Titolo: La dodicesima illuminazione (The twelfth insight).
Autore: James Redfield.
Genere: narrativa, spiritualità.
Editore: Corbaccio.
Anno: 2011.
Voto: 4.
Dove lo trovi: qui.


Ormai parecchio tempo fa avevo recensito due romanzi di James Redfield: il celebre e fortunatissimo La profezia di Celestino, poi divenuto anche film, e il primo dei suoi seguito, La decima illuminazione.

Il primo mi era piaciuto: originale e ispirato, univa l’utile di qualche insegnamento esistenziale con il dilettevole di una lettura godibile e appassionante, con la caccia al documento delle illuminazioni in Perù e la controcaccia di chi invece cercava di bloccare chi cercava il documento.

La decima illuminazione non era altro che la stessa minestra ambientata però in un diverso luogo del mondo…

… e per tale motivo non ho letto L’undicesima illuminazione, il cui titolo peraltro non prometteva nulla di buono in questo senso (e di cui so solo che anch’esso era ambientato in un altro luogo del mondo, l’Asia centrale).

La dodicesima illuminazione mi è stato regalato e perciò l’ho letto, sperando di aver intuito male.
Ma, a proposito di intuizione, ci avevo preso: La dodicesima illuminazione è la stessa solfa, solo peggiore…
… e ovviamente ambientata in un altro posto ancora della Terra, stavolta tra Stati Uniti ed Egitto.

Non essendo stato in grado di alzare il livello interiore del narrato, Redfield ha sparato alto (oltre ad aver cambiato ambientazione), tra fine del mondo e armageddon, tra scontri con militari e dialoghi inter-religiosi, al contempo portando avanti le solite ricerche di documenti antichi (stavolta non “illuminazioni”, ma “estensioni”).

Situazioni e dialoghi sono spesso banalotti e davvero poco credibili, tanto che il lettore finisce facilmente per annoiarsi (beh, almeno questo lettore).

Quanto esce fuori da La dodicesima illuminazione, alla fine della fiera, è un libretto innocuo, che non va oltre quanto proposto in precedenza (sincronicità ed energie): non c’è dunque contenuto esistenziale di valore, né valore letterario.

Insomma, per conto mio basta James Redfield.

Fosco Del Nero


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