Titolo: L’ultimo viaggio di Dio (Towing Jehovah).
Scrittore: James Morrow.
Genere: fantastico, surreale, commedia, religione.
Editore: Saggiatore.
Anno: 1994.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.


Anni fa un libro in un supermercato aveva attratto la mia attenzione: si chiamava Abaddon, e portava la firma di James Morrow.
Scorrendo rapidamente la trama, ho intuito che la storia potesse piacermi.

Lo spunto era originalissimo: Dio era morto, e il suo cadavere era caduto sulle Terra, in mezzo all’Atlantico (due miglia di cadavere!).
Da lì, prima un viaggio a chi se ne impossessava per primi, cattolici, protestanti e laici, e poi il desiderio si sfruttare il divin cavadere per il proprio tornaconto.

Uno spunto di partenza mica da poco per un romanzo commedia!

Acquistato il libro, mi sono poi accorto che era il seguito di un precedente testo, L’ultimo viaggio di Dio, testo che ho deciso all’istante di procurarmi quando, dopo aver letto un brano a caso, sono mezzo morto dal ridere.

Ci ho messo un paio di anni per procurarmelo, visto che nel mentre L’ultimo viaggio di Dio era uscito di produzione e non si poteva trovare che tra i reminders… ma alla fine ce l’ho fatta…

Ecco dunque la recensione del romanzo di James Morrow.

Dico subito che mi aspettavo qualcosa di più, dato il livello di umorismo che avevo estrapolato a caso dal secondo volume, che non ho ancora letto.
L’ultimo viaggio di Dio, difatti, parte da quell’incipit favolosamente originale, ma rimane per tutta la sua durata su livelli discreti, non facendo però il salto di qualità.

Sì, fa spesso ridere e sorridere, e la storia si legge in fretta, ma l’impressione è che le vicende di Anthony Van Horne (capitalo della petroliere che viene incaricata dal Vaticano di trainare Dio), Thomas Wickliff Ockham (il sacerdote inviato da Roma per sorvegliare le operazioni), Cassie Fowler (una membra di una società laica, particolarmente intenzionata a distruggere il cadavere di Dio per risparmiare al genere femminile l’onta della prova della mascolinità del creatore) e soci avrebbero potuto essere più acute ed entusiasmanti.

Dunque, nonostante un’introduzione di assoluto rilievo, dei personaggi ben costruiti e una trama che coinvolge, secondo me si sarebbe potuto fare di più, con l’occasione della geniale trovata iniziale (un escamotage narrativo che diventa anche spunto per parlare di morale, psicologia, dogmi, etc) che rimane almeno parzialmente sprecata.

L’ultimo viaggio di Dio di James Morrow è un discreto romanzo, comunque, di cui leggerò anche il seguito per vedere se la mia sensazione iniziale era corretta o errata.

Fosco Del Nero


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