Titolo: Il Maestro e Margherita (Мастер и Маргарита).
Scrittore: Michail Afanas'evic Bulgakov.
Genere: fantastico, surreale, grottesco.
Editore: Garzanti.
Anno: 1939.
Voto: 8.5.
Dove lo trovi: qui.


La recensione di oggi è dedicata a un libro d’eccezione, sia per la sua importanza storica, sia per il suo valore intrinseco, sia per la caratura particolare del suo autore: Il Maestro e Margherita, romanzo scritto da Michail Bulgakov negli ultimi anni della sua vita (ossia negli anni ''30).

Preciso da subito che non avevo mai letto nulla dello scrittore sovietico (ucraino, per la precisione, essendo nato a Kiev) pur avendo da anni in casa un suo libro, e precisamente Le uova fatali, che sapevo essere una sorta di romanzo breve di fantascienza per l’appunto di uno scrittore sovietico…

Me lo leggerò senz’altro, visto che Il Maestro e Margherita mi è piaciuto parecchio.
D’altronde, trattasi del riconosciuto capolavoro di Bulgakov, scrittore assai osteggiato in vita dall’apparato politico sovietico per via del suo rifiuto di sottomettersi all’ideologia dominante e che peraltro non ha potuto assistere al successo dei suoi scritti, avvenuto postumo soprattutto grazie allo stesso Il Maestro e Margherita, pubblicato una ventina di anni dopo la morte del suo autore e assurto in breve tempo al rango di capolavoro della narrativa mondiale.

Con merito, devo dire, per diversi motivi.
Intanto, e questo non ce lo si aspetterebbe da uno romanzo sovietico del 1940 (almeno, io non me lo sarei aspettato), è pervaso di un umorismo favoloso, oscillante tra senso del grottesco e satira sociale; fin dalle sue primissime battute, difatti, Il Maestro e Margherita si presenta vivace e rutilante, raggiungendo il suo apice di effervescenza nella sua parte mediana, con uno spettacolo che il lettore non dimenticherà facilmente.

Accanto alla narrazione ambientata nella Mosca di quegli anni procede parallela quella di un’altra storia, e di una storia non da poco: il dialogo tra Ponzio Pilato e Gesù e gli eventi immediatamente successivi.
In tale frangente, il tono del racconto è assolutamente serio, e persino greve.

I due filoni, peraltro, si intersecano in diversi modi: intanto, uno dei protagonisti del filone russo (definiamolo così) è nientemeno che Satana (per quanto chiamato in modo differente, ossia Woland, che poi è uno dei nomi germanici del diavolo)!
Inoltre, uno degli altri è uno scrittore, il Maestro di cui al titolo, che per l’appunto ha scritto un libro su Ponzio Pilato, libro che peraltro l’establishment letterario non ha voluto pubblicare, tanto da rendere lo scrittore pazzo e farlo finire in manicomio…

… laddove egli incontrerà diverse persone che a sua volta il Satana-Woland ha fatto impazzire.

Se i filoni narrativi sono essenzialmente questi due, gli spunti del testo sono molteplici: la critica alla società sovietica del periodo, e segnatamente all’apparato politico che tenta di inibire la libertà di parola e di creatività, la critica alla storia umana latu sensu, con tanto di interpretazione su quella che probabilmente è la massima disputa concettuale-morale di tutti i tempi (ossia i fatti del Golgota e l'esistenza stessa di Gesù), nonché gli spunti autobiografici, con lo stesso Bulgakov rintracciabile nel Maestro, e sua moglie in Margherita.

Un grande romanzo, attuale nei temi e sorprendentemente anche nel linguaggio (probabilmente anche grazie a una traduzione ben curata), leggibile a più livelli, come tutti i grandi romanzi.
E, soprattutto, un testo vivace, intelligente e divertente… il cui unico aspetto ostico è probabilmente la difficoltà per il lettore occidentale di memorizzare tutti i nomi russi.

Parva res, in fin dei conti, e certamente Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov merita la lettura.
Così come merita, detto en passant, l'omonima serie tv russa.

Fosco Del Nero


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