Titolo: Colui che sussurrava nel buio (The whisperer in darkness).
Scrittore: Howard Phillips Lovecraft.
Genere: horror.
Editore: Newton Compton.
Anno: 1930.
Voto: 7.5.
Dove lo trovi: qui.


Romanzo breve o racconto lungo, ossia la specialità di Howard Phillips Lovecraft, il Maestro di Providence, l’insuperato scrittore orrorifico.


Come insuperato è il suo pantheon di divinità superiori e inferiori, esseri antichi e abnormi a volte lontani e a vicini, taluni dormienti e altri drammaticamente attivi.

Sono contento di recensire questo testo perché finora dello scrittore statunitense avevo segnalato solo Kadath, che però non mi era piaciuto molto.

Sul versante delle trasposizioni cinematografiche invece segnalo l’ottimo film horror Dagon, di Stuart Gordon.

Colui che sussurrava nel buio (o Colui che sussurrava nelle tenebre, a seconda della traduzione) è considerato uno degli scritti più importanti di Lovecraft, sia per i suoi contenuti, sia per il modo in cui sono esposti, una sorta di trasposizione quasi giornalistica con cui il protagonista della storia, Albert Wilmarth, espone gli avvenimenti nel loro drammatico incedere cronologico.

Lovecraft è noto per le atmosfere che sa dare ai suoi racconti, e questo al di là di ciò che mostra o non mostra.

Il suo dunque è un orrore percepito, un orrore che viene dalle profondità del cosmo, nient’affatto materia di conquista, ma orizzonte da cui tenersi il più lontani possibile.

Ma occorrerebbe tenersi lontani anche dai sogni, dal mare, dalle profondità della Terra, e finanche dalla propria stessa ragione… l’orrore infatti viene tanto da fuori quanto da dentro…

E Colui che sussurrava nel buio ne è un buon testimone, e non a caso Lovecraft ha influenzato moltissimi scrittori del terrore, divenendo, come lo era divenuto Edgar Allan Poe, un punto di riferimento per il genere letterario.

Fosco Del Nero


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