e padre di Ganesh.

La storia è quella, e in tal senso non c’è molto da dire, se non che è stata riportata in modo semplice e scorrevole. Al massimo si può fare un commento sul fatto che sia stata narrata una versione piuttosto che un’altra… e la spiegazione in questo senso è ovvia visto che l’altra versione era decisamente più macabra, mentre in questo libro illustrato si è voluta riportare la magia della cultura indiana.

Riuscendoci, devo dire, grazie a delle illustrazioni bellissime, davvero meravigliose, sia nei tratti, che nei colori, nei personaggi e nei panorami.

L’essenza de Il principe elefante - La storia di Ganesh sta tutta qui, in poche parole, e in tal senso, per la bellezza che propone, il libro vale certamente la spesa.
Sappiamo bene che il rapporto tra testo e numero di pagine gioca a sfavore dei testi illustrati, ma dalla loro parte essi hanno per l’appunto la possibilità affatto trascurabile di poter proporre bellezza visiva, nonché immaginifica, cosa in cui il libro realizzato da Amy Novesky e Belgin K. Weidman ha pienamente successo.
Bella anche l’edizione dell’editore italiano.

Fosco Del Nero


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