Titolo: Il profeta dalla pelle rossa (Red prophet).
Scrittore: Orson Scott Card.
Genere: fantastico, fantasy, ucronia.
Editore: Tea.
Anno: 1988.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.


Dopo aver letto Il settimo figlio, romanzo con cui Orson Scott Card ha iniziato il ciclo di Alvin il Costruttore (o Alvin l'Apprendista) per me era inevitabile leggere il secondo libro, ossia Il profeta dalla pelle rossa.

Chi segue Libri e Romanzi da tempo sa quanto io apprezzi i romanzi di Orson Scott Card, uno scrittore a dir poco fantastico, capace di spunti in differenti generi letterari (fantasy, fantascienza, horror, storia alternativa… ma tutti con un forte tessuto psicologico e sociologico), capace di trame innovative e coinvolgenti, capace di tratteggiare personaggi memorabili (come Ender Wiggin, come Jason Worthing, o come lo stesso Alvin Maker, protagonista di questa saga).
Non a caso, Orson Scott Card ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti.
Ma andiamo a vedere più da vicino Il profeta dalla pelle rossa.

Come scritto nella recensione de Il settimo figlio, la saga è ambientata nell’America del Nord di circa due secoli e mezzo fa… tuttavia secondo uno sviluppo alternativo della storia: gli Stati Uniti non si sono formati, l’Inghilterra mantiene ancora una certa influenza su parte dei territori americani, Washington è stato giustiziato per alto tradimento, Napoleone inviato sul posto dai francesi per sconfiggere gli americani, i nativi ancora liberi e forti.

In questa storia, inoltre, trovano ampio spazio la magia e la natura, in un connubio piuttosto affascinante, connubio che porta il lettore a simpatizzare decisamente per i rossi, contrapposti ai bianchi, o perlomeno a quelli più bellicosi e violenti.

Non a caso sono protagonisti principali della storia anche i pellerossa Ta-Kumsaw, un leader-guerriero, e Lolla-Wossiky (chiamato anche Tenska-Tawa), un leader-profeta.

Rispetto al primo libro della serie, cambiano ambientazione e dinamismo, visto che Il settimo figlio si presentava più come un romanzo di crescita e di scoperta, mentre Il profeta dalla pelle rossa ne rappresenta l’evoluzione in termini di azione e di contrapposizione (bianchi-rossi, pacifisti-guerrafondai, americani-francesi, etc).

Personalmente, anche per un mio debole per i primi episodi (ora mi vengono in mente lo stesso Ender, ma anche Harry Potter), ho preferito il primo libro, più calato in un solo luogo e più intimistico, ma magari è questioni di gusti, rimanendo fermo il fatto che Orson Scott Card è uno che sa il fatto suo scrivendo, e tra l’altro è anche autore di un celebre manuale di scrittura creativa.

In definitiva, e senza tirarla troppo per le lunghe, chi ha amato O. S. Card in qualunque altro dei suoi libri, troverà materiale all’altezza anche in questa saga di Alvin il Costruttore… anche se devo ammettere che Il gioco di Ender è su un altro pianeta (ma lo è rispetto a praticamente qualsiasi altro romanzo).
Buona lettura.

Fosco Del Nero


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