Titolo: Sabba spaziale (The suiciders).
Scrittore: J.T. McIntosh.
Genere: fantascienza.
Editore: Mondadori.
Anno: 1973.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.


Come riferito nella recensione di Sogno dentro sogno, di recente ho acquistato un lotto di sei vecchi romanzi Urania, laddove, per i pochi che non lo sapessero, Urania è la storica e ormai vetusta collana di romanzi di fantascienza della Mondadori.

Il nome che mi ha fatto propendere maggiormente all’acquisto è stato certamente quello di J. T. McIntosh, scrittore poco noto (anche per il suo vezzo di utilizzare altri nomi, come ad esempi James McGregor) ma per cui, personalmente, ho una sorta di semivenerazione da quando ho letto lo spettacolare Le mille e una morte, romanzo di fantascienza psicologica del 1964.

Ad esso sono seguiti poi Fuga dalla Terra (1953) e L’orlo della voragine (1965), con l’ordine che è sia il mio ordine di lettura sia il mio ordine di gradimento.

Dopo un racconto contenuto nell’antologia Incidente a Leonta City, anch’essa pubblicata su Urania, ho trovato dunque un altro suo romanzo: Sabba spaziale, datato 1973.
Dunque il più vecchio dei quattro, e forse anche quello che mi è piaciuto meno al pari de L’orlo della voragine, che si devono “accontentare” di una valutazione discreta in luogo di una eccellente.

Ecco la trama del romanzo, abbastanza breve con le sue 150 pagine: in un futuro abbastanza lontano, l’umanità ha colonizzato parecchi pianeti. Due di questi, nemici di vecchia data, all’improvviso vengono alle mani, con uno di essi, Beta Persefone, che attacca l’altro, Alfa Persefone (detto anche Shan), e peraltro in modo bizzarro, apparentemente come in una sorta di suicidio di massa.

Una bella gatta da pelare per il controllore di quella periferica sezione dello spazio, Seburg, e per la sua vice, Joyce Berry.
Il primo decide di coinvolgere la nave di linea Floribunda, guidata dal comandante Brixby, mentre la seconda suggerisce di chiedere l’intervento di Rey Cottrell, esperto militare e consulente bellico, nonché farfallone di dimensioni cosmiche.
Egli si reca sul posto, coinvolgendo soprattutto la giovane e algida Lynn Baxter

Inizia così uno dei soliti romanzi di J.T. McIntosh, che possiedono due anime di fondo: una fortemente fantascientifica, come peraltro facilmente intuibile dalla sintesi appena esposta, ed una altrettanto fortemente psicologico-relazionale.

Anzi, si può dire che il focus dei suoi libri sia proprio l’elemento psicologico e sociale, con numerosi personaggi ben caratterizzati e invariabilmente dagli interessi opposti.

Nei suoi romanzi, inoltre, non manca mai l’elemento relazionale-amoroso, anche se in Sabba spaziale (titolo bruttissimo, come spesso accade insensata invenzione degli adattatori italiani) esso è quasi caricaturato, dato il profilo da farfallone del protagonista centrale.

Tale fattore contribuisce a rendere gli eventi da un lato più leggeri e scorrevoli, ma dall’altro meno “epici”, come invece è stato per Le mille e una morte, o per Fuga dalla Terra.
Che poi sono i due titoli di J.T. McIntosh che vi consiglio, con in seconda battuta L’orlo della voragine e Sabba spaziale, comunque discreti e godibili.

Peccato che del suddetto scrittore si trovino pochi libri in italiano, e che quei pochi siano ormai fuori stampa, perché si tratta di un autore valido, che gli amanti della fantascienza certamente apprezzeranno.

Fosco Del Nero


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