Titolo: Taran di Prydain (Taran wanderer, The high king).
Scrittore: Lloyd Alexander.
Genere: fantasy, avventura.
Editore: Editrice Nord.
Anno: 1968.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.


Il romanzo che recensisco oggi è un mio vecchio acquisto, e segnatamente un acquisto del periodo in cui compravo libri un po’ a casaccio… bastava che fossero di genere fantastico (ok, non il modo migliore di comprare libri).

Il presente, in particolare, è un libro fantasy, e, anzi, è un volume costituito da due testi, Taran il girovago e Il sommo re, riuniti come detto in un unico volume, chiamato Taran di Prydain.

I due libri a loro volta fanno parte di un ciclo fantasy composto di cinque romanzi, di cui i presenti costituiscono il quarto e il quinto.
I primi tre, per completezza di informazione, sono stati riuniti in un volume chiamato La saga di Prydain.

Come detto, anni fa compravo i libri un po’ a casaccio, visto che partivo dai quarti delle serie, e non dai primi…

Ad ogni modo, cominciamo dall’autore, Lloyd Alexander, nato nel 1924 e scomparso di recente, autore di numerosi romanzi fantastici, soprattutto fantasy cosiddetto “per ragazzi”.
Laddove anche un romanzo come Lo hobbit è usualmente identificato come letteratura per ragazzi...

Taran, il protagonista di questa serie letteraria, è un eroe-non eroe, visto che è un custode di maiali, inaspettatamente coinvolto in una grande avventura insieme a vari altri personaggi: la principessa Eilonwy, il bardo Fflewddur Fflam, la strana creatura Gurgi, il nano Doli.

Una compagnia ben eterogenea, in piena tradizione fantasy-avventuroso (in tal senso Tolkien ha veramente fatto storia, imitato da un numero infinito di autori, con somiglianze spesso evidenti, come nel caso de La spada di Shannara di Terry Brooks), attesa da numerosi eventi e prove, anche questo secondo copione.

Ad ogni modo, se il quadro non è particolarmente originale, occorre riconoscere che la cornice è veramente ben fatta, visto che il tono fiabesco e le dis-avventure a lieto fine di Taran e compagni risultano senza dubbio piacevoli.
Anche se, alla fine della fiera, all’opera manca quello spessore che la rende capolavoro.

Lloyd Alexander si dimostra comunque un buon autore di fantasy, che dunque mi sento di consigliare sia agli appassionati del genere sia a chi vuole accostarsi ad esso in modo soft (un modo “hard” invece sarebbero i romanzi di Martin, si vedano ad esempio le celebri Cronache del ghiaccio e del fuoco).

Fosco Del Nero


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