Titolo: I mercenari del tempo (At the narrow passage).
Scrittore: Richard Meredith.
Genere: fantascienza, ucronia, fantastico.
Editore: Fanucci.
Anno: 1973.
Voto: 6.5.
Dove lo trovi: qui.


Nuovo romanzo di fantascienza recensito su Libri e Romanzi.
Dopo aver dedicato ampio spazio ad Isaac Asimov, oltre che a vari altri autori, stavolta vi propongo un altro scrittore: Richard Meredith.

In particolare, vi propongo I mercenari del tempo, libro pubblicato nel 1973 e facente parte della trilogia Timeliner.
Come intuibile dal titolo e del singolo libro e dell’intera trilogia, l’argomento è quello del viaggio nel tempo e delle diverse evoluzioni storiche.

Difatti, a volere essere precisi, più che di viaggi del tempo Meredith si occupa di ucronia, ossia quella corrente letteraria che prende in esame un diverso passato, ipotizzando così un diverso presente e futuro.

Alcuni autori si sono cimentati molto nel genere, e segnatamente Harry Turtledove con i suoi cicli di Invasione e Colonizzazione.

Ma veniamo a I mercenari del tempo: esso ipotizza che vi siano diverse linee storiche, aventi seguito ognuna un particolare decorso, spesso assai diverso dagli altri.
Tali “linee temporali” possono avere influenze e scambi le une con le altre, grazie a un apparecchio chiamato skud.

A partecipare a tali movimenti, oltre agli uomini, anche i Krith, un’antica razza aliena non umana.

Il protagonista della storia è l’agente Eric Mathers, il cui vero nome è Thimbron Parnassos.
Egli è nato nell’anno 2300 del calendario dell’impero di Alessandro Magno, in quella linea temporale mai sconfitto, e tuttora vigente.

Eric Mathers si trova a combattere guerre nell’Europa centrale, tra alleati, nemici e possibili evoluzioni storiche.

Ecco, in breve, il mio giudizio: I mercenari del tempo di Richard Meredith è di sicuro un romanzo breve di buona fattura, ed ha il suo punto di forza nell’espressiva vivacità del narrato.

Lo stile di scrittura è semplice, ma non è questo che lascia un po’ perplessi, quanto il fatto che, più che il primo libro di una saga letteraria, sembra una lunga introduzione…

… inevitabile dunque che lasci nel suo lettore una fastidiosa sensazione di incompiutezza.

D’accordo, forse andrebbe giudicata la saga in sé, ma il lettore che si trova tra le mani questo libro su di esso verterà il suo giudizio, che, in tal modo, rimane solo discreto.

Fosco Del Nero


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