Titolo: Tartarughe divine (Small gods).
Scrittore: Terry Pratchett.
Genere: fantasy, commedia.
Editore: Mondadori.
Anno: 1992.
Voto: 6.5.
Dove lo trovi: qui.


Finora di Terry Pratchett ho recensito tre libri, ossia Il colore della magia, La luce fantasticaA me le guardie!, segno che si tratta di uno scrittore che gradisco.
Difatti, apprezzo molto la commistione tra fantasy e umorismo, connubio in grado di poter offrire divertimento e satira di un certo livello… naturalmente in mano a un autore come si deve.

E Terry Pratchett certamente lo è, e anzi tale connubio porta praticamente la sua firma, essendo il più famoso rappresentante di tale sinergia.

D’altronde, il successo dei suoi romanzi e dei suoi cicli (Il ciclo di Scuotivento, Il ciclo delle streghe, Il ciclo di Morte, Il ciclo delle guardie, senza contare romanzi sparsi come Maledette piramidi) parla da solo e testimonia qualità e gradimento da parte di un largo pubblico.

Diciamo che Terry Pratchett ha fatto per il fantasy quello che Douglas Adams ha fatto per la fantascienza, inserendovi umorismo e ironia in grande quantità.

Tuttavia, devo dire che da Tartarughe divine mi attendevo qualcosa in più, un po’ per la fama dell’autore, un po’ per la fama positiva del romanzo, e un po’ perché l’ambientazione prometteva parecchio: le religioni, Dio, l’inquisizione, etc.
Insomma, sembravano esserci tutte le premesse per un Pratchett scintillante.
E invece vi ho trovato solo un Pratchett discreto.

Per carità, il romanzo è scritto bene, i dialoghi spesso sono ficcanti, e l’ambientazione è discreta…
… però manca qualcosa a livello di qualità e di ispirazione, col libro che sembra un buon lavoro di compilazione, ma non l’opera originale e brillante che avrebbe potuto essere.
Se nei dialoghi abbondano umorismo e ironia, però manca lo scintillio della vera ispirazione. Peccato.

Ad ogni modo, ecco la trama sommaria di Tartarughe divine: siamo ovviamente nel Mondo del Disco, un mondo tondo e orizzontale che si muove nell’universo sopra il dorso di una tartaruga gigante.
Tuttavia, la religione dell’Omnianesimo sostiene invece che il mondo sia tondo e che si muova intorno al Sole, e considera l’idea della tartaruga una bestemmia eretica degna del rogo.
Questo è per l’appunto l’obiettivo della Quisizione, e in particolare del potente diacono Vorbis: uccidere tutti coloro che non credono che il mondo sia sferico.
Brutha, giovane novizio senza particolare intelligenza, e con l’unica dote di una memoria prodigiosa, si troverà suo malgrado in mezzo alle questioni della Quisizione, nonché di eretici e filosofi vari.

Nel complesso Tartarughe divine è vivace e gradevole, e le sue 300 pagine e rotti si leggono abbastanza volentieri… tuttavia come detto mi attendevo una qualità superiore di una o due tacche, e che le suddette 300 pagine sarebbero scivolate via in due o tre giorni, cosa che non è stato.
Comunque, rimane la stima per Terry Pratchett, di cui certamente leggerò qualcos’altro in futuro.

Fosco Del Nero



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Titolo: La canzone di Shannara (The wishsong of Shannara).
Scrittore: Terry Brooks.
Genere: fantasy.
Editore: Mondadori.
Anno: 1985.
Voto: 5.
Dove lo trovi: qui.


Con La canzone di Shannara termino finalmente la trilogia del Ciclo di Shannara.
Dico finalmente perché un po’ mi ero stufato di leggere più o meno sempre le stesse cose, giacché Terry Brooks gira e rigira propone sempre lo stesso schema, che peraltro di base ha preso da Il signore degli anelli, da cui difatti il suo primo libro, La spada di Shannara, ha preso a piene mani (per non dire che è un plagio bello e buono, nonché scritto molto peggio).

Dopo l’esordio non troppo incoraggiante, tuttavia, il secondo libro, Le pietre magiche di Shannara, sollevava decisamente la qualità media, sia come novità sia come qualità, ma col terzo, La canzone di Shannara per l’appunto, si torna giù.

Stavolta non perché il libro sia stato copiato da qualche precedente romanzo (almeno, non che io sappia), o perché abbia le forti ingenuità del primo romanzo del ciclo, ma semplicemente perché è un po’ noiosetto.

Intanto per via del solito schema: qualche entità malvagia minaccia di distruggere il mondo, allora Allanon si reca dalla famiglia Shea, coinvolge i suoi membri più giovani in un’impresa disperata, alla quale poi si aggiungono vari altri personaggi di tutte le razze (nani, elfi, gnomi, etc), col classico finale a seguire.

Visto una volta, visto due volte, un autore che punta alla qualità non dovrebbe proporlo la terza volta… e forse neanche la seconda… e forse neanche copiare da altri scrittori.

Inoltre, il tutto è privo di mordente, di verve, e peraltro stavolta i personaggi principali mancano del carisma di quelli del secondo libro, caratterizzati molto meglio.

Tra i personaggi secondari c’è qualche figura interessante, ma non basta certamente per sollevare un libro mediocre dalla sua mediocrità.

Non ho ancora accennato alla trama de La canzone di Shannara, anche se dopo quanto detto si sarà intuita, nomi a parte: le Quattro Terre sono ancora una volta in pericolo, e ancora una volta il druido Allanon si reca dagli eredi di Shannara, ossia la famiglia Shea, e più precisamente dalla giovane Brin, per chiederle di opporsi al male che incombe grazie ai suoi poteri magici.
Nell’avventura saranno coinvolti il di lei fratello Jair, il di lei fidanzato-pretendente Rone, ma anche lo gnomo Slanter, il maestro d’armi Garet Jax, il vecchio Cogline, la nipote Kimber, il gatto Baffo (questi ultimi tre forse l’unico elemento vivacizzante della storia), etc.

Forse avrei apprezzato un poco di più Terry Brooks se lo avessi letto da ragazzino, ma proprio da adolescente adolescente, e se lo avessi letto tra i primi romanzi fantasy.
Ma tra i miei primi romanzi fantasy ci sono stati Lo hobbit, La storia infinita, Il signore della magia, il Ciclo di Conan, Lei - La donna eterna, L'ultimo castello, Il serpente Ouroboros… con tanti saluti a Terry Brooks.

Fosco Del Nero


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Titolo: Watson sotto accusa - Sherlock Holmes 4 (The crown vs. dr. Watson).
Scrittore: Gerald Lientz.
Genere: librogame, giallo, investigativo.
Editore: E.L.
Anno: 1988.
Voto: 5.5
Dove lo trovi: nel mercato dell’usato.


Era da un po’ che non leggevo un librogame, ed eccomi dunque qui con il quarto della serie Sherlock Holmes, dopo che avevo letto e recensito i precedenti Omicidio al Diogenes ClubLo smeraldo del fiume nero e Il caso Milverton.

L’autore del libro era quello del primo e del terzo, due ottimi librigame, ossia Gerald Lientz (viceversa il secondo libro della serie era stato deludente), per cui mi attendevo un buon librogame, come gli altri di genere giallo-investigativo.

Il problema, però, è che è troppo “come gli altri”, tanto che si sente un po’ la pesantezza della scarsa originalità, e inoltre questo Watson sotto accusa sembra anche essere meno ispirato dei precedenti due libri di Gerald Lientz.

Ad ogni modo, vediamo la storia del libro, che peraltro è facile intuire fin dal titolo: c’è stato un omicidio in un club inglese (che poi è l’evento di partenza anche di Omicidio al Diogenes Club, a proposito di scarsa originalità), e stavolta l’indiziato sembra essere proprio il Dottor Watson, il celebre assistente del mitico Sherlock Holmes, che peraltro è morto due anni prima e dunque non figura in questo libro.

Più che indiziato, peraltro, Watson sembra proprio essere il colpevole, da quanto sono schiaccianti le prove ai suoi danni.

Spetterà al giovane investigatore formato proprio da Holmes e Watson risolvere l’inghippo e scovare l’assassino dell’uomo d’affari ucciso con un colpo di attizzatoio in testa.

Lo schema del libro è sempre il solito: tra interrogatori e domande, e ovviamente tirate di dati, il lettore metterà da parte indizi, deduzioni e decisioni, fino alla risoluzione del caso… se ci arriva, ovviamente.

Di mio, dico che da un lato la storia è poco originale (possibile che l’autore non abbia trovato nulla di più originale del ripetere una trama già proposta?), da un altro lato è ugualmente un poco stancante il semplice porre domande e tirare i dadi per vedere cosa esce, e infine è deludente anche il finale… o perlomeno quello che ho letto io.

Insomma, nel complesso da Watson sotto accusa e da Gerald Lientz mi attendevo qualcosa di meglio…

Fosco Del Nero


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Titolo: Le ricette dell'energia.
Scrittore: Laura Fiandra , Marina Pucello.
Genere: saggistica, alimentazione, ricette.
Editore: Ananda Edizioni.
Anno: 2017.
Dove lo trovi: qui.


Il post di oggi va a presentare un libro appena uscito, e dettagliatamente un libro di ricette di cucina: Le ricette dell'energia di Laura Fiandra e Marina Pucello.

Si tratta invece di un argomento piuttosto anomalo per Libri e Romanzi, se non fosse che l’argomento “ricette” va di pari passo con l’argomento “benessere”, cui viceversa son sempre ben attento, e nel dettaglio va nella direzione del crudismo, che già da parecchio tempo è anche la mia.
Veganesimo e crudismo, dunque, col libro che ha questo sottotitolo: “140 proposte vegane crude e cotte per vivere con più vitalità”.

Evidenziamo alcuni estremi del libro: intanto, parliamo di quasi 380 pagine di libro, quindi mica poco. Il formato è un poco più grande della media, e l’editore è Ananda Edizioni: quindi Ananda Assisi e quindi yoga e Paramhansa Yogananda.

Ananda Edizioni peraltro aveva già pubblicato un libro su alimentazione e ricette vegetariane e vegane: Il gusto della gioia… la cui autrice, Mahiya Zoé Matthews (che faceva venir voglia di andare a mangiare ad Ananda Assisi, centro famosoa per la sua buona cucina), non a caso è ospitata a fine testo in un capitolo, intitolato "La dieta yogica".

Le due chef crudiste e autrici de Le ricette dell'energia propongono in esso un po’ di premesse teoriche (perché il veganesimo, perché il crudismo, come tener lontane le malattie, lo stile di vita, etc), ma soprattutto propongono le 140 ricette di cui si è detto sopra, arricchite da un abbondante apparato fotografico… e sottolineo che Ananda Edizioni cura sempre molto bene i suoi libri, che son spesso belli da vedere quanto belli da leggere.

Le ricette di cui sopra spaziano dagli estratti di succhi alle colazioni, dai piatti tradizionali italiani in forma vegana e/o crudista ai dolci… insomma, ce n’è per tutti, soprattutto per chi ha voglia di prendere in mano la propria salute: ciò che vuol dire vita più lunga, meno dolori e drammi, più possibilità di realizzare qualcosa nella vita… non poco, quindi.

Ultima cosa: il libro propone il bonus di un video omaggio da scaricare, “Video ricette dell’energia”, con delle ricette eseguite dal vivo.
Tutto molto interessante.

Fosco Del Nero


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