Titolo: Watson sotto accusa - Sherlock Holmes 4 (The crown vs. dr. Watson).
Scrittore: Gerald Lientz.
Genere: librogame, giallo, investigativo.
Editore: E.L.
Anno: 1988.
Voto: 5.5
Dove lo trovi: nel mercato dell’usato.


Era da un po’ che non leggevo un librogame, ed eccomi dunque qui con il quarto della serie Sherlock Holmes, dopo che avevo letto e recensito i precedenti Omicidio al Diogenes ClubLo smeraldo del fiume nero e Il caso Milverton.

L’autore del libro era quello del primo e del terzo, due ottimi librigame, ossia Gerald Lientz (viceversa il secondo libro della serie era stato deludente), per cui mi attendevo un buon librogame, come gli altri di genere giallo-investigativo.

Il problema, però, è che è troppo “come gli altri”, tanto che si sente un po’ la pesantezza della scarsa originalità, e inoltre questo Watson sotto accusa sembra anche essere meno ispirato dei precedenti due libri di Gerald Lientz.

Ad ogni modo, vediamo la storia del libro, che peraltro è facile intuire fin dal titolo: c’è stato un omicidio in un club inglese (che poi è l’evento di partenza anche di Omicidio al Diogenes Club, a proposito di scarsa originalità), e stavolta l’indiziato sembra essere proprio il Dottor Watson, il celebre assistente del mitico Sherlock Holmes, che peraltro è morto due anni prima e dunque non figura in questo libro.

Più che indiziato, peraltro, Watson sembra proprio essere il colpevole, da quanto sono schiaccianti le prove ai suoi danni.

Spetterà al giovane investigatore formato proprio da Holmes e Watson risolvere l’inghippo e scovare l’assassino dell’uomo d’affari ucciso con un colpo di attizzatoio in testa.

Lo schema del libro è sempre il solito: tra interrogatori e domande, e ovviamente tirate di dati, il lettore metterà da parte indizi, deduzioni e decisioni, fino alla risoluzione del caso… se ci arriva, ovviamente.

Di mio, dico che da un lato la storia è poco originale (possibile che l’autore non abbia trovato nulla di più originale del ripetere una trama già proposta?), da un altro lato è ugualmente un poco stancante il semplice porre domande e tirare i dadi per vedere cosa esce, e infine è deludente anche il finale… o perlomeno quello che ho letto io.

Insomma, nel complesso da Watson sotto accusa e da Gerald Lientz mi attendevo qualcosa di meglio…

Fosco Del Nero


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Titolo: Le ricette dell'energia.
Scrittore: Laura Fiandra , Marina Pucello.
Genere: saggistica, alimentazione, ricette.
Editore: Ananda Edizioni.
Anno: 2017.
Dove lo trovi: qui.


Il post di oggi va a presentare un libro appena uscito, e dettagliatamente un libro di ricette di cucina: Le ricette dell'energia di Laura Fiandra e Marina Pucello.

Si tratta invece di un argomento piuttosto anomalo per Libri e Romanzi, se non fosse che l’argomento “ricette” va di pari passo con l’argomento “benessere”, cui viceversa son sempre ben attento, e nel dettaglio va nella direzione del crudismo, che già da parecchio tempo è anche la mia.
Veganesimo e crudismo, dunque, col libro che ha questo sottotitolo: “140 proposte vegane crude e cotte per vivere con più vitalità”.

Evidenziamo alcuni estremi del libro: intanto, parliamo di quasi 380 pagine di libro, quindi mica poco. Il formato è un poco più grande della media, e l’editore è Ananda Edizioni: quindi Ananda Assisi e quindi yoga e Paramhansa Yogananda.

Ananda Edizioni peraltro aveva già pubblicato un libro su alimentazione e ricette vegetariane e vegane: Il gusto della gioia… la cui autrice, Mahiya Zoé Matthews (che faceva venir voglia di andare a mangiare ad Ananda Assisi, centro famosoa per la sua buona cucina), non a caso è ospitata a fine testo in un capitolo, intitolato "La dieta yogica".

Le due chef crudiste e autrici de Le ricette dell'energia propongono in esso un po’ di premesse teoriche (perché il veganesimo, perché il crudismo, come tener lontane le malattie, lo stile di vita, etc), ma soprattutto propongono le 140 ricette di cui si è detto sopra, arricchite da un abbondante apparato fotografico… e sottolineo che Ananda Edizioni cura sempre molto bene i suoi libri, che son spesso belli da vedere quanto belli da leggere.

Le ricette di cui sopra spaziano dagli estratti di succhi alle colazioni, dai piatti tradizionali italiani in forma vegana e/o crudista ai dolci… insomma, ce n’è per tutti, soprattutto per chi ha voglia di prendere in mano la propria salute: ciò che vuol dire vita più lunga, meno dolori e drammi, più possibilità di realizzare qualcosa nella vita… non poco, quindi.

Ultima cosa: il libro propone il bonus di un video omaggio da scaricare, “Video ricette dell’energia”, con delle ricette eseguite dal vivo.
Tutto molto interessante.

Fosco Del Nero


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Titolo: La via della ricchezza.
Scrittore: Salvatore Brizzi.
Genere: saggistica, crescita personale, psicologia.
Editore: Anima Edizioni.
Anno: 2017.
Dove lo trovi: qui.


La via della ricchezza è l’ultimo libro di Salvatore Brizzi, il noto autore-saggista-conferenziere italiano che ha iniziato con la sua trilogia sul risveglio (Officina alkemica, La porta del mago, Risveglio), per poi dedicarsi a testi sempre di genere saggistico-evolutivo, ma più spuri e meno convenzionali, come Il libro di Draco Daatson o La sacra sessualità, senza contare i numerosi video.

Questo ultimo libro, edito da Anima Edizioni (lo stesso editore della trilogia sul risveglio), era particolarmente atteso dai lettori di Brizzi, perché andava a parare su un argomento assai controverso, in generale e soprattutto nel mondo della spiritualità: il denaro e la ricchezza.

In circa 220 pagine di formato medio, Brizzi espone il suo originale punto di vista a riguardo.
Originale, s’intende, dal punto di vista dell’uomo comune, ma scontato per chi ha già fatti suoi certi apprendimenti esistenziali.

Come il percorrere il seguire la propria missione destinica, il portare avanti il proprio percorso evolutivo, andare verso energie elevate, servire l’esistenza, e via discorrendo.

Nel caso specifico del denaro, la ricchezza non è più vista come un obiettivo della personalità, e dunque qualcosa di “egoico”, qualcosa connesso alla paura di morire di fame, di essere da solo, di non essere apprezzato, di non valere abbastanza e quindi di dover dimostrare di “essere qualcuno”, ma come qualcosa di connaturato alla stessa esistenza umana: non più un diritto, ma un dovere, qualcosa che la persona ha il dovere di realizzare e diportare a se stessa.

Anche perché solamente se alle spalle c’è benessere materiale è possibile dedicarsi con pienezza al proprio percorso interiore, così come solo in quel caso è possibile aiutare gli altri e condividere con essi.
Materia e spirito dunque non sono nemici, non sono antipodici, ma, anzi, convivono… come peraltro tante scuole e tanti maestri spirituali hanno sempre affermato.

Con tutto ciò come base, e molto di più, La via della ricchezza si propone come un manuale per andare incontro alla ricchezza intesa come benessere ad ampio raggio, come ricchezza interiore ed esteriore, e in tal senso offre non solo concetti, ma anche suggerimenti ed esercizi.

Ecco perché La via della ricchezza di Salvatore Brizzi è un libro che sta già vendendo molto e che, probabilmente, venderà ancora per un bel po’ di tempo.
Nel caso vi interessi, buona lettura.

Fosco Del Nero


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Titolo: A scuola di magia (Die zauberschule und andere geschichten).
Scrittore: Michael Ende.
Genere: racconti, surreale, fantasy.
Editore: Salani Editore.
Anno: 1994.
Voto: 6.
Dove lo trovi: qui.


Ormai Michael Ende è un habitué del blog, giacché è già comparso tre volte: con La storia infinita, con Momo e con Lo specchio nello specchio.
I primi due sono romanzi, mentre il terzo è una raccolta di racconti… la quale è seguita dal libro oggetto della recensione odierna: A scuola di magia.

Intanto, confesso di essere rimasto un poco deluso, dal momento che speravo che la raccolta fosse tutta incentrata sul tema oggetto del titolo del libro, dunque la magia… e se ci fosse stata di mezzo una scuola ancora meglio.

Difatti, per esperienza personale so che Ende dà il meglio di sé quando di mezzo vi sono elementi magico-fantasy-surreali-esistenziali, come mostra per esempio il suo capolavoro, La storia infinita, o come mostrano alcuni dei racconti presenti ne Lo specchio nello specchio (titolo che è tutto un programma).

Sfortunatamente, invece, A scuola di magia contiene  racconti assortiti e molto variegati tra di loro, tanto che non c’è il minimo comun denominatore tra di essi…
… eccezion fatta, ovviamente, per l’elemento surreale. E a questo riguardo si ricordi che Michael Ende è figlio di un pittore surreale, e senza dubbio in casa avrà assorbito molto di tale energia e stile.

Ad ogni modo, vediamo più da vicino A scuola di magia: il libro, lungo circa 180 pagine dalla scrittura “comoda”, contiene tredici racconti, davvero diversissimi tra di loro nel genere e nello stile, così come nella qualità.

Alcuni, a dire il vero, non sono nulla di che, e anzi mi sono meravigliato che Ende li abbia inseriti in un suo libro, mentre altri si rivelano davvero graziosi e originali.
Nel dettaglio, quelli che  ho gradito di più sono stati questi, in ordine di apparizione nel testo: A scuola di magia, Niso e Naso, Una storia scioglilingua, La storia della zuppiera e del mestolo, Una lunga strada per Santa Cruz.

Nascosti qua e là, a dire il vero, non mancano degli elementi didattici, diciamo così, anche se l’impressione è che questo libro, più di altri di Ende, sia rivolto a un pubblico giovanissimo, se non addirittura al genitore che legge le fiabe ai suoi cuccioli la notte prima di dormire.

Di mio, come lettura adulta, gli assegno una sufficienza stretta, ma per un uso fiabesco-notturno-genitoriale aumentate pure il voto di un punto intero.

Fosco Del Nero


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