Titolo: Smettetela di piangervi addosso: scrivete un best seller.
Scrittore: Renato Di Lorenzo.
Genere: saggistica.
Editore: Gribaudo.
Anno: 2006.
Voto: 6.
Dove lo trovi: qui.


L’articolo odierno è dedicato a un testo che potrebbe interessare molto da vicino coloro che avessero a loro volta l’ambizione (o anche solo la passione, che poi è quello che conta) di scrivere libri: mi riferisco a Smettetela di piangervi addosso: scrivete un best seller, di Renato Di Lorenzo.

Sostanzialmente, siamo di fronte a un manuale sulla scrittura, come se ne vedono molti in giro.

L’assunto alla base di tale manualistica sta nel fatto che, se il talento si può possedere o meno in una certa misura, il mestiere dello scrivere sia invece tale, e vada in tal senso educato e addestrato (Stephen King lo ha sempre sostenuto, e qualche libro lo ha venduto…).

Il testo di Di Lorenzo, nonostante il titolo provocatorio, e anzi un po’ furbetto, non è discorsivo o evanescente, ma anzi offre numerosi spunti e consigli all’aspirante scrittore su come scrivere un romanzo.

L’autore, romanziere egli stesso, parte dai punti base, come verbi, sostantivi, aggettivi e avverbi, e poi si avventura nella struttura portante di un’opera di fantasia, con suspence, conflitto, personaggi, plot, dialoghi, etc.

Gli ultimi capitoli del libro, tutti agili e sintetici, sono dedicati invece ai punti più sottili: premise, tema, riscrittura, punti di vista, flashback, etc.

Sarò sincero, come mia abitudine peraltro.
Ho trovato in Smettetela di piangervi addosso: scrivete un best seller dei suggerimenti interessanti, nonché considerazioni assolutamente condivisibili, ma anche qualche contraddizione (per esempio in un punto Di Lorenzo consiglia di adottare uno stile di scrittura essenziale, riducendo al minimo aggettivi e avverbi, salvo poi citare come esempio di grande letteratura scrittori dallo stile assai pomposo e decisamente poco essenziale; e questo senza cercare D’Annunzio o altri scrittori decadenti o romantici… o scrittori che, semplicemente, hanno il loro stile e che fanno funzionare le loro storie con quello) e qualche aspetto opinabile (se non ve ne fossero, d’altronde, esisterebbe una scienza dello scrivere perfetta, cosa che evidentemente non è, data la straordinaria diversità di registri stilistici in giro).

Insomma, a mio avviso il libro di Renato Di Lorenzo va bene per trarne degli spunti, ma, come tutte le cose della vita, non va assolutizzato.

Fosco Del Nero


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