Titolo: Il ciclo di Conan - Tomo 2.
Scrittore: Robert Ervin Howard.
Genere: fantasy, sword and sorcery, heroic fantasy.
Editore: Newton Compton.
Anno: 1930 circa.
Voto: 8.5.
Dove lo trovi: qui.


Di recente ho presentato il primo tomo della raccolta dei racconti e romanzi brevi del ciclo di Conan il cimmero (meglio conosciuto come Conan il barbaro) di Robert Ervin Howard, e con l'articolo di oggi completo l’opera con il secondo tomo.

Peraltro, tutta l’opera di R.E. Howard è stata pubblicata dalla Newton Compton in un cofanetto comprendente cinque libri, i primi due dedicati per l’appunto al ciclo di Conan e gli altri tre ai cicli di Kull di Valusia, di Solomon Kane, di Celta, di Faccia di Teschio, di James Allison, di Kirby Buckner, di Almuric, nonché altre cose secondarie.

Questo secondo volume della serie, nei suoi testi conclusivi, tende più ai racconti lunghi, quasi romanzi a dire il vero, e meno ai racconti brevi.
Difatti, le opere presenti sono solo sette, tra cui alcuni romanzi brevi celebri, come o Chiodi rossi e L’ora del Dragone, che poi chiude tutta la serie di Conan.

Se vi leggete la recensione del primo volume, potete facilmente notare il mio apprezzamento per Howard, scrittore sfortunatamente scomparso molto presto, e che comunque in pochi anni di produzione è stato capace di consegnare alla storia della letteratura uno dei cicli più importanti di tutti i tempi: quello di Conan il cimmero, per l’appunto, il più famoso ciclo della sword and sorcery, particolare sottocategoria del fantasy.

Le avventure del barbaro dagli occhi azzurri coinvolgono il lettore in ogni momento, tanto quando Conan è un ladro, così come quando è un pirata o un re, tanto da avere ormai guadagnato una valenza mitica, peraltro meritata.

Ricordiamo peraltro che, se il settore della letteratura fantasy, e conseguentemente della narrativa fantastica in generale e successivamente del cinema fantastico, è decollato nelle ultime decadi, si deve soprattutto a due autori: Tolkien da un lato e Howard dall’altro.

Lettura imperdibile per gli appassionati di fantasy e affini, e che andrebbe effettuata anche dagli altri.

Fosco Del Nero


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Titolo: Balthis l’avventuriera.
Scrittore: Gianluigi Zuddas.
Genere: fantasy, fantastico.
Editore: Editrice Nord.
Anno: 1983.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.


Il libro di oggi è un’eccezione, posto che recensire un libro fantasy di un autore italiano è certamente un evento raro.

Su Libri e Romanzi, difatti, finora è capitato solamente con Licia Troisi (Nihal della terra del vento), Cecilia Randall (Hyperversum), Valerio Evangelisti (Nicolas Eymerich inquisitore), Antonia Romagnoli (Il segreto dell’alchimista), oltre che con Stefano Benni (Elianto, Terra!, La compagnia dei celestini) e Salvatore Niffoi (La leggenda di Redenta Tiria), comunque più autori satirico-surreale il primo e fiabesco-tradizionale il secondo che non scrittori di fantasy pura (anzi, a dire il vero anche Hyperversum e Nicolas Eymerich inquisitore hanno una basa più da fantascienza, anche se poi l'ambientazione sa di fantasy).

Ad ogni modo, il romanzo annunciato è Balthis l’avventuriera, pubblicato da Gianluigi Zuddas nel 1983.
Zuddas è autore poco noto e prolifico anche per il semplice fatto che si è dedicato più alla traduzione, sempre in ambito letteratura fantastica, che non alla scrittura.

Ad ogni modo, andiamo a vedere se questo romanzo fantasy merita di essere letto…

Cominciamo dalla trama in sintesi: è passato molto tempo ormai da quando un violento attacco alieno ha quasi cancellato la razza umana e, in una Terra ormai ridivenuta barbara e incivile, si muova la piccola Balthis, ragazzina che vive di espedienti tra potentati locali e pericoli mortali.

Le avventure della piccola Balthis sono a dirla tutta molto ben narrate e piacevoli nel loro incedere. Tutto il romanzo è pervaso da una gradevole aurea di ironia e vivacità che, unità alle vicende, altrettanti vivaci e coinvolgenti, contribuisce a rendere il romanzo di Zuddas uno scritto veramente interessante…

… tanto da chiedersi se quella di Zuddas di dedicarsi più alle traduzioni che non alla scrittura (ha scritto solo otto romanzi più racconti e collaborazioni varie) sia stata la scelta giusta.

Ma non poniamoci tali dubbi: Balthis l’avventuriera di Gianluigi Zuddas è un libro che merita di essere letto, specialmente dagli appassionati di fantasy; un fantasy certamente più leggero e ironico che non epico o sanguigno (per intenderci, siamo molto lontani da E.R. Eddison o da R.E. Howard).

Fosco Del Nero


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Titolo: L’occhio nella piramide (The eye in the pyramid).
Scrittore: Robert Shea, Robert Anton Wilson.
Genere: fantastico, cospirazionismo, avventura.
Editore: Shake Edizioni Underground.
Anno: 1975.
Voto: 5.5.
Dove lo trovi: qui.


“Gli autori sono completamente incompetenti… non hanno nessuna idea di stile o scrittura. Comincia come un giallo, poi passa alla fantascienza, poi parte con il soprannaturale ed è pieno delle più dettagliate informazioni su dozzine di argomenti terribilmente noiosi.
E la sequenza temporale è completamente sfasata, in un’imitazione molto pretenziosa di Faulkner e Joyce.
Peggio ancora, ha delle scene di sesso volgari, sicuramente buttate dentro solo per vendere, e gli autori, dei quali non ho mai sentito parlare, hanno il supremo cattivo gusto di inserire delle figure politiche vere in questa purea e fingono di scoprire una vera cospirazione.”

Questa potrebbe benissimo essere la recensione del libro di oggi, ossia L’occhio nella piramide, scritto a quattro mani da Robert Anton Wilson e Robert Shea e facente parte della cosiddetta trilogia de Gli Illuminati... se non fosse per un piccolo dettaglio: si tratta di uno stralcio del suddetto libro, immagino volutamente inserito ipotizzando in modo ironico un’eventuale recensione negativa.

Ebbene, devo dire che gli autori non ci sono andati molto lontani, visto che, in effetti:
- la struttura del libro non è molto efficace e coinvolge poco il suo lettore,
- il numero di informazioni e nomi citati è eccessivo per un testo che non è un saggio di divulgazione ma un romanzo,
- la sequenza temporale poco aiuta il lettore a raccapezzarsi nel tutto, che già è complesso e contorto per conto suo (tra nomi, eventi e linee temporali ci si perde spesso),
- potrebbe ipotizzarsi ciò per le numerose scene di sesso incluse.

Va tuttavia detta un’altra cosa: se è vero che L’occhio nella piramide è un romanzo, è pur vero che uno dei suoi motivi di base è la descrizione di una cospirazione mondiale che molti ritengono vera, ossia quella di Illuminati, Nuovo Ordine Mondiale, etc.

In tal senso, il libro fa i nomi, e li fa tutti, da Washington a Hitler, da Bierce a Lovecraft, da Kennedy a Roosevelt, da De Molay a Weishaupt, da Marx ai Rothschild, da Carlo Magno a Crowley, passando per i vari Osiride, Quetzalcoatl, etc.

Ad ogni modo, lasciando perdere le cospirazioni mondiali e rimanendo sul mero libro, abbiamo una storia vivace ma non particolarmente incisiva o divertente, e peraltro, come detto, a tratti difficile da seguire per via del bailamme di nomi, eventi, luoghi, allucinazioni, ipotesi e controipotesi.

Insomma, il romanzo di Robert Anton Wilson e Robert Shea non è proprio pessimo, ma magari è il caso di leggerlo solo se siete appassionati dell’argomento o, al contrario, ignorando l'enorme mole di riferimenti e concentrandovi solo sull'aspetto da avventura.
Anche se, a onor del vero, L'occhio nella piramide gode di ottima fama, e anzi ha vinto anche dei premi... insomma, vedete voi se vi ispira.

Fosco Del Nero


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