Titolo: Il portale delle tenebre (A storm of swords - Book three of a song of ice and fire).
Scrittore: George G. Martin.
Genere: fantasy, epico.
Editore: Mondadori.
Anno: 2000.
Voto: 7.5.
Dove lo trovi: qui.


E siamo a quota sette.
Su nove, peraltro, quindi non mi è rimasto molto da leggere de Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George Martin, dal momento che ho già letto (e recensito) Il trono di spadeIl grande invernoIl regno dei lupi e La regina dei draghi e Tempesta di spadeI fiumi di guerra e, per l’appunto, Il portale delle tenebre.

Questo piccolo elenco già basterebbe a sottolineare come il ciclo fantasy di Martin mi sia piaciuto molto, e continui a piacermi, nonostante, dovendo essere sincero, gli ultimi due libri a mio avviso sono stati un poco inferiori ai precedenti.
Ma forse tale sensazione dipende anche dalla divisione arbitraria dell’editore italiano, la Mondadori, che ha scelto di suddividere i romanzi originari in due o tre parti; gli ultimi due libri che ho letto, difatti, erano in realtà la seconda e la terza parte del terzo libro originario.

Ad ogni modo, andiamo a vedere dove eravamo rimasti…
Dopo le morti di due dei suoi contendenti (Renly Baratheon e Robb Stark) e la sconfitta di un altor rivale (Stannis Baratheon), re Joffrey sembra ormai saldamente seduto sul suo trono di spade, come sempre assistito dalla madre Cersei e dal nonno Tywin.
Con lo zio Tyrion, invece, pare essersi creato un rapporto di rivalità.

Peraltro, l’alleanza con Frey e Bolton da un lato, e il matrimonio con Margaery Tyrell sembrano rafforzare in modo definitivo la posizione dei Lannister di Castel Granito, ma come sempre c’è qualche colpo di scena dietro l’angolo…

Colpi di scena che coinvolgono, come da trazione con George Martin, parecchi altri personaggi: Arya Stark, Sansa Stark, Bran Stark, John Snow, Daenerys Targaryen, Stannis Baratheon, etc.

Sfortunatamente, tra un libro e l’altro si sono persi parecchi personaggi principali, che Martin aveva caratterizzato talmente bene che, “buoni” o “cattivi” che fossero, fa comunque dispiacere perdere.
Anzi, è da sottolineare che lo scrittore americano è talmente bravo a caratterizzare i personaggi che alcuni tra i più interessanti figurano proprio tra le fila dei cattivi.

Anzi, il tutto è talmente tanto intrecciato e interconnesso che si perde ben presto la contrapposizione di partenza buoni-cattivi e si finisce per seguire le vicende del singolo personaggio e del singolo punto di vista.

Altro elemento notevole di Martin è proprio il saper utilizzare uno stile narrativo assai differente a seconda del punto di vista specifico, e ne vengono usati parecchi, tanto che a tratti pare di leggere diversi testi, o comunque diverse “memorie”, seppur della medesima storia.

La valutazione de Il portale delle tenebre o dei singoli altri libri (o parti di libro, come abbiamo detto) lascia comunque il tempo che trova, visto che, senza dubbio alcuno, Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George G. Martin sono un’opera fantasy-epica di grande spessore, assolutamente consigliata.

Fosco Del Nero


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