Titolo: Dalle caverne e dalle giungle dell’Indostan (From the caves and jungles of Hindostan). Scrittore: Helena Petrovna Blavatsky.
Genere: viaggi, storia, geografia, saggistica, religione.
Editore: Edizioni L’Età dell’Acquario.
Anno: 1879.
Voto: 5.5.
Dove lo trovi: qui.


Già conoscevo di fama Helena Petrovna Blavatsky, cofondatrice della Società Teosofica, che tanto ha influito sulla cultura mondiale nel suo secolo e mezzo di vita (1875), e conoscevo, sempre di fama, alcuni classici dell’occultista di origine russa, come Iside svelata o La dottrina segreta.

Il caso però ha voluto che il suo primo libro che leggessi fosse Dalle caverne e dalle giungle dell’Indostan, che con tutta probabilità è il testo meno rappresentativo della sua produzione e del suo personaggio, tutto esoterismo e spiritismo.

Non che il libro in questione manchi completamente il campo della religione e della spiritualità, ma lo accenna di striscio, essendo più che altro un reportage di un viaggio (la prima parte, seguito poi da Un’isola di mistero) che madame Blavatsky ha fatto insieme ad alcuni colleghi teosofi in India alla scoperta della ricca cultura religiosa locale.

Dalle caverne e dalle giungle dell’Indostan è dunque un affresco dell’India di fine 800, tra indù, brahmani, caste, reincarnazione, riti sciamanici e credenze varie… e sono veramente varie agli occhi di un occidentale medio.

En passant, tali credenze sono messe di fronte al pensiero teosofico-spiritista, ma in modo veramente accidentale; come detto il focus del libro, vero e proprio quaderno di viaggio, è il resoconto di quanto successo, compresi problemi con tigri, sciacalli, grossi pipistrelli, etc…

Il problema, però, o almeno io l’ho identificato come tale, è che il libro non si fa apprezzare troppo né come racconto di viaggio, perso com’è tra personaggi locali e aneddoti più da articolo di giornale che non da reportage d’avventura, né come testo esoterico, visto che non propone i principi della teosofia o principi esistenziali, ma si limita a riferire le credenze locali, a volte in modo ironico o comunque leggero.

Insomma, Dalle caverne e dalle giungle dell’Indostan di Helena Petrovna Blavatsky è un meticcio che non saprei a chi consigliare: forse solamente a chi desidera dare uno sguardo all’India di fine 800, tra stile di vita e convinzioni religiose.

Per trattazioni più “esoteriche”, invece, meglio probabilmente uno dei due libri citati in apertura di articolo.
Nel caso, buona lettura.

Fosco Del Nero


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