Titolo: Alvin l’apprendista (Prentice Alvin).
Scrittore: Orson Scott Card.
Genere: fantastico, fantasy, ucronia.
Editore: Tea.
Anno: 1989.
Voto: 7.5.
Dove lo trovi: qui.


Non c’è niente da fare: Orson Scott Card in qualche modo riesce a sorprendermi sempre.
O con una trama originalissima, o con dei personaggi incredibilmente ben caratterizzati, o con un’introspezione socio-psicologica notevole.

In questo caso con l’ennesimo cambio di ambientazione e di personaggi principali, e questo a dispetto di quanto “seminato” nei primi due libri del ciclo di Alvin il Costruttore.
Sto parlando nello specifico di Alvin l’apprendista, terzo libro della saga dopo Il settimo figlio e Il profeta dalla pelle rossa.

Una costante di Orson Scott Card, per chi non lo sapesse, è quella di adottare orizzonti temporali abbastanza ampi, facendo balzi di anni (nel caso di questi romanzi), di decenni (è il caso per esempio della Saga di James Worthing) o di secoli (è il caso del Ciclo di Ender Wiggins).

Questo, se conferisce alle sue saghe un respiro piuttosto ampio, d’altro canto è un peccato nel momento in cui ci si appassiona a certi personaggi e a una certa ambientazione, che viene così a mancare nel volume successivo… o addirittura nel corso dello stesso!

Se avevamo lasciato Alvin Miller, settimo figlio di un settimo figlio e quindi dotato come da tradizione di poteri straordinari, alle prese con gli scontri tra uomo bianco e uomo rosso in un’America del Nord avente avuto un’evoluzione storica diversa da quella che conosciamo (niente Stati Uniti se non per una piccola confederazione, Gran Bretagna ancora in gioco, francesi a reclamare la loro parte, nativi americani non sottomessi, etc), ora lo ritroviamo più grande, adolescente, alle prese con problemi più locali: il suo apprendistato come fabbro presso Makepeace, la sempre maggior esperienza dei suoi poteri, le lezioni con la maestra Larner… che peraltro si rivelerà essere una vecchia conoscenza.

Dunque, in questo terzo libro Alvin torna ad essere il personaggio centrale, mentre nel precedente aveva un po’ perso tale esclusiva, col romanzo che aveva perso al suo sapore di romanzo di formazione (come il primo o questo stesso terzo).

Cambiano però i protagonisti secondari, che poi tanto secondari non sono, visto che O. S. Card ha una grande capacità nel dar loro vita e spessore, tanto da farci vivere la loro psicologia in modo schietto e credibile, fatto tra l’altro piuttosto imbarazzante per alcuni di essi, dal momento che corre inevitabile il pensiero che si tratti di modi di pensare al tempo assai diffusi, e presenti persino oggi (schiavismo, sessismo, violenza, etc).

Ad ogni modo, le vicende del libro si mantengono vivaci e interessanti in tutte le loro 450 pagine, fatto comunque non sorprendente per chi già conosce lo scrittore in questione.
Anzi, a dirla tutta ho preferito Alvin l’apprendista al precedente Il profeta dalla pelle rossa, probabilmente il libro meno riuscito dei tre.

Da precisare, infine, che il Ciclo di Alvin il Costruttore non finisce con questo libro, ma prosegue… sfortunatamente non in italiano, visto che ancora i seguiti non sono stati tradotti.
Aspettiamo fiduciosi.

Fosco Del Nero


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