Titolo: Le querce di Albion (The forest house).
Scrittore: Marion Zimmer Bradley.
Genere: fantasy, drammatico, sentimentale.
Editore: Superpocket - Longanesi.
Anno: 1993.
Voto: 6.
Dove lo trovi: qui.


Da poco mi sono letto Le nebbie di Avalon, il classico di Marion Zimmer Bradley, oscillante tra fantasy, mitologia e storia, senza contare gli elementi sentimentali e drammatici.

Posto che mi è piaciuto moltissimo (non è caso è additato spesso come capolavoro), mi sono andato a leggere anche Le querce di Albion, altro libro di Marion Zimmer Bradley che avevo a casa da ormai molti anni, e che avevo sempre ignorato.

Anche questo, peraltro, è un tomo mica da ridere, per quanto meno voluminoso del suo predecessore: passiamo dalle 700 pagine de Le nebbie di Avalon alle 500 de Le querce di Albion. Tra l’altro, dire predecessore in questo caso non è del tutto preciso, giacché, se è vero che Le querce di Albion segue il collega di dieci anni (1983-1993), è vero pure che all’interno del Ciclo di Avalon si inserisce cronologicamente prima (dal 500 d.C. circa al 100 d.C. circa).

Quindi, niente Morgana o Artù, e invece Eilan, Dieda, Lhiannon, Caillean, Ardanos, Bendeigid, Gaio, Macellio Severo, e altri ancora, sia sul fronte druidi britanni, sia sul fronte soldati romani.

Siamo dunque nella Britannia appena colonizzata dai romani, che stanno ancora faticando per conservare un delicato equilibrio, tenendo conto dell’influenza dei druidi e del popolo potenzialmente ribelle.

In un quadro che è decisamente più Britannia che non Roma, per quanto non manchino accenni e visite nella stessa Roma, seguiamo soprattutto le vicende di Eilan da un lato e di Gaio dall’altro. La prima è una ragazza avviata come sacerdotessa, mentre il secondo è il figlio di un prefetto romano di stanza a Londinium, ossia la Londra di quei tempi, avviato dal canto suo a una brillante carriera militare e politica.

Le querce di Albion non è male, e difatti ho letto tutte le sue 500 pagine, però non ha la profondità e l’impatto de Le nebbie di Avalon, che lo sopravanza di parecchie lunghezze.

Sarà forse per il minor carisma di Eilan rispetto a Morgana, sarà forse per un contesto meno interessante, sarà forse per la banalità della storia d’amore che fa da filo conduttore nell’intera storia, la quale in fin dei conti risulta piuttosto prevedibile, sta di fatto che, per quanto il libro sia ben scritto e abbia dei momenti interessanti, nel complesso è decisamente meno potente e fluido del suo predecessore-successore.

Ad ogni modo, Le querce di Albion si guadagna comunque una sufficienza, e Marion Zimmer Bradley si conferma scrittrice di livello.

Fosco Del Nero


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