Titolo: Hyperversum.
Scrittore: Cecilia Randall.
Genere: fantascienza, fantastico, fantasy.
Editore: Giunti.
Anno: 2006.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.


È con piacere che recensisco questo romanzo fantastico di Cecilia Randall, per un motivo molto semplice: si dice sempre che il panorama degli scrittori fantastici italiani sia assai desolante, tanto che gli unici nomi famosi (Troisi, Strazzulla) sono piuttosto criticati dai lettori più navigati, finendo per risultare infatti più che altro letture per ragazzini (certamente chi è abituato da anni a Feist, Martin, Moorcock, Donaldson, Salvatore, etc, difficilmente può ritenersi soddisfatto dei best seller italiani in ambito fantastico).

Ebbene, Hyperversum di Cecilia Randalla, edito da Giunti, non a caso un editore con un portafoglio di narrativa fantastica decisamente curato, inverte la tendenza, grazie a un testo scorrevole e appassionante.

Tecnicamente, non si tratta di fantasy, ma di fantascienza, visto che tutto ruota intorno a un viaggio indietro nel tempo.

Tuttavia, solitamente si ricollegano le atmosfere medievaleggianti allo stile fantasy… ma è solo una questione di definizione…

Ciò che più conta è che il narrato conquista sin da subito, e porta il lettore al suo compimento, nonostante una lunghezza di quasi 800 pagine.

La trama, in sintesi, è semplicissima: alcuni ragazzi, giocando al videogioco di Hyperversum, vengono sbalzati nel basso medioevo, nell’imminenza della guerra tra Francia e Papato e Inghilterra e Impero.

Intendiamoci: Hyperversum non è scevro da difetti, e in particolare non brilla per originalità, posto che molti dei suoi avvenimenti si intuiscono con largo anticipo (l'incontro con la dama del ritratto, il manoscritto del passato, lo scambio di persona con matrimonio seguente).

Inoltre, il libro di Cecilia Randalla si dimostra scontato nel semplice senso che ai protagonisti va sempre tutto bene: vincono il torneo, vincono la guerra, sventano attentati, diventano cavalieri, etc.

Si aggiunga anche il tono decisamente mieloso di alcune scene (specialmente nella seconda parte del romanzo): a un certo punto si hanno 5 pagine di fila di complimenti tra due personaggi. Cinque pagine di fila!!

In tal senso, si nota la mano femminile della Randall (anche se, in realtà, si dice che dietro tale nome si celerebbe in realtà uno scrittore uomo), che comunque si mostra brava nel tratteggiare i personaggi e nel mantenere vivo l’interesse di chi legge.

In definitiva, nonostante i difetti sopra citati, le avventure di Ian, Daniel, Jodie, Martin e Isabeau si leggono più che volentieri, e Hyperversum di Cecilia Randall è veramente un buon romanzo fantastico.

Fosco Del Nero


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