Titolo: Fuga nei mondi accanto (Fugitive from time).
Scrittore: Philip Empson High.
Genere: fantascienza.
Editore: Mondadori.
Anno: 1978.
Voto: 4.5.
Dove lo trovi: qui.


Pubblicato nel 1978 e uscito in Italia l’anno successivo nella collana Urania Fuga nei mondi accanto costituisce uno dei non molti romanzi tradotti nella nostra lingua, nati dalla penna di Philip Empson High (ricordo anche Il metodo degli Asdrake e vari racconti pubblicati su Urania e su altre collane sci-fi).

Certo, leggendo l’opera in questione non viene da rimpiangere questo dato di fatto: Fuga nei mondi accanto, infatti, parte in modo brillante e ritmato per poi afflosciarsi in un soggetto dispersivo e piuttosto banale.

Come si può evincere dal titolo, viene proposto il tema delle realtà parallele, senza però costruire un intreccio tale da tenere sulle corde il lettore.
High intesse la vicenda ballonzolando di continuo i suoi personaggi da un mondo a un altro, fino a giungere a un epilogo frettoloso e deludente.

Pochi i collegamenti tra i vari passaggi, quasi da dare l’impressione di aver scelto questa strada tanto “per allungare il brodo”.

La vicenda è incentrata su una Terra devastata dalle atomiche sganciate dall’uomo, a causa dell’influenza inconsapevole di una civiltà aliena, intenzionata a sterminare la razza umana (in quanto ritenuta potenzialmente pericolosa), infiltrata nei tessuti sociali di vertice.

Alcuni umani, però, riescono a sopravvivere all’olocausto, grazie a un materiale (chiamato “intrusio”) inventato proprio dagli alieni e impiegato per permettere agli infiltrati di proteggersi dalle radiazioni.

L’intrusio rivela una caratteristica inaspettata: scatena delle mutazioni genetiche tali da estendere la vita dei contaminati pressoché all’infinito e a sviluppare le loro capacità mentali al punto di permettere viaggi telepatici da un mondo all’altro.
Proprio quest’ultimo aspetto costituisce la via di salvezza degli uomini; essi difatti finiscono per esser braccati dalle guardie aliene sguinzagliate per completare l’opera di sterminio.

Questa, in breve, è la trama di Fuga nei mondi accanto di Philip Empson High, dalla quale emerge un fastidioso senso di fiducia nei riguardi uomo: sono gli alieni a determinare gli scompigli che flagellano il mondo, l’uomo non sarebbe in grado di farlo per conto proprio.

Curioso, poi, l’atteggiamento che metteranno in piedi gli alieni, quando si troveranno sul punto di capitolare (anche loro, non so quanto casualmente, finiranno per addebitare il loro fallimento all'azione subdola dell’uomo).

Tra i pochissimi pregi del libro, si segnala un ritmo sollecito e qualche scenario apocalittico (seppure appena abbozzato).
Evitabile.

Matteo Mancini


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