Titolo: Il regno dei lupi (A clash of king - Book two of a song of ice and fire).
Scrittore: George R. R. Martin.
Genere: fantasy, epico, fantastico.
Editore: Mondadori.
Anno: 1999.
Voto: 8.
Dove lo trovi: qui.


Dopo Il trono di spade e Il grande inverno, ecco il terzo libro de Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George Martin, una delle saghe fantasy più apprezzate degli ultimi anni ma in generale di sempre, tanto da avere conquistato schiere di fan sempre in attesa del successivo romanzo (il ciclo è ancora incompleto).

Tecnicamente, peraltro, Il regno dei lupi non è il terzo romanzo di Martin, ma l’inizio del secondo, visto che l’editore italiano, la Mondadori, ha deciso di pubblicare ogni romanzo diviso in due libri.

Difatti ha forse poco senso recensire il secondo libro (che difatti inizia “in medias res”) a prescindere dal primo (che infatti termina in modo incompiuto), così come gli episodi successivi isolatamente; la scelta dell’editore però ci obbliga in tal senso.

Ad ogni modo, veniamo a Il regno dei lupi.
Con la morte di Robert Baratheon i Sette Regni precipitano nel caos dinastico, tanto da avere ben quattro pretendenti al Trono di Spade: il primogenito ufficiale di Robert, Jeoffrey (in realtà frutto dell’amore incestuoso di Cersei Lannister con suo fratello Jaime), il suo fratello maggiore, Stannis, il fratello minore, Renly, e Robb Stark, proclamatosi Re del Nord e nemico dell’attuale reggenza (in attesa della maggiore età di Jeoffrey, sua madre è reggente, mentre suo zio Tyrion (il Folletto), è Primo Cavaliere, con Lord Tywin impegnato nella guerra).

Senza dimenticare anche i figli veri di Robert, al momento però ignoti, e quella che avrebbe forse più diritti al trono di tutti, ossia Daenerys Targaryen, l’ultima dei Draghi.

In questo scenario così variegato e mutevole, George Martin è (a dir poco) abile a seguire i vari protagonisti, assegnando a ciascuno un punto di vista grazie ai quali il lettore può avere un quadro generale della situazione: da Bran Stark ad Arya Stark, da Catelyn Stark a Jon Snow, da Tyrion Lannister a Theon Greyjoy.

Ne emerge un affresco variopinto e appassionante, a tratti lirico e a tratti rude, in cui morti e sofferenze non sono risparmiate, così come amore e passione.

Come ho sottolineato nella recensione de Il trono di spade, era da tempo che non mi imbattevo in un fantasy così sofisticato e vivo, pur avendo provato con i vari Salvatore, Donaldson, Moorcock, etc (pur buoni scrittori di narrativa fantastica, per carità).

Anzi, se devo essere sincero questo terzo episodio (chiamiamolo così) è forse quello dei tre che mi ha preso di più, tanto da averlo finito in tempi rapidissimi (solo con Orson Scott Card e con la Rowling ho avuto tali ritmi di lettura negli ultimi anni), segno del fatto di avere tra le mani un grande scrittore e un ottimo romanzo.

Se siete appassionati di letteratura fantasy, dunque, e in particolare del fantasy epico e verace, con George R.R. Martin troverete pane per i vostri denti.

Fosco Del Nero


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