Titolo: Il volo del drago (Dragonflyight).
Scrittore: Anne McCaffrey.
Genere: fantascienza, fantastico.
Editore: Editrice Nord.
Anno: 1968.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.


Di recente ho provato a interrompere il monopolio delle mie letture di George Martin (con le sue Cronache del ghiaccio e del fuoco) con Abarat di Clive Barker, con risultati solo sufficienti.

Stavolta ci ho riprovato un classico della letteratura fantastica: Il volo del drago, romanzo con cui Anne McCaffrey ha inaugurato il Ciclo dei Dragonieri di Pern.

Si tratta peraltro di una scrittrice capace di vincere sia il premio Hugo sia il premio Nebula, ossia i due maggiori riconoscimenti in ambito fantascienza, e anzi la prima donna ad arrivare a tale traguardo.

Da sottolineare come il Ciclo dei Dragonieri di Pern sia stato poi estremamente prolifico, con ben diciotto romanzi e svariati racconti!

Ecco in sintesi l’ambientazione nella quale si svolge il tutto: il pianeta Pern è il terzo del sistema stellare di Rubkat, sistema con una particolarità, ossia un corpo celeste dall’orbita irregolare che si avvicinava a Pern solamente in determinati periodi, molto distanti tra di loro (curiosamente, è la stessa cosa che si dice adesso del nostro sistema solare, con un pianeta molto grande e dall'orbita trasversale che vi giungerebbe solo ogni svariate decine di migliaia di anni).

Tale corpo celeste, detto Stella Rossa, durante il suo passaggio lascia cadere su Pern una pericolosissima forma di vita, i Fili, capace di sterminare letteralmente la vita in una determinata area, rendendola aridissima e inospitale.

Il compito di distruggere i Fili durante le loro apparizioni spetta ai dragonieri e dei rispettivi draghi, concentrati in sei abitazioni-grotte, dette Weyr, deputate per l’appunto a difendere gli uomini e le loro fortezze.

I protagonisti della storia sono Lissa, l’erede della fortezza di Ruatha, e F’lar, dragoniere di grandi capacità, aventi peraltro un rapporto un po' conflittuale, con i conflitti sociali che peraltro rivestono un ruolo assai importante nella narrazione (conflitti tra persone, tra gruppi sociali, tra diverse fortezze, etc).

La parola draghi evoca subito atmosfere fantasy, ciononostante Il volo del drago di Anne McCaffrey tecnicamente è un libro di fantascienza, che peraltro avevo sentito accostare a Eragon di Christopher Paolini per via del rapporto quasi simbiotico tra il drago e il suo cavaliere.

Le somiglianze si fermano qui, però, dato che per il resto Eragon è decisamente più parente de Il signore degli anelli che non de Il volo del drago, romanzo che inaugura a dovere un ciclo e si fa leggere con piacere, avendo dalla sua una buona ambientazione, una buona caratterizzazione dei personaggi e qualche spunto interessante, anche se di difficile maneggevolezza (come quello dei viaggi nel tempo).

Anne McCaffrey, tuttavia, non mi ha catturato appieno, perdendo la sfida col “rivale” Martin, e anche, ad essere onesto, con Paolini, il cui Eragon mi aveva coinvolto maggiormente (come il suo seguito, Eldest, naufragando però nel terzo libro, Brisingr), tanto che dubito che, almeno per il momento, proseguirò la lettura della saga fantastica.

Rimane comunque il fatto che Il volo del drago di Anne McCaffrey è un classico della fantascienza, e non a caso, e che vale certamente la pena leggerlo, specialmente se si è appassionati del genere (e se nel mentre non si stanno leggendo le Cronache del ghiaccio e del fuoco di George Martin).

Fosco Del Nero


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