Titolo: La guerra degli elfi (Faerie wars).
Scrittore: Herbie Brennan.
Argomenti: fantasy, commedia.
Editore: Mondadori.
Anno: 2003.
Voto: 6.
Dove lo trovi: qui.


Quest’oggi vediamo La guerra degli elfi, romanzo fantasy del 2003 scritto da Herbie Brennan e primo libro del ciclo che porta il suo stesso titolo, comprendente altri quattro libri: Il nuovo re, Il regno in pericolo, Il destino del regno, La figlia degli elfi.
Di questi leggerò di sicuro il secondo romanzo, giacché l’ho già comprato, mentre per i successivi non sono sicuro… e anzi per ora sono sul no.

Ma, prima di parlare de La guerra degli elfi, è doverosa una piccola premessa sullo scrittore, Herbie Brennan, il cui vero nome è James Herbert Brennan, che non sarà certo sconosciuto agli appassionati di librogame, dal momento che si tratta dell’autore di alcune serie storiche, a cominciare dalla divertentissima serie Alla corte di re Artù (ma anche delle serie Firewolf e di Horror classic).

Inoltre, dopo decenni di lontananza, l’avevo rincontrato di recente leggendo prima un manuale di magia per principianti… e poi un librogame umoristico connesso al suddetto manuale: rispettivamente Il manuale del giovane mago e Crea la tua avventura da giovane mago, e soprattutto in quest’ultimo il tocco di Brennan era palese.

Anche in questo stesso La guerra degli elfi si intravedono benissimo i rispettivi interessi dell’autore irlandese: il fantasy, l’umorismo, la magia, col tutto che si mescola in modo gradevole anche se a volte non ben amalgamato e non troppo convincente.

Ma andiamo alla trama del romanzo, il quale ha un incipit davvero insolito, nonché fuori luogo, per un libro fantasy: Henry Atherton è un ragazzino alle prese con un problema familiare, dato dal fatto che sua madre si è innamorata della segretaria di suo padre, tanto che i genitori ora stanno divorziando.
Per fortuna troverà distrazione in un’imprevista avventura, che lo catapulterà, per mezzo di un portale e della collaborazione dell’eccentrico signor Fogarty, nella dimensione parallela del regno della fate, di cui Pyrgus Malvae, suo nuovo amico, è principe ereditario, essendo il figlio primogenito del Monarca, ossia del signore degli Elfi della Luce, fazione contrapposta agli Elfi della Notte, che ovviamente sarebbero i cattivi di turno, tra cui spiccano i vari Rodilegno, Sulfureo, Bombix

I ragazzi, ossia Henry, Pyrgus, e la di lei sorella minore Aurora, si troveranno a dover sventare un piano diabolico (letteralmente, perché c’entrano anche dei demoni appositamente convocati) per rovesciare il governo del Monarca.

La guerra degli elfi è un fantasy anomalo, per diversi motivi, e fuoriesce nettamente dalla categoria del fantasy magico-fiabesco alla Tolkien, tanto nella trama quanto nel tono: oltre alla componente magica, infatti, vi è anche una forte componente tecnologica, data anche dalla commistione tra i due mondi, il mondo contemporaneo e quello fatato. Vi è inoltre una diffusa aria da commedia che spesso sfocia nell’umorismo, pur non arrivando al genere del fantasy satirico alla Terry Pratchett (Il mondo del disco) o di quello propriamente comico alla Dominic Barker (Blart).

L’autore inoltre non disdegna di inserire qui e lì alcuni riferimenti di tipo esoterico, che però paiono anch’essi fuori contesto, senza alcuna spiegazione o aggancio, tanto che spesso vengono messi in bocca al signor Fogarty, che ci è stato detto fin da subito essere un tipo strano ed eccentrico, se non fuori di testa… anche se poi alla fine proprio lui le azzecca tutte e non si sbaglia su niente… compresi gli alieni (già, Brennan trova anche il tempo e il modo di metterci pure gli alieni, o per essere più precisi i classici grigi).

Insomma, un bel calderone, alla cui confusione contribuisce anche la terminologia scelta per identificare le varie razze: gli umani dell’altro mondo, pur essendo completamente umani, si chiamano elfi se maschi e fate se femmine, imprecisione grossolana, che però potrebbe esser colpa della traduzione italiana e non dell’autore: lo stesso titolo del libro, in origine "Le guerre fatate", è stato liberamente tradotto in "La guerra degli elfi".

Nel complesso, La guerra degli elfi di Herbie Brennan è un fantasy sufficiente; non innovativo né clamoroso, e come detto un po’ confusionario, ma comunque discretamente piacevole.
Mi leggerò il suo primo seguito, ma poi è probabile che riveda Brennan sui librigame piuttosto che su altri romanzi.

Fosco Del Nero


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