Titolo: A scuola di magia (Die zauberschule und andere geschichten).
Scrittore: Michael Ende.
Genere: racconti, surreale, fantasy.
Editore: Salani Editore.
Anno: 1994.
Voto: 6.
Dove lo trovi: qui.


Ormai Michael Ende è un habitué del blog, giacché è già comparso tre volte: con La storia infinita, con Momo e con Lo specchio nello specchio.
I primi due sono romanzi, mentre il terzo è una raccolta di racconti… la quale è seguita dal libro oggetto della recensione odierna: A scuola di magia.

Intanto, confesso di essere rimasto un poco deluso, dal momento che speravo che la raccolta fosse tutta incentrata sul tema oggetto del titolo del libro, dunque la magia… e se ci fosse stata di mezzo una scuola ancora meglio.

Difatti, per esperienza personale so che Ende dà il meglio di sé quando di mezzo vi sono elementi magico-fantasy-surreali-esistenziali, come mostra per esempio il suo capolavoro, La storia infinita, o come mostrano alcuni dei racconti presenti ne Lo specchio nello specchio (titolo che è tutto un programma).

Sfortunatamente, invece, A scuola di magia contiene  racconti assortiti e molto variegati tra di loro, tanto che non c’è il minimo comun denominatore tra di essi…
… eccezion fatta, ovviamente, per l’elemento surreale. E a questo riguardo si ricordi che Michael Ende è figlio di un pittore surreale, e senza dubbio in casa avrà assorbito molto di tale energia e stile.

Ad ogni modo, vediamo più da vicino A scuola di magia: il libro, lungo circa 180 pagine dalla scrittura “comoda”, contiene tredici racconti, davvero diversissimi tra di loro nel genere e nello stile, così come nella qualità.

Alcuni, a dire il vero, non sono nulla di che, e anzi mi sono meravigliato che Ende li abbia inseriti in un suo libro, mentre altri si rivelano davvero graziosi e originali.
Nel dettaglio, quelli che  ho gradito di più sono stati questi, in ordine di apparizione nel testo: A scuola di magia, Niso e Naso, Una storia scioglilingua, La storia della zuppiera e del mestolo, Una lunga strada per Santa Cruz.

Nascosti qua e là, a dire il vero, non mancano degli elementi didattici, diciamo così, anche se l’impressione è che questo libro, più di altri di Ende, sia rivolto a un pubblico giovanissimo, se non addirittura al genitore che legge le fiabe ai suoi cuccioli la notte prima di dormire.

Di mio, come lettura adulta, gli assegno una sufficienza stretta, ma per un uso fiabesco-notturno-genitoriale aumentate pure il voto di un punto intero.

Fosco Del Nero


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