Titolo: La leggenda di Redenta Tiria.
Scrittore: Salvatore Niffoi.
Genere: fiabesco, commedia, satira, fantastico.
Editore: Adeplhi.
Anno: 2005.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.


Era da tempo che volevo leggere La leggenda di Redenta Tiria, romanzo che ha reso famoso Salvatore Niffoi, scrittore sardo che ha pubblicato prima per il Maestrale e poi per Adelphi.

Del libro sapevo solo che il genere era vagamente fantastico, seppur di un fantastico applicato al tessuto culturale della Sardegna dell’interno.

In effetti, in La leggenda di Redenta Tiria vi è qualche contenuto immaginifico (la voce che invita gli abitanti di Abacrasta al suicidio, nonché la stessa Redenta Tiria che poi interviene proprio per evitare tali suicidi), per quanto il genere letterario non sia tanto il fantastico fiabesco che mi attendevo, ma piuttosto una sorta di satira sociale sui costumi dell’entroterra sardo.

Occorre dire comunque che non si tratta di un romanzo, ma di una serie di aneddoti-racconti, accomunati solo dal fatto di essere ambientati negli stessi luoghi (i paesi di Abacrasta, Noroddile, Gospotolò, etc).

Luoghi che sarebbero la Barbagia sarda, anche se i nomi di paesi e persone sono non sardi, ma solo “di stile” sardo.

Lo stesso linguaggio narrativo è meticcio, con un italiano che lascia spesso spazio a parole e modi di dire isolani.

Quanto ai racconti, sono spesso gustosi e saporiti, misto tra commedia, drammatico, comico e satirico.

Ciò che più colpisce, alla fine della fiera, è proprio il senso del satirico-ironico di Niffoi, che descrive con disinvoltura e leggerezza abitudini, usanze e comportamenti barbaricini, adornando le sue novelle di quel vago elemento fantastico di cui si è accennato in apertura.

Insomma, La leggenda di Redenta Tiria di Salvatore Niffoi è una lettura curiosa e divertente (a sprazzi irresistibile).

Fosco Del Nero



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