Titolo: Schiavi degli invisibili (Sinister barrier).
Scrittore: Eric Frank Russell.
Genere: fantascienza.
Editore: Mondadori.
Anno: 1943.
Voto: 6.5.
Dove lo trovi: qui.


Mi ero segnato Schiavi degli invisibili, romanzo del 1943 di Eric Frank Russell, per via dell’idea centrale del testo…

… la quale peraltro non era originale dello scrittore, bensì presa dalle teorie di Charles Fort, un medium a sua volta autore, il quale sosteneva che la Terra  fosse una fattoria di nutrimento per una razza aliena a danni degli umani, elemento che per l’appunto è poi diventato il nucleo centrale di Schiavi degli invisibili, il cui titolo peraltro è già abbastanza esplicativo.

Praticamente, peraltro, il concetto di fondo è lo stesso di Matrix o dei voladores di Castaneda… e di tante altre discipline e teorie, dagli Arconti degli gnostici ai pendoli di Zeland, pur con le varie differenze specifiche.

Andiamo dunque a vedere la trama di Schiavi degli invisibili di Eric Frank Russell: importanti scienziati di tutto il mondo, da Bjornsen a Mayo, da Webb a Dakin, muoiono tutti nello stesso periodo. Per quanto le circostanze sembrino del tutto naturali, o al massimo loro responsabilità, il fatto appare assai sospetto, anche perché si trattava sempre di persone stimate e note per la loro stabilità, e dunque teoricamente poco propense a buttarsi dalla finestra di un palazzo o a gettarsi sotto un camion in strada.
Qualcuno, dunque, inizia ad investigare: ma non appena Graham e Wohl individuano qualche altro scienziato che stava studiando lo stesso argomento degli scienziati morti, muore anch’egli, e sempre con lo stesso schema: o apparente attacco di cuore o suicidio.
A un certo punto, però, la verità viene a galla, ed è davvero esplosiva: l’uomo non è solo sul pianeta Terra, ma gli fa compagnia una razza invisibile ad occhio nudo, la quale, sorta di aggregato di energia di forma sferica, si nutre addirittura delle emozioni basse dell’uomo, e anzi le incoraggia, sotto forma di violenze, guerre, tristezza, etc.
La cosa difficile è che tale razza di parassiti, chiamati vitoni, riesce in qualche modo a leggere nel pensiero umano, e dunque è in grado di sapere quale essere umano è una minaccia alla sua esistenza e alla sua segretezza… da cui le numerose morti sospette.
Il passo successivo è una sorta di guerra mondiale contro i vitoni, difficile per ovvi motivi.

Schiavi degli invisibili è una sorta di romanzo culto: non è entrato nell’Olimpo dei romanzi “storici”, però si è ricavato una sua fetta di fama, tanto da essere ancora ristampato a distanza di più di settant’anni.

Con discreto merito, devo dire: il libro si fa leggere con interesse, per quanto risulti poco scorrevole in svariate sue parti.
Al di là però dei singoli difetti (personaggi un po’ stereotipati, cosa tipica della fantascienza di quei decenni, scelte ed eventi poco credibili, una certa frettolosità nell’incedere e nel portare il tutto a termine, anche questo in omaggio all’abitudine di quegli anni di scrivere romanzi non troppo lunghi e facilmente digeribili dal lettore), Schiavi degli invisibili di Eric Frank Russell ha il merito di aver introdotto quello spunto centrale di valore: valore sia narrativo, ma anche “didattico”, giacché, pur con licenze narrative, descrive quanto la scienza esoterica afferma da sempre, ossia che, così come l’essere umano si nutre di certe creature, così altre creature a loro volta si nutrono di lui. Curioso leggerlo in un romanzo di fantascienza del 1943.

Fosco Del Nero


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