Titolo: I premi Hugo 1962-1966 (The Hugo winners).
Scrittore: Jack Vance, Poul Anderson, Gordon Dickson, Harlan Ellison.
Argomenti: fantascienza.
Editore: Mondadori.
Anno: 1977.
Voto: 6.
Dove lo trovi: qui.


Svariate volte nel blog ho precisato che preferisco nettamente la forma narrativa lunga (i romanzi) a quella breve (i racconti). Nonostante tale forte preferenza, tuttavia, ogni tanto mi concedo un’incursione nella categoria della narrativa breve.

Stavolta l’ho fatto con il libro I premi Hugo 1962-1966, curato da Isaac Asimov e contenente quattro racconti di fantascienza premiati con il celebre premio Hugo (sorta di premio Oscar per la fantascienza) dedicato ai racconti.

Nel suddetto volume, non troppo lungo, vi sono quattro racconti, peraltro di autori che conoscevo già tutti, e difatti tutti già comparsi nel blog:
- I signori dei draghi, di Jack Vance,
- Nessuna tregua con i re, di Poul Anderson,
- Soldato, non chiedere!, di Gordon R. Dickson,
- “Pentiti, Arlecchino!”, disse l’Uomo del Tic Tac, di Harlan Ellison.

Lasciando da parte Asimov, comparso numerose volte sul blog per via dei romanzi del Ciclo della Fondazione, nonché per altri (tra cui cito l’incantevole Neanche gli Dei), di questi quattro quello che ho letto maggiormente è Jack Vance (L'ultimo castelloLa fiamma della notteFuga nei mondi perduti, Naufragio su Tschai), mentre gli altri tre autori sono rappresentati con un solo libro a testa (La pattuglia del tempo per Anderson, Il drago e il George per Dickson, un racconto nella raccolta Le città che ci aspettano per Hallison).

Dico subito una cosa: la cosa migliore di questa raccolta di 260 pagine è l’introduzione di Asimov, veramente un capolavoro di ironia. Solo quelle cinque pagine meriterebbero l’acquisto del volume. 

Quanto ai racconti che seguono, il primo lungo, il secondo e il terzo medi e il quarto assai corto, propongono una qualità sufficiente-decente, anche se a dire il vero nessuno dei tre mi ha fatto impazzire.

Curiosamente, vi sono degli elementi in comune tra i racconti (vincitori dell’Hugo rispettivamente nel 1963, nel 1964, nel 1965 e nel 1966), soprattutto tra i primi tre, tutti e tre racconti con elementi fantascientifici e tutti e tre storie dall’alta componente militar-strategica.

Il secondo e il terzo, inoltre, presentano una curiosità ulteriore: entrambi propongono qualcosa di molto simile alla psicostoria di Asimov… anzi, di Seldon.
Ovviamente chiamata con un nome diverso, ma siamo lì. E la curiosità è doppia visto che proprio Asimov è il curatore di questa antologia.

Il racconto conclusivo, di appena una dozzina di pagine, ci parla invece del tempo e della sua schiavitù. E in senso letterale, secondo una sorta di società distopica, descritta tuttavia in poche pagine.

Nel complesso, come detto, questo I premi Hugo 1962-1966 non mi ha entusiasmato, ma nemmeno mi ha deluso. Anche se, devo dire il vero, dai vincitori dei premi Hugo mi sarei aspettato di più…
… anche se forse qua parla la mia antipatia per la forma narrativa breve!

Fosco Del Nero


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