Titolo: Il mago (A wizard of Earthsea).
Scrittore: Ursula K. Le Guin.
Genere: fantasy.
Editore: Mondadori.
Anno: 1968.
Voto: 8.
Dove lo trovi: qui.


Finora di Ursula Le Guin avevo letto un solo romanzo, ossia Il mondo della foresta, uno dei romanzi del Ciclo dell'Ecumene.
Con oggi arrivo a quota due, con Il mago, primo libro del Ciclo di Earthsea.

Gli appassionati della letteratura di settore o della stessa Le Guin avranno già intuito il cambio di genere, dalla fantascienza al fantasy.

Viceversa, gli appassionati di film d’animazione avranno immediatamente ricollegato il ciclo a I racconti di Terramare, film di qualche anno fa di Goro Miyazaki (figlio del più famoso Hayao).

Ma andiamo subito a tratteggiare in estrema sintesi la trama de Il mago (romanzo conosciuto anche come Il mago di Earthsea): Ged scopre fin da piccolo di avere poteri interiori, tanto che è presto indirizzato agli studi magici. Il suo maestro, Ogion, gli insegnerà tanto, ma a un certo punto il ragazzo preferirà l’avventura della scuola di Roke, luogo in cui i maghi adulti insegnano la magia, e i ragazzi la imparano, fino a diventare maghi essi stessi (se ce la fanno).

Qua Ged conosce Vetch, che diventerà il suo più grande amico, ma conosce anche l’esperienza che segnerà la sua vita: un giorno, per farsi bello di fronte agli altri studenti, lancia un incantesimo troppo potente, ed evoca senza farlo apposta un’ombra che lo attacca. Viene salvato dall’Arcimago, il direttore della scuola, che però muore poco dopo lo scontro con l’ombra.
La quale è ormai entrata nel mondo materiale, e perseguiterà Ged fino a che…

Sì, Il mago è un romanzo fantasy, come peraltro si evince chiaramente anche da questa breve descrizione, ma non è un fantasy “classico”, con elfi, gnomi, fate, scontro di magia, scontri di eserciti di fantasmi, etc, ma assomiglia molto di più a un viaggio di ricerca interiore. Anzi, non è che gli somiglia, lo è proprio.

Quello di Ged, ovviamente, messo di fronte alle sue debolezze di essere umano a dispetto dei poteri magici in lui innati, e in definitiva messo di fronte alla propria ombra.
In questo senso, Il mago è decisamente più un romanzo di formazione che non un romanzo fantasy, e lo stesso finale conferma grandemente quanto era emerso come sensazione durante la lettura, peraltro arricchita da alcune frasi da vera e propria letteratura spiritual-evolutiva.

Il finale peraltro è in buona parte prevedibile, ma comunque ben narrato ed evocativo, buona chiusura di un buon testo, che peraltro è datato 1968, e quindi precursore di tematiche similari in ambito fantastico. 

Curiosamente, Il mago è indicato come “letteratura per ragazzi”, laddove per “ragazzi” si intende normalmente “bambini-adolescenti” (per dire, io l’ho letto nell’edizione “I miti junior” della Mondadori), mentre al contrario si tratta di un libro con contenuti di una certa importanza, che certo può esser letto come mera storia, ma che, per essere interiorizzato, necessita di un minimo di maturità interiore, risultando così tutt’altro che letteratura per ragazzi o di mero svago, anche perché, e questo è forse l'unico punto dell'opera identificabile come difetto, la narrazione è tutt'altro che veloce e spettacolaristica, e quindi potrebbe deludere chi cerca viceversa più azione e dinamismo. 

Un buon primo romanzo di un ciclo, questo della brava Ursula K. Le Guin, tanto che probabilmente andrò oltre e mi avventurerò nel resto dei racconti di Terramare, a partire dal secondo romanzo, Le tombe di Atuan...

Fosco Del Nero


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