Titolo: 1984 (Nineteen eighty-four).
Scrittore: George Orwell.
Genere: distopia, fantastico, drammatico.
Editore: Mondadori.
Anno: 1948.
Voto: 8.
Dove lo trovi: qui.


Il libro che col presente articolo compare su questo sito non è certamente un libro da poco, tanto che ormai è divenuto un classico, nonché entrato nell’immaginario comune per diversi motivi, uno dei quali peraltro piuttosto terra terra.

Chi non conosce difatti il Grande Fratello?
Tutti, sfortunatamente…
Non tutti però conoscono la provenienza di tale nomignolo, che consiste nel romanzo 1984 di George Orwell (pseudonimo di Eric Arthur Blair), che lo ha scritto nel 1948 e pubblicato l’anno seguente.

1984 rappresenta un particolare genere letterario, noto come "distopia" (di cui fanno parte gli altrettanto famosi Il mondo nuovoFahrenheit 451), sorta di contraltare del genere utopistico, che ha preso il suo nome da Utopia di Tommaso Moro.

L’”utopia” era rappresentata dalla società ideale, perfetta nella sua giustizia e vivibilità, mentre, al contrario, il suo contrario distopico è rappresentato da una visione del futuro assai pessimista (pessimismo in realtà è un pallido eufemismo per descrivere 1984 di Orwell), concretizzatasi letterariamente in una società totalitaria e ipercontrollata, divisa in tre caste e in cui il potere centrale può davvero tutto.

Peraltro, 1984 ha ispirato moltissimi film; tra questi, mi piace ricordare l’ironico e immaginifico Brazil (così bilanciamo un po’ il pessimismo del testo originale).

Ecco in breve la trama del suddetto romanzo: nel 1984 (capovolgimento delle ultime due cifre di 1948, data di scrittura del testo) il pianeta è diviso in tre superpotenze, Oceania, Eurasia ed Estasia, perennemente in guerra tra loro, per quanto con alleanze di volta in volta differenti.
Tutte e tre le superpotenze, peraltro, costituiscono dei regimi totalitari e oppressivi, che anzi sono sospettati di connivenza nel mantenere la gran parte della popolazione nella povertà e nell’ignoranza grazie a uno stato di guerra (vera o finta, difficile capirlo) costante.

Il protagonista della storia è Winston Smith, membro del Partito e cittadino dell’Oceania.
Il suo lavoro è quello di falsificare i documenti storici in modo che la visione del Partito non sia mai contraddetta dai fatti, in ossequio al principio del "bipensiero", per il quale, per l’appunto, è la realtà a doversi piegare alla visione del Partito, e non il contrario.

I motti del Partito sono tre:
- la guerra è pace,
- la libertà è schiavitù,
- l'ignoranza è forza.

A capo del Partito, c’è il Grande Fratello, mentre le principali espressioni interne sono i quattro ministeri: il Ministero dell'Amore, il Ministero dell'Abbondanza, il Ministero della Verità e il Ministero della Pace. Essi, in barba al loro nome, fanno esattamente il contrario di quanto espresso (ad esempio, nel Ministero dell’Amore si torturano i dissidenti politici, mentre nel Ministero della Verità si falsificano i documenti storici).

Winston Smith non è felice, e anzi odia tanto il Grande Fratello quanto la vita che è costretto a fare; tuttavia, egli non può palesare il suo dissenso nel più minimo modo, pena l’essere scovato dalla Psicopolizia.

Un bel giorno, però, una ragazza di nome Julia gli consegna un bigliettino…

Confesso che finora non avevo ancora letto 1984; difatti, è sempre stato uno di quei classici per cui dicevo “prima o poi lo leggo”.
L’ho fatto solo ora, rimanendone colpito in diversi modi.

Intanto, il libro coinvolge fin da subito; 1984 è uno di quei pochi libri che ti tiene sveglio a leggere la notte, e già questo dice molto sulla sua qualità.
Orwell è bravissimo tanto nello descrivere l’ambientazione sociale inventata, quanto nel comunicare al lettore i risvolti psicologici del protagonista.

Molto forte peraltro anche la parte finale dell’opera, che porta a pieno compimento la visione negativa del regime totalitario (ma sì, una bella ventata di ottimismo ci vuole ogni tanto).

1984, tra le altre cose, ha assunto anche una valenza storica, oltre che letteraria, dato che, secondo molti studiosi e politologi, la società odierna ha già fatto progressi nella direzione di un mondo centralizzato e ipercontrollato… ma qua andiamo nella politica e anche un po’ nel cospirazionismo, per cui siamo fuori tema.

Rimane un fatto: 1984 di George Orwell è un gran libro che sarebbe bene che tutti leggessero.

Fosco Del Nero


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