Titolo: Le ultime lettere di Jacopo Ortis.
Scrittore: Ugo Foscolo.
Genere: preromanticismo, romanzo epistolare, sentimentale, drammatico.
Editore: Mondadori.
Anno: 1802.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.


Chi legge con qualche regolarità Libri e Romanzi sa bene che sul sito passa letteralmente di tutto: se è vero che ho una certa predisposizione per la narrativa fantastica e per le commedie, è pur vero che ogni tanto capitano anche romanzi horror, libri di psicologia, classici, testi di saggistica di vario tipo e così via.

Quest’oggi per l’appunto siamo nel settore “classici”, con uno dei romanzi italiani più noti in assoluto: Le ultime lettere di Jacopo Ortis, scritto da Ugo Foscolo nell’ormai lontanissimo 1802 (ma la datazione precisa è incerta per via di diverse modifiche).

Per chi non se lo ricordasse, Le ultime lettere di Jacopo Ortis sono un romanzo epistolare, che difatti ha reso celebre codesta forma narrativa (il cui più noto esponente, per quanto i riguarda, è Dracula di Bram Stoker…), in cui il protagonista, per l’appunto Jacopo Ortis, racconta all’amico Lorenzo Aldegani le sue vicende.

Ecco in sintesi la trama di questo classico della letteratura italiana, considerato un precursore dell’imminente romanticismo: Jacopo è un giovane studente universitario veneto di buona cultura e di grande impegno politico il quale, a seguito di vicissitudini personali, si ritira in isolamento sui Colli Euganei.
Ogni tanto egli si intrattiene con gente del posto: il sacerdote, il medico, etc… fin quando conosce la famiglia di Teresa, giovane ragazza di cui si innamora.

Il problema è che Teresa sfortunatamente è già fidanzata, promessa sposa di Odoardo, che non ama ma al quale è stata promessa in sposa per ragioni economiche dal padre, fatto che tra l’altro ha generato la separazione tra questi e la moglie.

L’amore tra Jacopo e Teresa, che pure pare esservi, è dunque assai difficile, tanto che il giovane…

Le ultime lettere di Jacopo Ortis si divide tra passione politica e amor cortese, col giovane Jacopo sofferente su entrambi i fronti.
In effetti, questa di Ugo Foscolo, non è certo una lettura allegra e ispirante.

L’abilità dello scrittore di Zante va comunque ricercata nella sinergia tra scritto epistolare, impegno patriottico, coinvolgimento emotivo e ricerca stilistica, perfettamente riuscita.

La mia valutazione va riferita, lo sottolineo spesso, non tanto al valore assoluto dell’opera (in questo caso dovremmo attribuire voti altissimi ai classici a prescindere da gusti personali), quanto al mio gradimento nella lettura.
In tal senso, anzi, dubito che rileggerò ancora questo libro di Foscolo, da momento che preferisco dedicarmi a letture più positive e piacevoli.
Chi non lo avesse mai letto, tuttavia, potrebbe farci un pensierino…

Fosco Del Nero


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