Titolo: Redwall (The Redwall abbey company).
Scrittore: Brian Jacques.
Genere: fantasy, avventura, commedia.
Editore: Mondadori.
Anno: 1986.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.


Alla ricerca di un libro di narrativa da leggere, mi sono imbattuto in un volume dall’aria un po’ malridotta, cui certamente hanno contribuito i miei gatti dati gli evidenti segni di artiglio in una parte della copertina: il libro suddetto era Redwall di Brian Jacques… che non mi ricordavo di avere e nemmeno mi ricordavo cosa fosse o quando me lo ero preso.

Peraltro, il leggere che era un’avventura per ragazzi con protagonisti dei topi (dei topi... un discreto coraggio da parte dell'autore) non deponeva troppo a suo favore, ma seguendo l’istinto l’ho preso e l’ho iniziato.
E anche finito in tempi piuttosto brevi, visto che mi è piaciuto abbastanza.

Partiamo subito con la trama: Redwall è un’antica abbazia retta da un ordine di topi monaci dediti a una vita pacifica e alla cura delle creature del bosco in difficoltà. Il bosco si chiama Fiormuschiato e come ovvio ospita un gran numero di creature, di ogni tipo, dai topiragno ai gufi, passando per lepri, ermellini, donnole, passeri, etc.

A reggere l’abbazia c’è un abate (beh, ovvio), con tutto l’ordine a seguito: guerrieri, studiosi, cuochi, infermieri, e via discorrendo.

Fin qui, tutto bene: i problemi iniziano quando un famoso ratto predone, Cluny il flagello, decide di impossessarsi dell’abbazia con il suo esercito di ratti e altri animali. Ciò costringerà i pacifici topi di Redwall a ingegnarsi per difendere il loro piccolo regno, aiutati in questo anche da un tasso, una lepre, diversi scoiattoli, dei ghiri… e anche da altri animali, portati alla causa man mano.

Redwall è un libro che si fa leggere volentieri; il target giovanile si nota, nella semplicità della sintassi e anche nella relativa semplicità della trama, ma quel che c’è è fatto molto bene, e tutto è permeato da un’aria gioviale, positiva e da valori come il rispetto, la fratellanza, l’amicizia.

Anzi, in questo senso non esito a dire che sono queste le compagnie che dovrebbero avere i piccoli, in quanto da un lato divertenti e dall’altro lato formative e positive.

Con tutto che il libro non è breve, con le sue 300 pagine piene, ma, come detto, scorre via piacevole e veloce… tanto da aver avuto successo oltre le attese e da aver generato una saga di ben dieci romanzi.

Insomma, bravo Brian Jacques.

Fosco Del Nero


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