Titolo: Ender III: Xenocidio (Xenocide).
Scritore: Orson Scott Card.
Genere: fantascienza.
Editore: Editrice Nord.
Anno: 1991.
Voto: 7.5.
Dove lo trovi: qui.


Ender III - Xenocidio è il terzo volume del premiatissimo Ciclo di Ender, scritto dall’altrettanto celebrato Orson Scott Card, che personalmente considero uno dei migliori scrittori viventi, e superiore persino a molti classici, tanto della narrativa fantastica, quanto della letteratura “normale”.

Il compito di questo terzo volume della saga, tuttavia, non era dei più agevoli, con due predecessori illustri come Il gioco di Ender e Il riscatto di Ender, entrambi vincitori dei premi Hugo e Nebula, nonché inseriti in numerosi programmi di letteratura scolastica e universitaria.

Se il primo romanzo era ambientato nella Scuola di Guerra (nella quale l’adolescente Ender muoveva i suoi primi passi di genio della strategia militare in ottica anti Scorpioni) e il secondo sul pianeta Lusitania (in cui l’Ender giovane adulto arrivava sia come Araldo dei Defunti, sia come possessore dell’ultima Regina dell’Alveare degli Scorpioni, sia come intermediario con la specie originaria del pianeta, i Pequeninos), in questo terzo libro Ender, ormai decisamente maturo e stabilitosi proprio sul pianeta Lusitania, è alle prese con nuovi problemi.

La crescita della nuova società degli Scorpioni; i rapporti, sempre problematici, tra Umani e Pequeninos; la burrascosa famiglia di Novinha, che peraltro Ender ha nel frattempo sposato; la flotta inviata dalla Federazione per distruggere il pianeta; il virus della descolada, a sua volta forse un’altra specie senziente; la possibile morte dell’entità Jane etc…

Insomma, le cose da fare non gli mancano…

Il libro è più corposo dei due precedenti, con le sue 600 pagine, e con la trama che, in pieno stile Card, si mantiene complessa e vivace.

Oltre all’ambientazione e alla lunghezza dell’opera, cambia qualcosa anche nei punti di vista descritti, che stavolta sono molteplici (precedentemente, invece, si seguiva quasi solo Ender Wiggin).

Il romanzo, però, devo essere onesto, perde qualche tacca rispetto ai due che lo hanno preceduto (inevitabilmente?): la storia si presenta infatti meno coinvolgente, soprattutto dell’inarrivabile Il gioco di Ender, e alcune cose non convincono appieno.
Per esempio, l’eccessiva presenza della religione: risulta difficile infatti pensare a degli umani del futuro, una razza aliena porcina e una razza aliena aracnide che discutono di Gesù Cristo, di Giosuè e di Caana.

Ancora più difficile, per non dire cristiano-centrico e uomocciddentale-centrico, pensare agli uomini del futuro che convertono al cristianesimo una razza aliena di piccoli maiali…
In questo caso, esce fuori l’Orson Scott Card fervente credente mormone, che forse avrebbe fatto meglio a rimanere nascosto, come lo era stato nei primi due volumi della serie.

Ma forse sto facendo questioni di lana caprina in relazione a uno scrittore che stimo molto e da cui, proprio per tale stima, mi attendo sempre grandi cose.

Come è stato, peraltro, per gli altri suoi libri che ho letto, da Domani le stelle a Il custode dell'uomo, da I giorni del cervo a I ribelli di Treason

Insomma, il consiglio è sempre lo stesso: procuratevi Il gioco di Ender e leggetelo… poi vorrete leggere anche i suoi seguiti.

Fosco Del Nero


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