Titolo: Nicolas Eymerich, inquisitore.
Scrittore: Valerio Evangelisti.
Genere: fantascienza, storico, religioso, fantastico, grottesco.
Editore: Mondadori.
Anno: 1994.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.


Era da molto tempo che avevo intenzione di leggere un romanzo di Valerio Evangelisti, e in particolare un libro del ciclo dell’Inquisitore Eymerich, e questo per tre motivi.

Primo: ero curioso di leggere uno scrittore italiano di genere fantastico capace di conquistarsi un deciso successo tanto in patria quanto all’estero (impresa non da poco).

Secondo: ne avevo sentito parlare diverse volte, e sempre bene.

Terzo e soprattutto: avevo sentito tre sceneggiati audio ispirati a tre suoi romanzi…. e mi erano piaciuti immensamente.

In tal modo, pur non avendo ancora letto alcunché di Valerio Evangelisti, avevo potuto già familiarizzare con la figura affascinante di Nicolas Eymerich, personaggio realmente esistito tra il 1320 e il 1399 e davvero Inquisitore Generale presso il regno di Aragona.

Il fascino del personaggio risiede nella sua ambivalenza: da un lato egli è forte, giusto, coerente; dall’altro invece fondamentalista, implacabile, crudele, cinico.

La sua visione del mondo è molto semplice: vi sono Dio e Satana, e si serve o l’uno o l’altro.
Per chi serve il secondo, non vi può essere altro che dolore, distruzione e morte.

Va da sé che tutto ciò vi è per chi Eymerich pensa stia servendo il secondo… e difatti il punto principale è proprio questo: la visione della vita di Eymerich è miope, e viziata dalle sue convinzioni e dai suoi dogmi religiosi.

E a questo punto ne segue uno che mi è piaciuto poco.
Se l’intransigenza del personaggio si avvertiva anche nei romanzi audio che avevo sentito in precedenza (un genere comunicativo artistico che secondo me meriterebbe maggior successo), in essi tuttavia essa appariva pienamente giustificata dal fatto, oggettivo, che l’inquisitore combattesse misteri assai foschi e oscuri, certamente classificabili più dal lato del male che non del bene (mostri, fantasmi, omicidi, etc).

In questo primo romanzo della saga letteraria, invece, Eymerich devasta e uccide potenziali innocenti, colpevoli solo della colpa di credere in una divinità (benefica) diversa dalla sua.

Ma, in fin dei conti, quello era lo spirito dell’Inquisizione, per cui in ciò non vi è contraddizione.

Peccato, però, perché così il personaggio, rispetto agli sceneggiati audio che avevo sentito, perde in nobiltà e fierezza, cedendo qualche punto alla bieca e ottusa intransigenza religiosa.

Ecco in breve la trama: Nicholas Eymerich si trova inaspettatamente nominato Inquisitore Generale per il regno di Aragona, e peraltro in un momento assai delicato per gli equilibri storici e politici.
Come prima cosa, egli dovrà conquistare la nomina effettiva del ruolo, passando per il gradimento del Justicia, rappresentante dei nobili del luogo, e di Pietro IV, re d'Aragona..
Come seconda, dovrà risolvere l’enigma di un neonato bifronte e di un misterioso culto legato alla dea Diana

Perseguirà ambo le strade… alla sua maniera…

In definitiva, il giudizio su Nicolas Eymerich, inquisitore di Valerio Evangelisti è buono, anche se, a dirla tutta, personalmente avrei preferito un storia del tutto incentrata su Eymerich e sul periodo medievale piuttosto che un intrecciarsi, a mio avviso confuso e poco significativo dal punto di vista narrativo, di tre diversi periodi temporali.

Fosco Del Nero


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