Il cammino del mago

Titolo: Gli dei erano astronauti (Die gotter waren astronauten!).
Scrittore: Erich von Daniken.
Argomenti: storia, archeologia.
Editore: Piemme.
Anno: 2001.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.


In questo blog non ho mai recensito nessun libro di Zecharia Sitchin, e ormai ne ho letti svariati, visto che li ho recensiti nel mio sito Una vita fantastica.

Anche se, in realtà, si tratta di testi di saggistica generica, i quali si muovono tra storia, religione, mitologia e archeologia, quindi adatti al grande pubblico, e non solo a un pubblico interessato alla crescita personale, come è quello del sito appena citato.

Vale il medesimo discorso per un autore per certi versi simile a Sitchin, ossia Erich von Daniken, di cui vi propongo il libro Gli dei erano astronauti, un testo del 2001 che spazia tra parecchi argomenti. 

E questo a dispetto della sua relativa brevità: in 250 pagine di piccolo formato, difatti, Erich von Daniken mette dentro di tutto: dalla Bibbia al Mahabharata, dal mistero di Fatima alle iscrizioni rupestri, dal Sud America all’Asia centrale, dai personaggi degli scritti più antichi dell’umanità alla tecnologia e alle macchine volanti.

Insomma, davvero tanto, col tutto che, come conseguenza, è trattato in modo non approfondito, quindi secondo uno stile storiografico, ma in modo più leggero, utile a dare una panoramica generale. 

E in questo senso il sottotitolo del libro sintetizza bene cosa si troverà in esso: “Il cosmo rivela il mistero di tutte le religioni”.
La tesi di fondo, difatti, è la medesima di Sitchin e di tanti altri studiosi di frontiera, veri eretici rispetto alla tesi classica: in un lontano passato delle creature extraterrestri sono scese sulla Terra e hanno interagito con la razza umana, anche a livello genetico, cosa che spiega da un lato il salto evolutivo mai spiegato dalla scienza occidentale, e dall’altro il fatto che tutte le culture di tutte le zone della Terra, compresi i più antichi testi sacri, parlino di deità scese dallo spazio, di macchine volanti, di armi “magiche”, di guerre nei cieli, etc.

Gli dei erano astronauti mi è piaciuto: Erich von Daniken mi è parso più un divulgatore che uno storiografo… ma va bene così, per allargare gli orizzonti e finalmente giungere a una riscrittura della storia servono ambo le figure.

Fosco Del Nero


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Titolo: Vivere la natura.
Scrittore: Joseph Bharat Cornell.
Genere: saggistica, benessere, natura.
Editore: Ananda Edizioni.
Anno: 1978.
Dove lo trovi: qui.


La segnalazione di quest’oggi riguarda un libro assai interessante, che è un long seller mondiale (ossia un best seller di lunga durata) da oramai svariati decenni, ma che non era mai arrivato in Italia, nonostante il grande successo del libro e la fama largamente positiva del suo autore: parlo di Vivere la natura di Joseph Bharat Cornell, testo giunto all’edizione italiana solo ora, approfittando peraltro di una versione riveduta e ampliata dall’autore.

Il titolo del libro, “Vivere la natura”, nonché il suo sottotitolo, “Attività di scoperta e giochi per tutte le età”, rendono piuttosto chiaro di cosa va a parlare il testo, sorta di manuale di consapevolezza del rapporto con la natura.

Joseph Bharat Cornell, a questo riguardo, è un educatore ambientale di fama mondiale, oltre che essere un autore, ed è il fondatore e presidente di Sharing Nature, un programma di sensibilizzazione alla natura riconosciuto in tutto il mondo, iniziato proprio con Vivere la natura, sorta di libro di testo del settore, utilizzato da oltre trent’anni da educatori e guide naturalistiche in tutto il mondo, aiutando tante persone, grandi e piccoli, a maturare un nuovo e più maturo rapporto con la natura (cosa di cui c’è un gran bisogno di questi tempi).

Egli ha creato un metodo di vita e interazione con la natura basato su più di cinquanta attività, di gioco, esplorazione e consapevolezza, articolate in quattro fasi:
- risvegliare l’entusiasmo,
- focalizzare l’attenzione,
- immergersi nella natura,
- condividere l’esperienza.

Tutto ciò in un testo lungo poco più di 200 pagine, e ricco di foto a colori… oltre che di tante attività e di un’energia positiva…

… che sono sicuro attirerà non solo coloro i quali hanno già un rapporto stretto con la natura, ma anche tutti quelli che sentono di poter fare e avere qualcosa in più a questo livello.
Insomma, Vivere la natura si propone come manuale-guida per un contatto con la natura più vivo e consapevole.

Fosco Del Nero


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Titolo: La Bibbia non parla di Dio.
Scrittore: Mauro Biglino.
Genere: saggistica, religione, storia.
Editore: Mondadori.
Anno: 2015.
Dove lo trovi: qui.


Mauro Biglino ha oramai una certa celebrità, sulla scorta di libri come Il libro che cambierà per sempre le nostre idee sulla Bibbia, Il Dio alieno della Bibbia, Non c'è creazione nella Bibbia e La Bibbia non è un libro sacro… il cui tema centrale potete facilmente immaginare da soli.

Tra l’altro va avanti nella sua opera di diffusione con un ritmo serrato, con un libro all’anno… e senza contare i progetti extra, tra conferenze e persino fumetti!

Insomma, è un caterpillar, e la cosa si vede non solo nel ritmo di produzione di libri, ma anche nei loro contenuti, davvero interessanti e argomentati… con quell’argomentazione semplice che è la traduzione letterale del Vecchio Testamento della Bibbia, in cui si trova di tutto e di più… e quasi mai “cose religiose” (nel senso di spirituali, ma anzi molto terrene e persino crudeli e ciniche).

Il nuovo arrivato di quest’anno è La Bibbia non parla di Dio, edito questo da Mondadori, (evidentemente dopo 60.000 copie vendute ha attirato l'attenzione di qualche editore big) e il cui sottotitolo è “Uno studio rivoluzionario sull'Antico Testamento” e che costituisce “Un confronto sorprendente tra l'Antico Testamento e i testi omerici”.

Nella quarta di copertina si legge quanto detto sopra riguardo alla lettura semplice e letterale dei suddetti testi, tanto semplice che li si intende come referto storico di quanto successo, senza interpretazioni e traduzioni fantasiose: “Chi legge l’Antico Testamento con la mente disincantata e vi si avvicina con l’atteggiamento sereno che avrebbe verso qualsiasi libro scritto dall’umanità non ha alcuna difficoltà a cogliere l’evidenza dei fatti.”

Il testo si muove tra elohim, uomo, sperimentazione genetica, cibo e odori, etc… secondo lo stile classico di Biglino, il quale aggiunge nuove argomentazioni ai suoi cavalli di battaglia, in un libro lungo ben 340 pagine che certamente non mancherà di interessare i lettori fedeli di Mauro Biglino, e che magari può essere un punto di ingresso per nuovi lettori interessati a queste tematiche tra storia, religione, mitologia e passato del genere umano.

Fosco Del Nero


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Titolo: Abissi d’acciaio (The caves of steel).
Scrittore: Isaac Asimov.
Argomenti: fantascienza, giallo.
Editore: Mondadori.
Anno: 1953.
Voto: 6.5.
Dove lo trovi: qui.



Dopo aver letto alcuni libri di fantascienza deludenti (Messaggi per la mente di Damon Knight, Guerra al grande nulla di James Blish, Le navi di Pavlov di Frederik Pohl, Il mio nome è legione di Roger Zelazny), e anche un po’ scocciato per la serie negativa, ho pensato di rifarmi la bocca andando sul sicuro con Isaac Asimov, e in particolare con il suo Abissi d’acciaio, datato 1953.

Si tratta del primo libro del Ciclo dei robot, che dato il buon successo ha avuto svariati seguiti, tra cui Il sole nudo: che ho già e che recensirò di sicuro, in attesa poi di rileggermi, come ho intenzione di fare, tutto il Ciclo della Fondazione (di cui in realtà mi mancava un prequel e un sequel, scritti da Asimov a lunga distanza dalla saga originaria, e col quale lo stesso Ciclo dei robot possiede un legame, per quanto fievole).

Ma torniamo ad Abissi d’acciaio: il romanzo ha circa 250 pagine, e in buona sostanza è un giallo con ambientazione fantascientifica… quindi non esattamente il campo principale di Asimov, cosa che si nota soprattutto nella parte finale, quella in cui i nodi vengono al pettine e si sciolgono.

Ecco in grande sintesi la trama del libro: siamo alcuni secoli nel futuro, e la Terra è talmente tanto tecnologica e talmente tanto sovrappopolata che la gente vive in grandissime città al chiuso, non avendo più memoria della vita all’aperto, e anzi avendo paura del mondo esterno e della natura.
In questo scenario aberrante ma condiviso quasi da tutti, si inseriscono da un lato gli Spaziali, abitanti dei Mondi Esterni che si sono installati con la forza in una sorta di riserva della Terra, e dall’altra i Medievalisti, terresti che rimpiangono la vecchia vita dell’umanità e che lottano in modo nascosto per sovvertire le cose.

In tale condizione ambientale di fondo, esplode il caso di uno spaziale ucciso nella riserva di Spacetown: ad indagare sul caso vengono mandati due investigatori: l’umano Elijah Baley per New York, e il robot Daneel Olivaw per Spacetown, con la collaborazione che non sarà del tutto scevra da contrapposizioni.

La classe non è acqua, e Asimov è sempre Asimov: Abissi d’acciaio scorre via con grande naturalezza, il mondo in cui è calato è credibile e i dialoghi sono sempre vivaci e mai noiosi.

Il punto debole è però facile da individuare: Isaac Asimov è uno scrittore di fantascienza, non è un giallista puro (nonostante in parte si sia dedicato anche al genere giallo, contaminandolo con la fantascienza come in questo romanzo), e ciò si vede abbastanza agevolmente, soprattutto nella parte finale del libro, per certi versi un po’ spiccia e frettolosa, nonché non del tutto convincente. 

Comunque, con Abissi d’Acciaio siamo già saliti di un paio di gradini rispetto ai recenti e deludenti libri di fantascienza che avevo letto: ora vedrò il seguito Il sole nudo, di cui in passato mi hanno parlato assai bene.

Fosco Del Nero


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