Titolo: Scrivere zen (Writing down the bones).
Scrittore: Natalie Goldberg.
Genere: saggistica.
Editore: Ubaldini.
Anno: 1986.
Voto: 6.5.
Dove lo trovi: qui.


Di recente ho recensito un manuale sullo scrivere, e specificamente Smettetela di piangervi addosso: scrivete un best seller, di Renato Di Lorenzo, saggio in cui l’autore esplicitava le più importanti regole per scrivere un buon romanzo, dal plot ai personaggi, all’uso degli aggettivi al conflitto, etc.

Con oggi facciamo il bis, con un altro testo sulla scrittura: Scrivere zen, di Natalie Goldberg.
I due manuali, peraltro, sono decisamente agli antipodi l’uno rispetto all’altro.

Intanto perché quello di Di Lorenzo, come annuncia nel titolo, si rivolge ai romanzi, e in particolare a quelli di cassetta, mentre la Goldberg è una poetessa e si rivolge soprattutto a quel tipo di produzione letteraria.

In secondo luogo, ed è il punto principale, perché Di Lorenzo illustra quelle che, ovviamente secondo lui, sarebbero le “regole del buon romanzo”, quelle in mancanza delle quali un romanzo è da considerare non sufficiente (che poi molti grandi autori del passato e del presente non le osservino immagino sia un dettaglio…), mentre l’autrice americana cerca più che altro l’ispirazione.

Ancora, l’obiettivo del primo testo è quello di scrivere dei romanzi da vendere, mentre Scrivere zen si riferisce alla scrittura come a una mission di vita, al di là poi dei soldi che ne possono arrivare come conseguenza secondaria (o persino terziaria).

Certo, alcune considerazioni sono in comune, come il celebre “show, don’t tell” (mostra, anziché dire), però il paradigma di fondo è completamente diverso.

La mia valutazione, peraltro, è più o meno la stessa, visto che in ambo i casi ho trovato degli spunti degni di nota, ma non un “manuale definitivo” sull’argomento (che, peraltro, suppongo sia difficilissimo da realizzare, se non impossibile).

Ad ogni modo, spunti ce ne sono da entrambe le parti, come detto, e magari sta al singolo lettore orientarsi più sull’uno (nel caso si vogliano nero su carta gli elementi principali di un romanzo) o più sull’altro (nel caso si cerchi l’ispirazione più che la costruzione) a seconda delle preferenze individuali.

Di mio, ho preferito leggermente Scrivere zen di Natalie Goldberg, anche per il sostanzioso condimento di esperienze di vita di una vera scrittrice… di poesie, di racconti o di romanzi poco importa.

Fosco Del Nero


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