Titolo: Gli indagatori dell'incubo.
Scrittori: Robert Ervin Howard, Howard Phillips Lovecraft, Seabury Quinn, Manly Wade Wellman, William Hope Hodgson.
Genere: horror.
Editore: Newton Compton.
Anno: 1993.
Voto: 7.5.
Dove lo trovi: qui.


Piccola antologia facente parte della collana100 pagine, 1000 lire” che si rivolge a tutti coloro che intendono avvicinarsi a un certo tipo di narrativa.

Come si evince dal titolo, a farla da padrone è la narrativa dell’orrore, non l’orrore “adolescenziale” bensì quello con la “O” maiuscola.
Vengono proposti al lettore cinque storie che portano le firme di altrettanti maestri del genere.

L’elaborato più inquietante esce dalla penna di H.P. Lovecraft con il suo L’innominabile (The unnamable, 1925), storia capace di evocare immagini che paiono coinvolgere direttamente il demonio.
Due amici, infatti, parlano davanti a una casa su cui grava una strana leggenda che vorrebbe la presenza di una creatura antropomorfa con corna e zampe zoccolate.
Scesa la notte, i due uomini toccano con mano l’incubo che lascerà impressi sui loro corpi una firma indelebile.

Interessanti, sotto il profilo esoterico, sono anche L’anello di William H. Hodgson (The gateway of the monster, 1911) e La palude di Robert E. Howard (Skulls in the stars, 1929).
Nel primo racconto un indagatore dell’occulto disinfesta una casa stregata, trovando la porta che permette ai demoni di penetrare nell’abitazione. Si tratta di un anello pentagonale, appartenente a una famiglia nobile, custodito tra le assi dei pavimenti. L’oggetto è stata maledetto…

Nell’opera di Howard, invece, ci imbattiamo nello spettro di un uomo che si aggira nella brughiera in cui è stato assassinato per uccidere chiunque vi si addentri.
Un forestiero placa la rabbia dell’anima dannata, scoprendo il mistero della sua morte e facendo arrestare l’assassino.

Di spessore anche Il rondache di Leonardo di Manly W. Wellman (The Leonardo rondache, 1938) che ci propone una storia abbastanza originale, anch’essa a sfondo esoterico.
Un collezionista di opere d’arte acquista un misterioso rondache firmato da Leonardo da Vinci. L’opera è costituita dalla raffigurazione di un mostro alato con zampe di ragno e corpo di lucertola e una spirale tripla riportante i nomi di demoni.
L’uomo legge in senso antiorario l’elenco, evocando la creatura mostruosa raffigurata…

Completa l’antologia l’elaborato, forse, più famoso del lotto, vale a dire Le mummie di Seabury Quinn (The house of unholy magic, 1933).
In esso un ex colonnello, appassionato di occultismo, rianima i corpi di tre mummie egizie con la convinzione che in una di esse fosse stata imprigionata l’anima di sua figlia, ormai defunta.
Una volta riportate in vita, le creature assalgono i cittadini del posto, per nutrirsi di sangue…

In definitiva siamo alle prese con cinque storie che strizzano l’occhiolino a quell’ "orrore magico” che solo i riferimenti all’esoterismo e all’adozione di un certo stile narrativo riescono a plasmare.
Tutti i racconti possono essere trovati raccolti in antologie a più ampio raggio, pertanto il libro può ritenersi consigliabile a tutti coloro che vogliono avvicinarsi a questo tipo di narrativa.

Matteo Mancini


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