Titolo: Messaggi per la mente (Humpty dumpty).
Scrittore: Damon Knight.
Argomenti: fantascienza, psicologico, drammatico.
Editore: Mondadori.
Anno: 1996.
Voto: 2.
Dove lo trovi: qui.


Arrivato alla fine di Messaggi per la mente di Damon Knight mi sono chiesto semplicemente come mai pubblicassero libri del genere.
D’accordo, il genere fantastico è diventato sempre più di moda negli ultimi anni, e la fantascienza nell’ultimo mezzo secolo ha occupato un posto d’onore all’interno del genere fantastico (scalzata solo negli ultimi anni dal fantasy), per cui, specialmente per gli editori e per le collane abituate a pubblicare tot libri in un anno e un libro ogni periodo di tempo, si prefigurava il problema di avere sempre qualcosa sottomano da pubblicare…

… ma un minimo di filtro va sempre messo.
E, anzi, va messo un filtro forte di qualità. Altrimenti io lettore da ora in avanti diffiderò di tutti i libri pubblicati in una certa collana.

Come farò da ora in avanti grazie a Messaggi per la mente, la cui qualità di fondo era resa meglio dal titolo originale inglese, Humpty dumpty, che già da solo segnalava il tono quasi farsesco dell’opera. 

Opera che la Mondadori presenta in modo accattivante, parlando di visione alterata e ampliata della realtà, di poteri esp, di invasione aliena, di complotti...
Mentre poi il romanzo si rivela un’accozzaglia grottesca e semiumoristica di eventi senza collegamento tra di loro, davvero senza capo né coda, che non hanno una conclusione neanche a fine testo… anche perché non avevano un senso nemmeno durante il testo, per cui era impossibile che vi fosse un finale.
E il punto non è la presenza di un elemento surreale, che anzi amo, ma proprio il fatto che nel libro non vi è la minima qualità: la trama non esiste, i personaggi sono appena delle macchiette, non vi è alcuna poesia o bellezza, e anzi il tutto è davvero gretto e pacchiano.

“Perché allora lo hai letto tutto, Fosco?”
Perché il libro non era molto lungo, 240 pagine di formato piccolo, e perché fino alla sua metà pensavo (speravo) si trattasse di una grossa introduzione, che poi avrebbe dipanato i suoi nodi, mentre solo nella parte conclusiva del romanzo mi sono accorto che non era così e che il senso del grottesco era letteralmente l’unica cosa presente nel romanzo… e a quel punto mancavano poche decine di pagine, per cui tanto valeva finire il libro e vedere se almeno nel finale c’era qualcosa di sensato.

Speranza vana, e Messaggi per la mente di Damon Knight si candida così come uno dei peggiori libri che abbia mai letto (e ne ho letto parecchie centinaia, forse arriviamo al migliaio), con buone possibilità di conquistare un posto sul podio.

Uomo avvisato…

Fosco Del Nero


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