Titolo: Cyrion (Cyrion).
Scrittore: Tanith Lee.
Genere: fantasy, avventura.
Editore: Fanucci.
Editore. Anno: 1982.
Voto: 7.5.
Dove lo trovi: qui.


Non c’è che dire: Cyrion di Tanith Lee è un libro davvero ben congeniato: c’è una cornice narrativa (simile al Decamerone, per intenderci), vi sono svariati racconti, vi è un romanzo breve finale (o racconto lungo, se preferite), e soprattutto vi è nel mezzo un personaggio interessante e delle vicende altrettanto interessanti.

Quanto al genere, sono costretto ad utilizzare l’aggettivo “interessante” una terza volta: tecnicamente il libro di Tanith Lee è heroic fantasy, dal momento che si muove tra cappa e spada, tra magia, guerra, demoni, etc, ma a guardarlo più da vicino pare oscillare tra l’avventura e il giallo.

In effetti, Cyrion più che un guerriero alla Conan il barbaro  pare un investigatore alla Sherlock Holmes.
Certo, un investigatore muscoloso e con una spada al fianco, ma pur sempre un investigatore, e dalla mente fina peraltro.

Aggiungo inoltre che è palese che a scrivere sia una donna, Tanith Lee per l’appunto, visto il garbo e il sottile umorismo delle sue pagine, davvero ben lontane da quelle di qualsivoglia altro heroic fantasy che abbia mai letto (e ne ho letti tanti).

Tra l’altro, il mio gradimento per Cyrion è andato nettamente oltre le mie aspettative, e questo sia perché in generale non amo molto i racconti, preferendo la forma narrativa più ampia ed estesa del romanzo (anche se paradossalmente la parte che mi ha convinto di più del libro è proprio quella frammentata dei racconti e degli interludi, mentre il romanzo breve finale mi è parso meno scorrevole della prima parte del libro), sia perché le mie de precedenti esperienze con Tanith Lee non erano state molto fortunate: Il signore delle illusioni mi era risultato proprio pesante, mentre La vampira di Marte non mi era dispiaciuto, pur non avendomi entusiasmato.

Viceversa, Cyrion mi è davvero piaciuto… e forse Tanith Lee è più adatta alle atmosfere fantasy e alla garbata ironia presente in questo romanzo, che non alle atmosfere più seriose e cupe, se non proprio drammatiche e orrorifiche, degli altri due libri letti: un po’ l’ironia, un po’ l’originale personaggio centrale, un po’ le atmosfere esotiche, lo rendono un buon testo.

A proposito delle atmosfere esotiche: impossibile non citare la mappa e i luoghi nei quali l'autrice ha ambientato il libro: la mappa si intuisce immediatamente essere una ridisegnatura del Mediterraneo orientale, con tanto di nomi simili: il Mediterranean Sea è diventato il Marrean Sea, Jesuzalem è diventato Heruzala, Alessandria d’Egitto Askandris, la strada per Bagdad è chiamata Bakrad Road… senza contare che c’è un fiume dove dovrebbe esserci il Nilo, un deserto dove dovrebbe esserci il deserto, che nel libro è citato un profeta di quelle parti, tale Hesuf (ovviamente Jesus).
E ovviamente gli ambienti descritti dalla scrittrice sanno molto di Vicino Oriente, tanto che l’ispirazione è ovvia e non nascosta.

In conclusione, Cyrion è un libro che vale la pena leggere, originale, gradevole e vivace, e Tanith Lee una scrittrice che sa il fatto suo.

Fosco Del Nero


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