Titolo: Racconti dell’incubo.
Scrittore: Edgar Allan Poe.
Genere: grottesco, horror, fantastico.
Editore: Rizzoli.
Anno: vari.
Voto: 7.5.
Dove lo trovi: qui.


Oggi recensisco un libro di uno dei miei scrittori preferiti da sempre, uno di quelli che, anche se non frequento spesso (sia perché c’è così tanto di bello da leggere sia perché mi sono un po’ allontanato dall'horror), mi rimane comunque nel cuore: parlo di Edgar Allan Poe, indimenticato maestro del genere grottesco-fantastico-orrorifico.

Stiamo tornando dunque parecchio indietro nel tempo, visto che lo scrittore americano è nato nel 1809 e morto nel 1849 (dando così corpo al luogo comune per cui sene vanno presto sempre i migliori… e a tal riguardo cito anche H.P. Lovecraft e R.E. Howard).

Il testo in questione è la raccolta Racconti dell’incubo, che contiene ben 17 racconti dello scrittore di Boston.

Tra questi, alcuni tra i suoi più famosi e celebri: La cassa oblunga, Il ritratto ovale, Metzengerstein, Re Peste, L’uomo della folla, Racconto delle Ragged Mountains, William Wilson, La sfinge, Perdita di fiato.

Il filo conduttore, anche se sarebbe persino ozioso riferirlo, è quel senso del grottesco, del folle, del terrorifico e dell’ansiogeno che caratterizza i racconti di Poe.

Poe, ricordiamolo, sosteneva la superiorità del genere narrativo breve, l’unico per il quale il lettore poteva mantenere la sospensione volontaria dell’incredulità per tutta la sua durata, cosa ovviamente non possibile con i romanzi (a meno di non leggersi, ovviamente, quattrocento pagine senza interruzioni).
Ecco perché nella ricca produzione di Poe (racconti, poesie, saggi di critica, etc) figura un solo romanzo, ossia Le avventure di Arthur Gordon Pym.

Da sottolineare alcuni altri fattori.
Da un lato la grande ricerca stilistica (fatto per cui Edgar Allan Poe ha in un certo modo anticipato i vezzi letterari ma anche culturali del decadentismo europeo, non a caso ripreso da autori quali Baudelaire); dall’altro i numerosi significati allegorici, di cui sono cosparsi i vari racconti.

In effetti, leggere Poe non significa solo leggere un racconto, ma finanche partecipare a una visione… che spesso è una visione di incubo, o comunque di angoscia, raramente affrontata direttamente, ma aggirata, avvicinata e annusata.

Inquietudine, dunque, ma anche ambientazioni affascinanti e pregnanti, col risultato finale che è quello di uno scrittore la cui abilità di evocare lo strano e il grottesco è rimasta forse ineguagliata in tutta la storia delle letteratura.

Ovviamente, consigliato (anche se, per mio gusto personale, molti dei suoi gioielli non sono presenti in questa antologia; cito, en passant, Il barilozzo di Amontillado, Il gatto nero, Il pozzo e il pendolo, Hop frog, La maschera della morte rossa, etc).

Fosco Del Nero


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