Titolo: Le nebbie di Avalon (The mists of Avalon).
Autore: Marion Zimmer Bradley.
Argomenti: fantasy.
Editore: Longanesi - Superpocket.
Anno: 1982.
Voto: 8.
Dove lo trovi: qui.


Non sono mai stato un appassionato di mitologia celtica, né ho mai subito il fascino delle storie di Re Artù, della tavola rotonda, della ricerca del Sacro Graal, etc.
Di conseguenza, non mi sono nemmeno mai letto romanzi ambientati in questo mondo.

Almeno fino ad ora, giacché mi sono letto Le nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley, libro che avevo comprato circa diciotto anni fa, e che mi sono deciso a leggere solo ora per via dei pareri largamente positivi, sia sul testo in sé, sia su Marion Zimmer Bradley, autrice che non avevo mai letto, pur essendo ormai un classico del settore fantasy-fantastico.

Le nebbie di Avalon è ovviamente ambientato in Gran Bretagna, grossomodo nel 500 dopo Cristo, in un periodo di conflitto tra la vecchia religione druidica e l’avanzante religione cristiana.

Da un lato abbiamo dunque le sacerdotesse di Avalon, e dall’altro i preti cristiani, con lo scontro che peraltro sa molto di scontro tra energia femminile ed energia maschile, e che si dipana tra i numerosi personaggi della storia: Viviana, Igraine, Morgana, Taliesin-Merlino, Morgause, Artù, Ginevra, Lancillotto, Mordred, e tutta la compagnia di re Artù, nemici, amici e vie di mezzo.

Il secondo motivo per cui non avevo trovato l’occasione di leggerlo in diciotto anni, oltre alla mia scarsa propensione per le storie di Artù e dintorni, è che il libro è lungo 740 pagine circa… un mattone praticamente.

Ma, a lettura completata, devo dire che gli elogi all’opera di Marion Zimmer Bradley erano del tutto motivati: Le nebbie di Avalon è un capolavoro da molti punti di vista.
L’ambientazione è credibile, tanto che sembra di trovarsi lì, in quei tempi e in quei luoghi, i personaggi sono ben caratterizzati, per quanto a volte le loro scelte non convincano appieno il lettore, vi sono sia azione sia riflessione, e il romanzo è scritto davvero bene.

Non mancano inoltre, sparsi qui e lì, degli insegnamenti importanti, messi direttamente nero su bianco in singole frasi, nonché degli insegnamenti indiretti, riguardo a comportamenti e situazioni, ciò che rende Le nebbie di Avalon, oltre che un bel romanzo, anche un testo fortemente educativo, nonché ispirante, soprattutto per via della visione della vita dei druidi e delle sacerdotesse di Avalon… anche se pure in quel caso c’è il rischio di perdere la propria strada. 

Per il resto, che dire? Ho amato Morgana, come altri protagonisti della storia, e ho appurato che miti e leggende su Artù e dintorni non hanno troppi punti fermi, tanto che, per quella poca esperienza che ho del ramo, le divergenze di trama e personaggi sono enormi.
Per esempio, nella serie tv Merlino Morgana è davvero perfida, mentre qui è il protagonista centrale, nonché il personaggio forse più positivo tra tutti.
Immagino dunque che non vi sia una storia “ufficiale”, ma tante versioni. 

Comunque, sta di fatto che Le nebbie di Avalon è bellissimo, tanto che avevo già deciso di leggermi il successivo romanzo del Ciclo di Avalon, Le querce di Albion (che pure avevo acquistato al tempo)… salvo poi scoprire che in realtà Le nebbie di Avalon, se pure è stato scritto per primo, in realtà cronologicamente nel ciclo è l’ultimo, per cui andrebbe letto per ultimo.
In questo senso, non sarebbe stata una brutta idea farlo sapere al lettore prima!

In conclusione, Marion Zimmer Bradley promossa a pieni voti, e anzi pienissimi.

Fosco Del Nero


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