Il cammino del mago

Titolo: Dopo il lungo silenzio (Sagas of the demonspawn - Demondoom).
Scrittore: Sheri S. Tepper.
Genere: fantascienza.
Editore: Fanucci.
Anno: 1987.
Voto: 4.
Dove lo trovi: qui.


Avevo da molti anni a casa il libro Dopo il lungo silenzio, un romanzo di fantascienza scritto da Sheri S. Tepper nell’ormai abbastanza lontano 1987.

Non mi ero mai deciso a leggerlo, invogliato poco da alcuni fattori:
- una copertina davvero brutta (a volte mi chiedano che lavoro facciano nelle redazioni delle case editrici),
- una lunghezza piuttosto consistente (410 pagine di libro in formato tascabile ma stampato in modo discretamente fitto)
- l’autrice sconosciuta, almeno per me.

Ahimè, la mia sensazione di fondo era corretta, tanto che ho faticato molto a portare a termine il volume, e in un arco di tempo piuttosto lungo.

Ecco la trama sommaria di Dopo il lungo silenzio: in un futuro remoto il pianeta Jubal è una delle tante colonie terrestri nello spazio. In esso l’uomo non ha incontrato alieni o condizioni di vita difficili da affrontare, ma solo le cosiddette Presenze, grandissimi blocchi di cristallo, sparsi in tutto il pianeta, che reagiscono in modo incomprensibile alla presenza umana, e che paiono reagire solo al suono musicale, e a volte in modo enormemente distruttivo, fatto che ha portato alla costruzione di un gruppo di persone, i Cantori, specializzate proprio nel “rapporto” con tali Presenze e capaci di produrre i suoni musicali “giusti” che permettono il passaggio senza alcuna reazione distruttiva.
Oltre a esse, vi sono poi pure i Viggy, un’altra curiosa forma di vita… che però viene ritenuta non senziente, proprio come le Presenze, tanto che tra gli uomini è aperto il dibattito sul fatto che si tratti di forme di vita o meno, cosa che coinvolge regolamenti, interessi economici, e che crea quindi differenti schieramenti.

I protagonisti del libro sono vari, ma soprattutto sono il cantore Tasmin e i suoi assistenti Jamieson e Clarin, Donatella, anche lei cantore, e poi una sfilza di cattivi, da Justin a Spider Geroan.

Dopo il lungo silenzio vorrebbe essere un mix tra fantascienza e avventura, con un occhio particolare ai rapporti interpersonali (matrimoni, innamoramenti, passioni fisiche, con tanto di qualche scena sexy) e votato infine al mistero del pianeta e delle sue Presenze.

Tuttavia, il mix risulta mal calibrato, o forse semplicemente la storia è poco interessante. Peraltro, si sviluppa anche in modo poco chiaro fin dal principio, cosa che rende difficile il coinvolgimento del lettore.
E, dopo 410 pagine di lettura, dire che un libro non ha lasciato niente, se non un certo senso di noia, è decisamente poco elogiativo.

Insomma, Dopo il lungo silenzio e Sheri S. Tepper sono bocciati senza appello.

Fosco Del Nero


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Titolo: Il potere della luce - Fairy Oak 3.
Scrittore: Elisabetta Gnone.
Genere: fantasy.
Editore: De Agostini.
Anno: 2007.
Voto: 6.
Dove lo trovi: qui.


Dopo aver letto Il segreto delle gemelle e L’incanto del buio, era scontato che leggessi il terzo romanzo della trilogia di Fairy Oak, Il potere della luce.

Che essa sia stata concepita come trilogia lo rivelano i titoli stessi dei tre libri, i quali in pratica svelano anche la trama… che peraltro è semplice, lineare e chiara fin dall’inizio, e dunque non aveva nemmeno bisogno di essere svelata.

La trilogia originale ha poi avuto un seguito sotto forma di quadrilogia successiva, intitolata I quattro misteri, che tra l’altro è il primo libro che ho comprato… essenzialmente perché mi piaceva la copertina.
Saputo in seguito che il libro in questione era una quadrilogia che seguiva una trilogia, ho provveduto a comprarmi anche quest’ultima, ma rimanendo sempre un po’ tiepido nella lettura.

Difatti, Fairy Oak è di fondo un fantasy per un pubblico infantile, e “infantile” vuol dire proprio infantile, e anzi tendenzialmente femminile.
Dunque, gli appassionati di Tolkien, Ende, Card, Eddison, etc, difficilmente troveranno pane per i loro denti, per dirla così.

Tuttavia, non avrebbe avuto senso valutare questi libri di Elisabetta Gnone con uno sguardo totalmente adulto, giacché sarebbe stato uno sguardo fuori target, e non certo per colpa di chi li ha scritti, ma al massimo di chi li ha comprati.

Se la lettura non ha molto senso per un adulto appassionato di fantasy, e magari di quel fantasy anche crudo in stile George Martin, i libri della Gnone hanno comunque un loro valore: semplici e lineari, sono anche freschi, simpatici, discretamente avventurosi, e certamente avranno funto e fungeranno da apripista per la letteratura fantastica, o per il semplice leggere, per tanti bambini… ciò che è un merito di non poco conto.

Due parole nel dettaglio su Il potere della luce, terzo episodio della saga di Fairy Oak: il villaggio di Fairy Oak è sempre a rischio attacco da parte del Terribile 21… e i sospetti su Pervinca, una delle due gemelle Periwinkle, sono sempre più pressanti, tanto che l’intera sua famiglia è ora mal vista da molte persone del villaggio.
Il fatto che Pervinca sia una strega del buio, mentre la gemella Vaniglia una strega della luce, non depone a suo favore… e infatti a un certo punto la ragazzina scompare definitivamente, e ormai si dà per scontato che sia al fianco degli esponenti del buio, i quali vogliono estendere il loro dominio su Fairy Oak.
Oltre alle due gemelle Periwinkle, abbiamo il solito circondario di maghi della luce e del buio, di fate, di alberi parlanti, e ancora di amicizie e inimicizie, di racconti, di amori.

Il programma va avanti sulla stessa falsariga dei primi due libri della saga: se vi sono piaciuti quelli, o se sono piaciuti più probabilmente ai vostri figli, anche questo Il potere della luce sarà dunque adatto.

Adesso devo decidere se leggermi anche la quadrilogia successiva, giacché non mi piace né sprecare il cibo né sprecare i libri, o se passare, e magari passare il libro a qualcun altro che potrebbe apprezzarlo di più.

Fosco Del Nero


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Titolo: L’incanto del buio - Fairy Oak 2.
Scrittore: Elisabetta Gnone.
Genere: fantasy.
Editore: De Agostini.
Anno: 2006.
Voto: 6.
Dove lo trovi: qui.


La recensione di oggi è dedicata a L’incanto del buio, il secondo libro della trilogia di Fairy Oak, scritta da Elisabetta Gnone.

Dico trilogia perché inizialmente era tale, con i tre romanzi che difatti sono stati raccolti in un unico volume, per l’appunto intitolato La trilogia completa.
Tuttavia, sulla scia del successo riscosso, la scrittrice italiana ne ha scritti poi altri quattro, che a loro volta sono stati poi raccolti nel volume intitolato I quattro misteri.

Ad ogni modo, L’incanto del buio segue Il segreto delle gemelle… che non mi aveva fatto impazzire, per semplice motivo che era un romanzo fantasy di livello basico e destinato a un pubblico altrettanto basico, ossia molto giovane e preferibilmente femminile.

Tuttavia, ormai mi sono comprato entrambi i volumoni da rispettivamente tre e quattro romanzi (mi piacevano molto le copertine), e quindi me li leggo.

L’incanto del buio si sforza di modificare la struttura piuttosto lenta e lineare del primo libro e lo fa alternando le scene del presente e la lettura di un vecchio libro che porta il lettore nel passato di Fairy Oak, facendogli così conoscere gli antenati degli attuali protagonisti.
Lo sforzo è apprezzabile, e peraltro si assiste anche a una diminuzione di tutti quei diminutivi di tendenza dolce e simpatica che imperversavano nel primo volume… tuttavia rimane il fatto che anche questo secondo libro, essenzialmente, è un romanzo fantasy-fiabesco per bambine e adolescenti.

Ecco in sintesi la trama, che poi è poca roba davvero: Tomelilla e Duff Burdock intuiscono che il Signore del Buio, definito anche il "Terribile 21", vuole le gemelle Pervinca e Vaniglia (soprannominate rispettivamente Vì e Babù, fatto che proprio non mi entra in testa e mi confonde le idee ogni volta che si passa dai nomi ai soprannomi), e dunque consegnano alla prime delle due, la quale è un “magico del buio”, il Libro Antico, perché essa capisca come salvare il villaggio nel momento fatidico.
Tuttavia proprio la lettura del libro spingerà la ragazzina ad avventurarsi in zone poco sicure allo scopo di cercare un bastone citato nel testo consegnatole… e proprio tale fatto genererà conseguenze importanti per l’intero villaggio di Fairy Oak.

Come detto, L’incanto del buio, e immagino tutta la saga di Fairy Oak, è rivolto a un pubblico molto giovanile, e offre in tal senso magia, amicizia, buoni sentimenti, qualche principio educativo. In tale direzione, evidentemente, Elisabetta Gnone è brava, e i risultati di vendita parlano da soli.
Spero però che nel corso della saga vi sia una crescita di personaggi, sceneggiatura e atmosfera… come spesso accade in saghe di questo tipo, lunghe e infantili-adolescenziali.
Per ora mi attende il terzo e ultimo romanzo della trilogia iniziale, Il potere della luce.

Nota di demerito per il finale, praticamente assente, e che rimanda in modo sfacciato al volume successivo: una pratica purtroppo sempre più abituale ma che non per questo diviene corretta nei confronti del lettore e valida nei confronti dell’opera realizzata, che rimane così letteralmente monca.

Fosco Del Nero


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Titolo: Missione a Varsavia - Time machine 5 (Mission to World War II - Time machine).
Scrittore: Nanus-Kornblatt.
Genere: librogame, avventura, storia.
Editore: E.L.
Anno: 1986.
Voto: 7.
Dove lo trovi: nel mercato dell’usato.


Come anticipato nella recensione di Selvaggio west, eccomi qui con l’articolo su Missione a Varsavia, il quinto libro della serie Time machine.

Serie di librogame e non di libri normali, per quanto la serie Time machine non proponga molte scelte e quindi possibilità d’azione.
Anzi, non ne propone proprio, nel senso che c’è un solo percorso percorribile, e prima o poi si passa da quello.

La serie peraltro si distingue per la brevità dei suoi volumi, e dunque per lo scarso numero di paragrafi, ma anche per la semplicità della struttura di gioco: niente dadi, niente profili da creare, ma solo la scelta al bivio…
… e come detto è una scelta fittizia, nel senso che se si prende un strada “sbagliata” semplicemente si vien riportati indietro alla medesima scelta fino a che non si imbocca la via giusta.

Ma veniamo a Missione a Varsavia: l’ambientazione è quella della seconda guerra mondiale, e nel dettaglio sono descritte le dure condizioni del ghetto ebreo di Varsavia, subissato dalle angherie dei tedeschi.
Il protagonista ha una missione ben precisa: trovare dove è finito un bidone del latte in cui un polacco ebreo, tale Emanuel Ringelblum, aveva nascosto le sue testimonianze scritte di quegli eventi.
Nel mentre si fa in tempo a conoscere vari altri personaggi, tra cui Mordechai Anielewicz, che ha guidato la ribellione del ghetto nel 1943.

Dico due cose.
La prima è che il libro si presenta a mio avviso più interessante come ambientazione e più avvincente come trama rispetto a quelli che lo avevano preceduto, tanto che, a mio modo di vedere raggiunge Le sorgenti del Nilo in cima alla classifica dei libri migliori di Time machine.

La seconda è che il testo è fortemente politicizzato, e probabilmente non corrispondente alla verità storica.
Ma d’altronde, ancora si continua a dibattere su come andarono veramente le cose nella Seconda Guerra Mondiale e, si sa, la storia la scrivono i vincitori e i potenti, e scrivono quel che vogliono e spesso cose strane, se non proprio impossibili (Pearl Harbour, Torri Gemelle, camere a gas, attacco della-alla Polonia, attacco-difesa contro gli ebrei, etc).

Al di fuori di questo contesto dubitativo, comunque, Missione a Varsavia è un bel librogame, che non si limita alla sola Varsavia, ma ne approfitta per far fare al lettore un salto in Inghilterra, in Olanda, in Italia, in Francia, in Russia e in Germania.
Un salto molto volante, ma sufficiente a dare una panoramica… quanto giusta e corrispondente alla realtà storica, lo veda il singolo lettore.

Fosco Del Nero


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