Titolo: Elric di Melnibonè (Elric of Melnibonè).
Scrittore: Michael Moorcock.
Genere: fantasy, fantastico.
Editore: Fanucci.
Anno: 1972.
Voto: 6.
Dove lo trovi: qui.


Ho iniziato la lettura di Elric di Melniboné, primo libro della saga fantasy di Michael Moorcock, con grande trepidazione, un po’ per la fama positiva dell’opera, un po’ perché ci ho messo molto tempo a procurarmi il primo romanzo (uscito di produzione e solo di recente ristampato)… e come sempre l’attesa aumenta il desiderio.

La particolarità della saga di Elric, cominciata nel 1972, era quella di presentare non il classico eroe fantasy, forte, nerboruto, invincibile o qualche variazione sul tema, bensì una sorta di antieroe, un imperatore privo del carisma dell’imperatore, un guerriero privo della determinazione dei guerrieri, persino un essere umano debole e perennemente malato, costretto a ricorrere a delle pozioni curative per rimanere in sufficiente salute.
Peraltro, un albino, e dunque un uomo strano già nell’aspetto.

Elric di Melniboné, il primo libro, ci porta nel suo regno, e ci mostra Elric alle prese col regno stesso, e soprattutto col cugino Yyrkoon e con la cugina-amante Cymoril.
Inoltre, alle prese con divinità del mare, divinità della terra, divinità degli inferi, spade magiche (Tempestosa e Luttuosa).

Personaggi umani in effetti ce ne sono pochi, ed eccettuati i tre principali gli altri sono puro contorno.

Da sottolineare che anche lo stile di scrittura segue da vicino il protagonista albino, risultando anni luce dalle atmosfere epiche di un Howard o dalla schiettezza di un Martin, e proponendo invece un incedere narrativo tranquillo e serafico come il suo protagonista.

Tra l’una cosa e l’altra, ne emerge un fantasy sui generis, che non piacerà certamente a tutti, e men che mai ai fan del fantasy più classico, d’azione o di avventura (il cosiddetto heroic fantasy), ma che al contrario possiede un’anima più contemplativa e tranquilla.

Personalmente, il libro di Michael Moorcock non mi ha soddisfatto in pieno, ma comunque gli riconosco un valore sufficiente, e perlomeno mi leggerò il suo seguito, incluso nello stesso volume del primo romanzo.

Difficile però che mi avventuri nel resto della saga, composta da dieci episodi, a meno che il secondo, Sui mari del fato, non mi convinca appieno.

In conclusione, un appunto sul personaggio M. Moorcock, oltre che scrittore anche critico letterario, e pure feroce: tra i suoi bersagli, J.R.R. Tolkien e C.S. Lewis per la loro letteratura fantasy stereotipata, H.P. Lovecraft e R. Heinlein per i tratti politici e razzisti di alcune loro opere.

Voi da che parte state?

Fosco Del Nero


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