Titolo: Fondazione la paura (Foundation's fear).
Scrittore: Gregory Benford.
Genere: fantascienza.
Editore: Mondadori.
Anno: 1997.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.


Dopo aver recensito la Trilogia della Fondazione di Isaac Asimov (Prima FondazioneFondazione e ImperoSeconda Fondazione), nonché uno dei suoi due prequel (Fondazione anno zero) e uno dei suoi due sequel (L’orlo della Fondazione), stavolta recensisco un altro prequel, leggermente diverso però dal precedente (cronologicamente si situa all’interno del ciclo subito dopo Fondazione anno zero).

Laddove con “leggermente” intendo che non si tratta di un romanzo scritto da Isaac Asimov, ma da uno degli autori che ne hanno ripreso il lavoro (su richiesta della moglie di Asimov) aggiungendovi altri capitoli, ovviamente non ufficiali.

Uno di questi autori è Gregory Benford, noto scrittore e fisico statunitense, e il libro in questione è Fondazione la paura, datato 1997.

Detto della posizione cronologica dell’opera all’interno del ciclo asimoviano, il protagonista di Fondazione la paura non può che essere Hari Seldon, il fondatore della psicostoria e della Fondazione che ne è derivata.

E la storia si concentra proprio sul contenuto di ricerca di Seldon relativo alla psicostoria, fatto che Asimov aveva viceversa trattato con grande distacco.
Viene così preso in esame quel periodo della vita di Seldon, con la sua nomina a Primo Ministro ad opera di Eto Demerzel (alias Daneel Olivaw) e i successivi intrighi di corte, attentati compresi.

A questa trama principale ne corrisponde un’altra parallela, in cui due intelligenze artificiali, Giovanna D’Arco e Voltaire, discutono vivacemente su fede e ragione, essendo ovviamente la prima rappresentante della seconda e viceversa.

La domanda finale è: Fondazione la paura assomiglia a un romanzo di Isaac Asimov?

La risposta è semplice: assolutamente no, e forse è stato meglio così, visto che Benford adotta uno stile letterario completamente difforme da quello del Maestro, molto più orientato all’azione ma al contempo meno affascinante e coinvolgente (beh, sarebbe stato strano il contrario, essendo stato Asimov uno dei migliori scrittori di sempre).

Ad ogni modo, questo di Gregory Benford rimane un romanzo che è comunque un discreto libro, godibile e scorrevole, che certamente potrà interessare agli appassionati di Asimov e del suo Ciclo della Fondazione (vi consiglio, nel caso, di leggerlo dopo aver letto tutti i romanzi dello scrittore russo).

Fosco Del Nero


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