Titolo: I figli di Medusa (The cosmic rape).
Scrittore: Theodore Sturgeon.
Genere: fantascienza, drammatico.
Editore: Libra.
Anno: 1958.
Voto: 3.5.
Dove lo trovi: qui.


La fantascienza è uno dei miei primi amori letterari di quando ero adolescente, ed anzi è probabilmente il genere letterario che ha nutrito la mia passione per la lettura quando ero ragazzino… che nell’età matura si è via via spostato verso il fantasy (almeno per la letteratura, la saggistica la considero a parte).

Dunque, ogni tanto mi rileggo un libro di fantascienza, di solito pescando tra i grandi autori degli anni d’oro della fantascienza o del periodo seguente.
Gente come Asimov, Del Rey, Van Vogt, Silverberg, per intenderci.

Stavolta ho pescato un autore che conoscevo di nome da lungo tempo, ma di cui non avevo mai letto un romanzo, ma solo un racconto, inserito da Asimov nel volume Le grandi storie della fantascienza - 1: Theodore Sturgeon.

Devo dire che non mi è andata troppo bene con il libro scelto, e che anzi I figli di Medusa si è rivelato uno dei romanzi che ho letto con più noia e meno piacere.

Ecco in grande sintesi la trama: Medusa è una sorta di entità aliena che ingloba in sé interi pianeti, aggiungendoli alla sua “mente alveare”.
Arrivata sulla Terra, cerca di fare la stessa cosa con l’uomo, ma non tiene conto della natura profondamente individuale della razza umana, e il suo piano di conquista, avviato tramite lo “strumento” Dan Gurlick, un uomo alcolizzato che ingerisce inavvertitamente una spora di Medusa divenendo parte di essa, non va proprio come aveva desiderato.

Il romanzo, pur avendo tale trama unitaria, di fatto pare più una sorta di somma di singoli racconti, giacché affronta l’evento dell’avvento di Medusa narrando le vicende di vari personaggi, per buona parte slegati tra di loro.
Questo è già un primo problema, poiché all’opera manca così una forza unitaria.

Il secondo grande problema del libro è che, semplicemente, non prende: parte in modo lento, continua lento e finisce lento, non decollando mai.
E difatti questo non è considerato, ho letto, uno dei romanzi principali di Sturgeon (spero che gli altri siano decisamente migliori).

Altra cosa, questa personale: non ho gradito affatto lo stile di Sturgeon, che anzi a tratti mi ha indispettito.
Oddio, indispettito no, non esageriamo, però l’ho trovato piuttosto sciatto: né elegante né efficace.

Insomma, I figli di Medusa di Theodore Sturgeon si classifica come uno dei romanzi di fantascienza, ma diciamo pure in assoluto, più noiosi che abbia mai letto… e che ho finito solo perché era breve.

Fosco Del Nero


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