Titolo: Convinzioni - Forme di pensiero che plasmano la nostra coscienza (Beliefs - Pathways to health and well-being).
Scrittore: Robert Dilts, Tim Hallbom, Suzi Smith.
Genere: saggistica, psicologia.
Editore: Astrolabio Edizioni.
Anno: 1990.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.


Quest’oggi recensisco un libro a metà tra saggistica, psicologia e automiglioramento, che peraltro è ormai un classico del settore: Convinzioni, scritto nel 1990 da Robert Dilts, Tim Hallbom e Suzi Smith.

Il sottotitolo del libro è "Forme di pensiero che plasmano la nostra coscienza", e di per sé è decisamente chiarificatore degli argomenti che andrà ad affrontare il testo, uno dei maggiormente consigliati all’interno della programmazione neurolinguistica, disciplina psicologica poco teorica e molto operativa, fondata negli anni 60 da Richard Bandler e John Grinder e poi diffusasi enormemente, tanto nel self-help quanto nella comunicazione, tanto nella psicologia quanto nel mondo aziendale latu sensu (in effetto ora è persino difficile trovare qualche corso o relatore o disciplina moderna che non abbia nulla a che fare con essa).

Come altri testi di pnl (acronimo per programmazione neurolinguistica), anche Convinzioni pesca a piene mani dal campionario tipico del modello psicologico, proponendo tutti i suoi principali strumenti: le ristrutturazioni (in inglese reframe), le sottomodalità (submodalities), la scozzata (swish… e in questo caso il termine inglese è molto migliore).

Anche se, come intuibile dal nome del libro, esso si concentra soprattutto sulle convinzioni, ossia su ciò che, stando alla base della nostra personalità, ne determina poi lo sviluppo in termini di azione, successo e felicità.

L’importanza delle credenze personali è già stata abbondantemente studiata ed illustrata da moltissime discipline e scienze sociali (si pensi alla profezia che si autoavvera, o molto più semplicemente al fatto che chi crede di non poter fare qualcosa neanche ci proverà, e dunque andrà a dar corpo proprio alla sua credenza limitante: “che tu creda o meno di riuscire a fare qualcosa, avrai comunque ragione”, disse Henry Ford), per cui non mi dilungo su questo punto.

Né si dilunga Convinzioni di Robert Dilts e soci, che viceversa si concentra sull’aspetto pratico (in pieno stile pnl), ossia su come modificare le proprie convinzioni in modo strutturale, generando un cambiamento di prospettiva che inevitabilmente andrà a incidere sulle proprie azioni e quindi sulla propria esistenza.

Concludo con due punti.
Il primo è il seguente: al di là di quanto si può essere o meno interessati alle tematiche psicologiche, allo sviluppo personale e, nel dettaglio, alla programmazione neurolinguistica, occorre sottolineare come quasi sempre nei suoi autori e nel relativi testi prevalgano le convinzioni e le suggestioni positive, fatto che rende tali letture produttive e positive.

Produttive, a maggior ragione, se si svolgono anche gli esercizi suggeriti di volta in volta (e questo è il secondo punto: come in tutte le cose, quando ci si applica si ottengono risultati, e quando non ci si applica non si ottiene niente).

E, a proposito di pratica, se siete interessati al miglioramento personale, vi suggerisco l’altro mio sito, dedicato esclusivamente a tale ambito: Una vita fantastica!

Fosco Del Nero


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